In Moto sui passi dell’Appennino: da Reggio Emilia al mare e ritorno

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In Moto sui passi dell’Appennino: da Reggio Emilia al mare e ritorno


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Dopo avervi condotto sulle strade di Piero della Francesca, nella natura del Parco del Delta del Po e sul Passo del Muraglione oggi vi portiamo poco più a Nord, sulle vie che da secoli collegano la Pianura Padana ed il Mar Tirreno. Da Reggio Emilia al Mar Tirreno e ritorno, ovvero un viaggio  su quel crinale climatico che divide il continente europeo con il Mediterraneo.

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Emilia Romagna in Moto – Ph. Moto e Viaggi

Partendo dal centro di Reggio Emilia, ci dirigeremo quindi verso i passi appenninici che dividono l’Emilia-Romagna dalla Lunigiana toscana. Da qui ridiscenderemo nelle antiche terre dei Malaspina che si affacciano sul Mar Tirreno, attraverseremo quindi la Garfagnana ed infine rientreremo in Emilia Romagna all’altezza della Provincia di Modena.
Un itinerario variegato, attraverso le terre che sono divenute rinomate nel mondo per la loro storia, la grande gastronomia e per le particolari lavorazioni e produzioni che nei secoli le hanno caratterizzate.


Durata: 3-4 giorni
Lunghezza: Circa 425 Km
Periodo: Dalla primavera al primo autunno, poi freddo e strade innevate.


Il nostro itinerario motociclistico verso il Mar Tirreno inizia a Reggio Emilia, città del tricolore ed uno dei centri gastronomici dell’Emilia-Romagna. Siamo infatti nelle zone di produzione del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto Balsamico Tradizionale e del rinomato vino Lambrusco; sarebbe davvero un peccato non approfittare di questa occasione per fare un po’ di spesa. Dato che ci siamo ci dilunghiamo in una passeggiata nel centro di Reggio Emilia, giusto il tempo di ammirare il Duomo, le bellissime piazze cittadine e la Basilica della Ghiara, veri e propri simboli cittadini.

Prima di pranzo imbocchiamo la Via Emilia in direzione Parma e, all’altezza di Sant’Ilario d’Enza, giriamo a destra sulla SP12 in direzione San Polo d’Enza. Siamo sulle colline reggiane, rinomate per il buon cibo e per i castelli matildci che qui e lì adronano le cime delle colline. All’altezza del paese di Ciano d’Enza, giriamo nuovamente a sinistra per la Via dei Castelli ed in poco più di 4 km arriviamo al Castello di Rossena, antico epicentro dei possedimenti di Matilde di Canossa, la potente contessa che un tempo dominava su queste valli.
E’ questo il luogo giusto per pranzare in qualche ristorante della zona, siamo infatti nelle zone del Parmigiano Reggiano di montagna e dei tortelli reggiani.

Un po’ di riposo e siamo di nuovo insella verso la rupe Canossa, qui le strade sono piccole e tortuose, un paradiso per i motociclisti a cui piace guidare parecchio. Un breve visita ai ruderi del Castello di Canossa e del vicino Castello di Sarzano e riprendiamo il nostro viaggio in direzione di Casina e della SS63.

Imboccata la Statale 63 consigliamo giusto una piccola deviazione in direzione di Carpineti e dell’omonimo Castello, per poi puntare definitivamente verso Castelnovo né Monti e l’altopiano della Pietra di Bismantova la cui formasi dice abbia ispirato il Poeta Dante per la descrizione del Monte del Purgatorio e che oggi invece è un rinomato centro di arrampicata e escursionismo.

Concludiamo la giornata seguendo le indicazioni per l’Eremo posto sotto il massiccio e da cui i più sportivi potranno proseguire lungo il sentiero segnato che conduce in cima alla Pietra.

Paesaggi

Pietra di Bismantova – Ph. @Stevemme

Il secondo giorno ci alziamo di buon mattino e lasciamo Castelnovo nè Monti in direzione Passo del Cerreto: circa 30 chilometri da cui poter ammirare diversi panorami della Pietra di Bismantova e scorgere le cima del Monte Cusna, una delle vette più alte dell’intero Appennino tosco emiliano. Poco prima di raggiungere il Passo del Cerreto, una piccola deviazione ci invita a visitare Cerreto Alpi, un piccolo borgo che ha mantenuti intatti e ritmi e le tradizioni di una volta ed in cui ci possiamo rilassare per una piccola sosta prima di scendere in Toscana.

La Lunigiana ci si apre davanti luminosa e azzurra come il mare; siamo infatti sui versanti più assolati dell’Appennino, quelli che danno sul Mar Ligure e sulla Riviera della Versilia, ed iniziamo già a sentire il tepore ed il profumo che proviene dal mare.

