A passo di Moda lungo la Via Emilia

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A passo di Moda lungo la Via Emilia


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Il vento autunnale porta con sè, come ogni anno, l’evento fashion per eccellenza, stiamo parlando della Settimana della Moda, che si svolgerà a Milano proprio questa settimana, dal 17 al 22 Settembre. Dal web ai giornali passando per tv e negozi si respira la frenesia e l’eccitazione. Tra moda e strada esiste una forte relazione che inzia con lo sguardo alla gonna della ragazza in treno e finisce con uno scatto su Instagram corredato dal hashtag #streetfashion. E ci siamo lasciati ispirare, abbiamo preso la strada più significativa e antica della regione, domandandoci: E se la Via Emilia fosse una passerella?
Così oggi vi portiamo sulla strada della moda emiliano-romagnola, sfilando lungo il sentiero che fu storicamente l’arteria di viaggio principale degli scambi commerciali al tempo dell’Impero Romano e tutt’ora esiste e prosegue proprio fino alle porte della Capitale della Moda Italiana.

Se vi state chiedendo cosa c’entra l’EmiliaRomagna, terra di sapori, arte e natura con il controverso e sfavillante mondo del fashion, abbiamo qualche sorpresa…Le nostre città d’arte hanno dato i natali ad alcune delle personalità più influenti nel settore infatti, e riecheggia in ogni angolo dei centri storici l’identità di una città attraverso le vecchie vetrine, le botteghe e le tradizioni artigiane, di cui l’arte sartoriale è una tra le più longeve.
Si tende a dimenticare che dietro ai luccichii di paillettes e perline si celano ore e ore di processi creativi, di influenze storiche, culturali e sociali e, ancor più, di storie familiari, un valore quest’ultimo molto caro all’anima emilianoromagnola.
La moda nasce nelle botteghe di un piccolo borgo, viene tramandata di generazioni fino ad evolversi nella filiera conquistando l’oltre-confine.
La storia di moda “Made-in-Italy” ha precise connotazioni che hanno contribuito a renderla iconica a livello internazionale, per cui sul mercato odierno, Italia e Italianità sono associate alla qualità, alla cura, più materna che maniacale.

Vogliamo portarvi lungo la Via Emilia, sfilando con il passo deciso per la regione mostrandovene un volto nuovo che nulla ha da invidiare alle più celebri città-culto della moda nostrana. E lo faremo a passo da “catwalk” ovvero con lunghe falcate da una provincia all’altra, con i ritmi serrati delle sfilate, tra un cambio d’abilo e una calzata di scarpe per un’idea nuova di turismo, che cuce insieme i tessuti storici alla cultura dell’artigianalità di cui l’EmiliaRomagna è orgogliosa, ripercorrendo le origini dei brand e dei grandi nomi della moda.
Pronti per lo show ;)?

Da Piacenza si parte, ci accoglie Giorgio Armani, in cui è cresciuto e di cui conserva un’immagine e un attaccamento profondo dall’infanzia, mentre dai dintorni delle Valli Piacentine giunge un’ospite, che occupa la front-row (l’ambitissima prima fila) della nostra sfilata: la contessa Allegra Caracciolo di Castagneto

A Parma ci fermiamo per una spruzzo di “Acqua di Parma” nato nel lontano 1916 ( ha quasi un secolo!) in un piccolo laboratorio di essenze nell’antico cuore dell’aristocratica città, i maestri profumieri crearono una fragranza nuova ed insolita che si venne a configurare come la prima Colonia Italiana. Il successo che deriva dagli anni 50 con la gloria Hollywoodiana decreta infine Acqua di Parma l’icona del raffinato stile italiano.

ReggioEmilia è territorio della Famiglia Maramotti. Il brand MaxMara viene fondato da Achille Maramotti nel 1951 e fu uno dei primi ad applicare il processo industriale nella produzione di abiti anticipando l’idea del prêt à porter che di lì a poco avrebbe rivoluzionato il concetto di moda nel periodo in cui era intesa solo come attività artigianale. Tra i suoi disegnatori si annoverano personaggi del calibro di Karl Lagerfeld e Dolce & Gabbana. Oltre alla linea cardine il gruppo sviluppa negli anni marchi satellite destinati a mercati specifici, tra cui citiamo il marchio Marina Rinaldi, simbolo di attaccamento alle origini: prende infatti il nome dalla bisnonna di Maramotti, che a fine Ottocento gestiva un atelier di lusso nel cuore di Reggio Emilia.

