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72 h
L’Appennino reggiano si trova al confine con la Toscana, non lontano dalla Liguria.
Ci troviamo nelle terre della Contessa Matilde di Canossa, una porzione dell’Appennino che nel Medioevo era il centro del mondo, perché protagonista della Lotta per le investiture tra Papa e Imperatore.
Un’area ricca non solo di storia e cultura ma anche di natura visto che si trova nel cuore del Parco Nazionale Tosco-Emiliano , nominato Riserva della Biosfera MaB Unesco.
Panchina gigante Ligonchio Ph. @luisanobili via Instagram
Parco Cerwood, Cervarezza Terme (RE)
Pietra di Bismantova
Febbio, neve @gabrieledelmonte
Segnali Via Matildica – Ph. Walter Manni
Appennino a Cavallo in Emilia Romagna | Foto © icavalieridelcusna.it
In bici sull’Appennino Reggiano
Ecco i 7 comuni da scoprire (Casina, Carpineti, Castelnovo ne’ Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Villa Minozzo), seguendo le proprie inclinazioni:
- A piedi lungo i tanti sentieri che portano alle cime (Monte Cusna, Cavalbianco, Casarola) da cui si vede anche il mar Tirreno, o lungo la Via Matildica del Volto Santo, il percorso di trekking che collega in una serie di tappe Mantova con Lucca, attraversando proprio questa zona.
- A cavallo tra colline punteggiate di castelli e borghi con chiesette e casetorri fortificate e foraggere per la produzione di Parmigiano Reggiano.
- In bici grazie ai 38 percorsi, di cui 15 in alta montagna per un totale di 785 km su strade forestali e sentieri, mappati da Appennino Reggiano Bike e suddivisi per comprensorio e per tipologia di attività: mountain, cross country, XC, Enduro, Family, Free Ride e Grand Tour.
- In moto lungo i tanti tornanti che ci collegano alle vicine Toscana e Liguria con cui condividiamola la bellezza della natura e qualche sapore.
- Per chi viaggia con bambini, in quest’area si trovano molte panchine giganti (a Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castellarano, Castelnovo né Monti, Ligonchio, Toano, Ventasso e Villa Minozzo) e un parco avventura a Cervarezza.
…Senza dimenticare i piaceri della tavola: siamo o non siamo nella Food Valley italiana?
Partendo dal Parmigiano Reggiano DOP, che ha iniziato ad essere prodotto oltre mille anni fa proprio tra queste colline, preparatevi a provare i piatti tipi reggiani come lo gnocco fritto coi salumi e formaggi, l’erbazzone, i tortelli di patate ma anche, a seconda della stagione, piatti a base di cacciagione e selvaggina, pesce di fiume, castagne, funghi porcini e tartufi.
L’Appennino reggiano vi aspetta per un’esperienza di viaggio sostenibile a contatto con la natura!
Casina
Partiamo da Casina, sede del Consorzio dell’Ars Canusina, una delle tante attività di artigianato regionale, che propone motivi dell’arte e dell’architettura del casato Canossa nei loro prodotti artigianali, dai ricami su tessuto eseguiti a mano, agli oggetti in ceramica, agli arredi in ferro battuto.
Nei dintorni i castelli di Sarzano (da non confondere con la spezzina Sarzana) e Leguigno da cui ammirare, spaziando lo sguardo, sulle cime dell’Appennino Tosco Emiliano e sulle valli circostanti, compresa la straordinaria e famigerata Pietra di Bismantova, uno dei luoghi emiliano-romagnoli cantati da Dante .
Poi vagate senza meta per scoprire borghi di origine medievale con case in sasso, castelli e antiche chiese e percorrete itinerari tra rocce e torrenti.
Castelnovo ne' Monti
Conosciuto per la Pietra di Bismantova, Castelnovo né Monti è un paese di origine medievale che conserva un piccolo centro storico alle pendici di Monte Castello, sulla cui cima rimangono i resti della fortificazione.
Scalando l’imponente roccia calcarea meta di migliaia di visitatori ogni anno, pensate anche che oltre a citarla alcuni studiosi ritengono che il poeta avrebbe visitato personalmente il luogo nel 1306. Un luogo perfetto per meravigliarsi al cospetto della natura.
Se vi capiterà di incontrare sportivi italiani o stranieri, non è un caso: da diversi anni numerose squadre, non solo nazionali, vengono qui per stage di preparazione atletica e tecnica.