Moto

Fortezza della Verrucola – Ph. Davide Papalini

Pochi chilometri in terra di Toscana e arriviamo a Verrucola, affascinante borgo medievale che conserva la sua Fortezza quasi intatta. 5 chilometri più avanti si prosegue per Equi Terme, la nostra meta per il pranzo, splendida località rinomata per la presenza di sorgenti termali solfuree. Dopo i tanti chilometri percorsi in montagna è il caso di riposarsi, godendo delle calde acque, del buon cibo e delle escursioni che questa parte della Toscana riserva ai visitatori.

Giusto il tempo di far passare qualche ora di relax e siamo di nuovo sulla strada in direzione Carrara. Prendiamo la SS446d che ci promette curve e panorami fino in città, con l’aggiunta  qualche scorcio sull’imponente Pizzo d’Uccello, la cui parete Nord ricorda le più famose pareti dolomitiche. Da qui si possono prende diverse deviazioni, a seconda degli interessi personali, che vanno dal paese di Vinca, da cui è possibile ammirare il panorama sulle Alpi Apuane e sulla storiche cave di Marmo di Carrara, oppure si può deviare verso Fosdinovo, che conserva un bellissimo Castello dei Malaspina. Una deviazione a Campo Cecina vi assicurerà un panorama mozzafiato che spazia fino al mare, e da cui nelle giornate limpide possibile scorgere l’estrema punta della Corsica, cosi come una visita a Colonnata, paese orami famoso nel mondo per le sue Cave di Marmo e per il suo delizioso Lardo.
Ma oramai è sera e non ci resta che scendere verso Carrara per una notte di meritato riposo, in attesa di riprendere il viaggio di ritorno nel giorno successivo.

Pizzo d’Uccello – Ph. Lorenzo Antiga

Nel terzo giorno di viaggio ci aspetta la risalita verso le Alpi Apuane, ma non prima di aver fatto qualche sosta nella splendida regione della Garfagana.
La Garfagnana è un’area storico-geografica della provincia di Lucca, in Toscana, ed è compresa tra le Alpi Apuane e la catena principale dell’Appennino Tosco Emiliano. Si tratta di una zona di rara bellezza per quanto riguarda il paesaggio naturale, che si trova nelle singolari condizioni di essere sia in montagna sia esposta ai venti del mare.

Cave di Marmo di Carrara – Ph. Comune di Carrara

Da Carrara partiamo di buon mattino in direzione Massa, e da qui seguiamo i cartelli indicanti il paese di Antona e la Garfagnana.
Costeggiamo il Parco delle Alpi Apuane e in meno di 50 chilometri siamo a Castelnuovo di Garfagnana, piccolo paese fortificato al confine con l’Emilia-Romagna, che un tempo fu l’estremo possedimento del Ducato Estense e che vide tra i suoi governatori anche il poeta ferrarese Ludovico Ariosto (1522-1525).
Una piccola deviazione a Castiglione della Garfagnana e riprendiamo al SP 71 che, dopo una decina di chilometri di curve e salite, ci porta al Passo delle Radici sul crinale tra la Toscana e la Provincia di Modena, da cui consigliamo una breve escursione a San Pellegrino in Alpe, luogo che conserva un bellissimo Santuario.

Ancora 15 chilometri e siamo a Pievepelago, località dell’Appennino modenese rinomata per le escursioni, l’arrampicata e e la relativa vicinanza agli impianti sciistici dell’Abetone e del Monte Cimone. Qui prendiamo la SS12 “dell’Abetone e del Brennero”, strada che oltretutto offre molteplici itinerari per motociclisti negli immediati dintorni,  ed iniziamo a ridiscendere verso il paese di Pavullo nel Frignano. Mano mano che mettiamo strada sotto le nostre ruote le cime delle montagne lasciano spazio alle verdi e colorate colline modenesi. Siamo ormai in dirittura d’arrivo e  Modena dista poco meno di 50 chilometri; c’è tempo quindi per deviare lungo una piccola escursione finale.

Passo delle Radici – Ph. @ben_explores

Da Pavullo nel Frignano infatti consigliamo di rientrare a Modena prendendo la SP12 fino a Serramazzoni, e da qui la SP3 fino a Maranello. Siamo sulle strade provinciali dove solitamente vengono provati i nuovi modelli della Ferrari, dove curve e semi curve mettono alla prova le abilità dei piloti.

Museo Ferrari

Sala delle Vittoria – Ph. Museo Ferrari

Dopo tre giorni di viaggio e tanta bellezza negli occhi chiudiamo in grande questa escursione tra Pianura Padana e Mediterraneo con un tocco di genio: il Museo Ferrari di Maranello, ipotetico punto finale di un viaggio che in poco più di 400 chilometri ci ha portato ad apprezzare alcune delle zone più belle ed incontaminate di tutto il Nord Italia.

Buon riposo 😉

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Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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