In provincia di Modena, a Carpi troviamo l’incontro tra passato e presente nel binomio natale di due nomi affermati nella moda di oggi: Anna Molinari, da una parte, rappresenta la storia, Anna Molinari fonda il gruppo Blufin con il defunto marito Gianpaolo Tarabini nel 1977 e da allora porta avanti una solida tradizione che si rinnova di stagione in stagione sotto lo stile dei brand Blumarine, Blugirl (destinato al pubblico più giovane) e il suo omonimo (specializzato in pret-a-porter e lusso).
[Una curiosità: come lei stessa dichiara in un’intervista a “IoDonna” nel 2012, << Vado spesso in bicicletta. Nella mia città, Carpi, ci sono tante piste ciclabili e poche macchine >> per rilassarsi]

Dall’altra parte abbiamo un’azienda giovane, anch’essa nata dalla collaborazione di una coppia nella vita e nel lavoro: Twin Set di Simona Barbieri (direttrice creativa della società) e Tiziano Sgarbi (amministratore delegato). Un marchio che nasce dalla crisi e fiorisce nel duro lavoro e nell’affiatamento di una famiglia realizzandosi simbolicamente come un nuovo sogno moderno di successo all’Italiana.

E si giunge a colpi di stiletto a metà della nostra passerella, a Bologna, il cuore pulsante dell’EmiliaRomagna, conosciuta per essere “dotta, rossa e grassa” … Ebbene vi diremo adesso che è anche una città di stile 🙂
A Bologna creiamo un outfit completo, quello che si definisce un total look, in altre parole ci vestiremo dalla testa ai piedi con i nomi made-in-Bologna.
L’arduo compito di fasciare le curve delle donne bolognesi spetta alla lingerie e fu affidato alle abili mani della sarta Ada Masotti che nel 1954 crea La Perla come laboratorio di confezione, e continua ad oggi nella missione di “rendere ogni donna nel mondo seducente, con eleganza e tocco italiano”

Gli abiti sono firmati Elisabetta Franchi, una donna moderna che veste e conosce le donne, un modello di tenacia e autorealizzazione che dice di sè “Fare collezioni, gestire un’impresa, sono lavori molto duri: entro alle 8 del mattino ed esco alle 21 di sera, passo in azienda il sabato e la domenica, sacrificando tutto il resto. Ma amo il mio lavoro. E farlo con passione è l’unico modo che conosco”
Ai piedi ci infiliamo Bruno Magli la cui arte si tramanda da generazioni, appresa dal nonno, avvia con i suoi fratelli Marino e Maria, la produzione di scarpe da donna in una piccola cantina a Bologna, nel lontano 1936.
Ed infine a l’accessorio arriva dalla boutique di Furla, la pelletteria fondata nel 1927 da Aldo e Margherita Furlanetto, tra borse, guanti e portafogli c’è solo l’imbarazzo della scelta!

E’ il turno della Romagna, nella provincia di Forlì-Cesena il borgo di San Mauro Pascoli è il regno delle calzature: Baldinini, Casadei e Sergio Rossi, rispettivamente datate 1910, 1958 e 1950, sono le case di moda ora internazionali nate dall’artigiato più apprezzato dalle donne di tutto il mondo. In comune hanno un fil rouge di tradizione familiare, di passione e creatività con un occhio alla modernità ed uno alle radici.

Calzate le scarpe corriamo come Cenerentola all’ultimo cambio d’abito, a Cattolica, località marittima in provincia di Rimini, dove Giuliana Marchini cresce e si forma fino alla realizzazione nel 1959 del gruppo Gilmar con il fratello Luciano e il marito Silvano Gerani, e nel 1974 al marchio Iceberg che proprio quest’anno compie il 40esimo di attività.
Cattolica è anche casa di un’altra grande donna della moda, il cui nome si associa con sempre nuove idee e collaborazioni anche al mondo del cinema: la stilista Alberta Ferretti. L’infanzia romagnola si snoda tra i tessuti della sartoria della madre che contribuisce a definire fin dalla giovanissima età (la prima boutique la apre a soli 18 anni) il gusto raffinato che contraddistingue tutt’ora il marchio, declinando l’eleganza sobria, romantica e senza tempo riconosciuta ai livelli più alti dell’industria Made in Italy.

Siamo giunti infondo alla passerella, qualche scatto per i fotografi e si riparte 🙂

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