Alla scoperta del Verdi agricoltore
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Alla scoperta del Verdi agricoltore

di /// Agosto 31, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 7 minuti

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Quanti di voi sanno che oltre ad essere un mirabile musicista il Maestro Verdi è stato anche un agricoltore appassionato e grande amante della botanica?
Oggi vi porteremo alla scoperta del Verdi agricoltore, un lato della sua vita conosciuto solo negli ambienti frequentati dai veri appassionati del cigno di Busseto.

Tutti sanno invece che il Maestro Verdi nacque il 10 ottobre del 1813 a Roncole di Busseto, piccolo borgo della bassa parmense, zona caratterizzata dalla presenza del Grande Fiume, il Po, la nebbia e distese di campi. Ed è proprio da questo territorio, cui il musicista è sempre stato legato e che è riuscito a far conoscere al mondo intero tramite la sua musica, che partiamo.

Ph. Linda Vukaj

Verdi agricoltore - le origini

Di umili origini con radici nel parmense – dove visse la prima parte della vita imparando l’arte che lo avrebbe reso celebre nel mondo – il Maestro fu sempre orgoglioso della sua discendenza rurale.

Quasi a voler ripercorrere al contrario i passi dei nonni paterni, agricoltori piacentini, e nonostante fosse un compositore di fama mondiale, scelse di stabilire la sua dimora proprio , nella Villa di Sant’Agata di Villanova sull’Arda, una tenuta inizialmente di 107 ettari che ben presto ampliò fino a 1000 ettari.

La villa, immersa nel parco disegnato e voluto dal musicista e completato da un laghetto e da filari di alberi, è il luogo dove il Maestro ha condotto una vita nel rigore di una semplicità d’altri tempi.

La villa, abitata dagli eredi del musicista, è oggi visitabile.

verdi agricoltore - villa verdi

Ph. Tiesse

Verdi agricoltore - la crescita

L’amore istintivo per la terra e l’aspirazione a diventare, da piccolo proprietario terriero, un grande possidente, convivono nel Maestro da sempre, e tale aspirazione non si conclude con l’acquisto di numerosi poderi tra Arda, Ongina e Po, nei comuni di Villanova sull’Arda, Besenzone, Cortemaggiore e Fiorenzuola d’Arda.

Verdi infatti controllava personalmente le sue proprietà: dalla costruzione della villa, alla creazione del giardino, dall’allevamento del bestiame alla programmazione delle coltivazioni, fino alla realizzazione di un progetto di distribuzione meccanica delle acque da estrarre direttamente dall’Ongina, acquistando innovativi macchinari persino in Inghilterra.
Insomma un imprenditore agricolo a 360 gradi.

A prova del rapporto stretto con la sua terra è il fatto che a molti alberi da lui piantati nel parco della villa, dette il nome delle sue opere: platano Rigoletto, quercia Trovatore e salice Traviata.

Verdi agricoltore cartoline club dei 27 e Cartolina illustrata L. Metlicovitz

Cartoline d’epoca – collezione Renato Manici – Club dei 27 e illustrazione L. Metlicovitz

Musica e terra: le due grandi passioni del Maestro

Musica e terra, due passioni non in antitesi, ma in simbiosi, tanto da fargli affermare in una lettera a Corrado Ricci nel 1897:

“tutte le mie opere, tranne le prime, le ho scritte a Sant’Agata, non derogando mai dalle mie abitudini solitarie e contadine. Dove sono solito vivere, nulla mi può distrarre. Mi ritempravo uscendo solo, per le mie terre ed occupandomi col massimo piacere di agricoltura”.

A conferma di ciò anche le parole della consorte Giuseppina Strepponi al suo editore:
“Il suo amore per la campagna è diventato mania, follia, rabbia, furore, tutto ciò che voi volete di più esagerato. Si leva quasi con lo spuntar del giorno per andare ad esaminare il grano, il mais, la vigna, ecc.”

Un altro esempio a testimonianza che compositore e proprietario terriero convivono all’unisono nella sua vita: a margine di una pagina del libretto del Trovatore si trova in bella evidenza un appunto per l’acquisto di un certo numero di buoi.

Verdi spazia così, con identica passione, fra musica e lavori contadini: nella calma della pianura padana, egli compone le arie di alcune delle sue più celebri opere (Simon Boccanegra, Un ballo in maschera, Don Carlos e Aida, oltre alla Trilogia popolare) dedicandosi contemporaneamente ad un’altra sua grande passione, il vino, impiantando una vigna non appena gli è possibile.

Verdi agricoltore ospiti a villa s.agata

Il lascito epistolario

L’enorme lascito epistolario del Maestro è un prezioso strumento per conoscere un Verdi “inedito”, orgoglioso della propria estrazione contadina e, allo stesso tempo, dedito alle novità e innovazioni del suo tempo.

Numerose lettere indirizzate al fattore provano quanto fosse esperto in fatto di pioppicoltura, di allevamento di cavalli, di irrigazione dei campi e di enologia.
Ed è del marzo 1888 la lettera indirizzata ai fratelli Ingegnoli che gli avevano mandato in omaggio sei cachi, di cui fu subito entusiasta auspicandone la diffusione su tutto il territorio nazionale.

Il bicentenario dalla sua nascita, celebrato nel 2013, ha permesso di far luce su questo aspetto inconsueto anche con un libro (tre capitoli: La terra del Maestro, Il lavoro dei campi, I prodotti del territorio ed il rapporto con la sua gente) e un’opera in tre atti…

Verdi agricoltore - libro e opera

…è un Verdi lungimirante, imprenditore agricolo e poeta contadino, come si definisce in una delle sue missive, quello a cui va il nostro pensiero ogni 10 ottobre: auguri Maestro!

verdifestival

Autore

Celestina Paglia

Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…

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