[ParlamiditER #267] Reggio Emilia in un giorno

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[ParlamiditER #267] Reggio Emilia in un giorno


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


La prima impressione che lascia la città di Reggio nell’Emilia è che ogni strada, edificio o monumento rendano i capitoli di storia passata tangibili, ricordando chi sia passato in questa terra e cosa abbia lasciato per arricchirla così tanto.

La Via Emilia è la testimone emblematica dell’impero romano, ma nel Parco del Popolo troverete anche un recinto funebre, c’è la Porta Santa Croce del periodo medievale, ci sono segni d’arte francese, i Chiostri di San Pietro, gli abbellimenti delle signorie come gli Este e l’epoca fascista: insomma ogni ideale passato di qui ha lasciato qualcosa che oggi possiamo ammirare.

Se vi capita di visitarla in una calda giornata d’estate o mite di primavera, trovate la bellissima Piazza della Vittoria in vostra attesa, con una moderna fontana dai colori italici; anche il nome vi suggerisce che siete capitati in casa di patrioti ed orgogliosi, quindi pesate le parole prima di pronunciarle.
Questa è solo la prima delle numerose piazze che si possono incontrare e che fanno da foro per mercati e vasche della domenica; una di queste in particolare ha, a fargli da guardia, leoni in marmo rosso e la Basilica di San Prospero con il suo stile barocco.

Nel centro esatto della città c’è un palazzo che ha cambiato forma, utilizzo e proprietà, ma non ha mai cambiato la sua posizione, che mantiene come se fosse l’ombelico del mondo, o almeno di Reggio; si tratta del Palazzo del Capitano del Popolo, costruito nel 1280 per ospitare la funzione governativa che gli da tutt’ora il nome (funzione che si affiancava a quella del Podestà), e attività ricettiva dal 1515 quando vi si aprì l’Ospizio del Cappello Rosso, oggi Albergo Posta. Una piccola meraviglia storica che merita di essere visitata: se siete il turista non convenzionale allora sarete curiosi di entrare nel suo piccolo bar e ammirare al massimo del suo splendore lo stile liberty reggiano.

A Reggio Emilia poi c’è un grande vanto che gonfia il petto dei suoi cittadini: qui è nata la bandiera repubblicana d’Italia e nel Museo del Tricolore, oltre a teche, dipinti e vecchi fogli di giornale, potrete visitare la sala dove fu convalidato il principio di libertà portato dai francesi, ma reso reale solo dalla volontà di persone libere.

I reggiani vengono descritti per una caratteristica unica: si dice abbiano la testa quadra, ovvero di forma quadrata e questo perché, come anticipato prima, non sono persone morbide, ma molto orgogliose e con spigoli non facili da limare; non fatevi però intimorire da questo: la testardaggine è un peccato molto comune in terre italiche, ma un piatto di cappelletti non verrà mai negato a nessuno, perché anche se non c’è la propensione agli abbracci, un posto in più al tavolo si trova sempre.

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