A Felina, la sua frazione più grande, consigliamo di percorrere il sentiero (adatto anche ai bambini) che porta sul monte Fosola, per riposarsi su una delle Panchine Giganti presenti in Emilia Romagna.
Carpineti
Sempre sulle colline reggiane, tra le valli del Secchia e del Tresinaro, troviamo Carpineti.
Il nome, probabilmente, ha origine dal castello delle Carpinete, che sovrasta il paese: dimora preferita dalla Contessa Matilde situata in posizione strategica sul monte Antognano, il castello offre una vista suggestiva che spazia dal crinale appenninico alla pianura.
Nei dintorni si trovano numerosi sentieri e strade carraie, ideali per camminare nella natura godendosi il paesaggio dell’Appennino Reggiano, borghi con case in sasso e chiese medievali, come San Donnino o Valestra.
Menzioniamo infine la frazione di Marola che, immersa in un castagneto centenario, è perfetta da visitare in estate per chi cerca un po’ di refrigerio.
Toano
Il territorio di Toano, tra la val Secchia e il crinale, fu abitato fin da epoca romana, ma la sua importanza aumentò nel medioevo, quando divenne centro delle vicende europee grazie alla famiglia Canossa.
Da non perdere la Pieve matildica di Santa Maria di Castello, con relativo sito archeologico, e le Balze di Malpasso, un geosito in cui affiorano rocce di arenaria, dove i corsi d’acqua hanno inciso tratti vallivi molto incassati.
Consigliata agli amanti del tartufo, nella frazione di Cavola si possono degustare degli ottimi tartufi bianchi pregiati e tartufi neri estivi.
Ventasso
Ventasso è un comune dalle mille anime, visto che nasce dalla fusione degli storici Comuni di Busana, Cervarezza, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.
Tra i punti di interesse da non perdere, il lago Calamone a Ramiseto, la Centrale Enel in stile Liberty, la Panchina gigante a Ligonchio, il Museo del Sughero di Busana, i castagneti e metati secolari di Collagna, le Terme di Cervarezza e il vicino Parco Avventura di Cerwood.
Senza dimenticare Cerreto Laghi e Ventasso Laghi, stazioni di sport invernali da vivere anche d’estate praticando trekking e/o passeggiate sia in quota sia ai laghi glaciali.
Da visitare anche i borghi delle Valli dei Cavalieri (Cecciola, Montedello, Cereggio, Gazzolo, Nismozza, Vallisnera, Ca’ Ferrari, Cinquecerri, Vaglie ), caratterizzati da case torri (edifici alti almeno 3 piani, con finestre e portali in pietra lavorata) e da strette vie sovrastate da volte che creano sottopassi.
Vetto
Le origini di Vetto, balcone naturale sulla sponda destra del fiume Enza, risalgono al Medioevo, quando qui dominava la famiglia Da Palù, fedelissima ai famosi Canossa.
Il borgo suddiviso nelle tre zone contigue de “il borgo”, “cà boccio”, “il castello”, presenta edifici di pregio storico fra cui: Chiesa di San Lorenzo, restaurata a metà del Seicento ma di origine romanica, e l’Osteria del Turo, una massiccia casatorre del ’600.
Le vallate dell’Enza, Tassaro e Tassobbio offrono numerosi spunti di visita: dai piccoli borghi storici a passeggiate tranquille o percorsi di trekking come il Sentiero dei Ducati.
Villa Minozzo
Villa Minozzo, in alto Appennino reggiano, è famoso per aver dato i natali al campione Giuliano Razzoli, un atleta che proprio in questo territorio – compreso tra il crinale del monte Cusna, le valli del Dolo e del Secchia e i campi coltivati a foraggio – ha mosso i primi “passi” con gli sci ai piedi.
Frequentando i rifugi avrete la possibilità di testare la tradizionale enogastronomia, ma solo dopo un’adrenalinica sciata in inverno o una rigenerante passeggiata immersi nella natura in estate.
Nei dintorni si segnala Civago, punto di partenza di numerose escursioni verso le vette del crinale; Minozzo che sorge su un affioramento di ofiolite, sulla quale venne edificata l’antica rocca del paese in epoca medievale, e Febbio dove, grazie alla seggiovia sempre attiva, a seconda delle stagioni si può praticare sci alpino o fare escursioni a piedi e in mountain bike.
Autore
Celestina Paglia
Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…
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