In moto da Rimini a Urbino: sulle orme di Piero della Francesca

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In moto da Rimini a Urbino: sulle orme di Piero della Francesca


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Dopo avervi guidato sulla Strada Statale 16 Adriatica alla scoperta del Parco del Delta del Po attraverso le saline di Cervia, i mosaici di Ravenna, la gastronomia di Ferrara e le suggestive valli di Comacchio, oggi ci spostiamo più a Sud per un nuovo grande tour su due ruote targato Emilia Romagna.

Alla scoperta della Valmarecchia in moto | Foto tratta dal blog Moto e Viaggi

Partendo da Rimini percorreremo la valle del fiume Marecchia, tagliando trasversalmente la punta meridionale della regione, per poi raggiungere il Montefeltro, la Valtiberina e, infine, Urbino. Un itinerario tutto curve e verdi e morbide colline che toccherà alcune delle più importanti città d’arte che, tra Medioevo e Rinascimento, svolsero un ruolo centrale per la storia artistica, culturale e politica dell’Italia settentrionale. E allora, bando alle ciancie, subito in sella…pronti un nuovo viaggio!


Durata: 2 giorni / una settimana se si decide di sostare nelle diverse città d’arte
Lunghezza: 260 km
Periodo: primavera, estate e primo autunno


Nonostante la cena di pesce e i divertimenti della sera prima, la mattina decidiamo di svegliarci presto per sperimentare l’ebbrezza di attraversare la città di Rimini senza traffico. Percorrendo a 40 km/h il lungomare in direzione nord, mentre il sole si innalza all’orizzonte e alcune barche di pescatori prendono il largo, raggiungiamo un caffè nei pressi di borgo San Giuliano.
Posto sulla sponda settentrionale del fiume Marecchia, questo piccolo quartiere conserva ancora intatto il suo carattere popolare: le piccole strade e le piazzette interne le donano un aspetto marcatamente romantico, soprattutto a quest’ora del mattino.

Prendiamo tempo e, dopo circa un’ora di racconti riferiti alla sera prima, ripartiamo attraversando – tra stupore e ammirazione – lo storico ponte di Tiberio, costruito dai romani sul fiume Marecchia più di 2000 anni or sono.
Il centro della città si apre attorno a noi in tutta la sua bellezza. Tuttavia, per motivi di viabilità e zone a traffico limitato, lo circumnavighiamo fino a raggiungere dalla parte opposta il grande arco trionfale di Augusto, edificato nel 27 a.C. al punto estremo della via Flaminia. Imboccata quest’ultima, iniziamo a spingere sull’acceleratore e, dopo circa 12 km, giungiamo alla prima vera tappa del nostro itinerario: il Museo Nazionale del Motociclo.

Museo Nazionale del Motociclo

Museo Nazionale del Motociclo | Rimini

Costruito nel 1993, il museo raccoglie al suo interno oltre 250 esemplari di motociclette di ben 55 marche diverse. Anche grazie a una biblioteca specialistica permette di ripercorrere la storia dei motori a due ruote dalle origini fino ai nostri giorni. A ragion del vero la struttura non è molto grande ma le collezioni conservate sono impressionanti e meritano più di un’ora del nostro tempo.

Compiaciuti della nostra scoperta, ci allontaniamo dalla costa Adriatica e, imboccata la S258 (nota come Marecchiese o Antica via Tiberina), ci dirigiamo in direzione del borgo di Verucchio che si staglia all’orizzonte, immediatamente sotto San Marino. La strada rettilinea e le dolci curve, in leggera salita, ci permettono di giocare con l’acceleratore senza mai esagerare visti i diversi centri abitati lungo il percorso. Arrivati in cima il panorama che si apre davanti a noi è incredibile: da qui lo sguardo domina l’intera vallata scorrendo fino al mare. Giro veloce in paese, seconda colazione e pronti subito a ripartire!

Verucchio | Foto di Pilù.2008, via Flickr

Verucchio | Foto di @Pilù.2008, via Flickr

Tra sorpassi e rallentamenti, dopo qualche Km ci inoltriamo nella val Marecchia e, ripresa la SP258, ci raggiungiamo San Leo, poco più lontano. Questo borgo è decisamente una delle visioni più seducenti di tutto l’entroterra riminese. Il masso su cui sorge è imponente e la fortificazione sulla sua cima impossibile da raggiungere. Arrivati in moto fino al centro del paese, visitiamo gli interni della rocca dove un tempo furono imprigionati Felice Orsini e il famoso Conte di Cagliostro, per poi abbandonarci a un piatto di tagliatelle al ragù in uno dei ristoranti locali, rimandando il caffè alla vicina Novafeltria.
Da San Leo quindi torniamo sulla Maracchiese, scendendo lungo la strada che passa dal Convento di Sant’Igne. Usciti all’altezza di Secchiano, proseguiamo lungo la SP258.
Tra i centri della zona, Novafeltria è uno di quelli che merita una visita più approfondita: i molti monumenti medievali e i fantastici boschi centenari di pini e castagni sulla cima del Monte Pincio ne fanno un centro di estreme interesse.

Borgo di San Leo (Rimini)

Borgo di San Leo (Rimini) | Foto ©hotelmonica

A quel punto decidiamo di non fermarci più. La strada da percorrere è tanta ed entro sera vogliamo raggiungere San Sepolcro. Giusto solo qualche minuto per scattare qualche foto ai borghi e alle fortificazioni che costellano i paesaggi circostanti: il Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello, Sant’Agata Feltria, Pennabili, Petrella Guidi… le curve che seguono le dolci anse del Marecchia ci portano dritti in Toscana a Badia Tedalda, al confine tra Romagna e Marche.

Il tracciato diventa esaltante in un crescendo di quota e di guidabilità che regala ottimi scorci sulla valle. Sicuramente le ripetute chicane e la bellezza del territorio sono le ragioni che spingono molti motociclisti a percorrere questa strada. Al Passo di Viamaggio ne incontriamo molti per la sosta di rito al bar-ristorante locale. È proprio da qui che parte la discesa e inizia la festa per carburatori e acceleratori. Tra curve a “S”e allunghi eccezionali, un finale panoramico ci accoglie sulla dolce Toscana della Valtiberina con sullo sfondo il lago di Montedoglio.

La sosta serale è il Rinascimento di Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, che proprio qui ha lasciato alcuni affreschi capaci di colpire anche il più metallico cuor di pistone. La notte decidiamo di fermarci a dormire, per poi visitare la città con più calma il giorno dopo. Il territorio offre infatti un paesaggio mutevole ricco di pievi isolate, borghi medievali e verdi pendii, che Piero ha ammirato e immortalato durante i suoi pellegrinaggi nell’Italia Centrale.

L’indomani, dopo una puntata alle vicine Anghiari e Arezzo, riprendiamo la strada verso casa. Bloccati bene i bagagli, affrontiamo l’abbuffata di curve che la SS73 bis Senese-Aretina offre, soprattutto in prossimità del valico di Bocca Trabaria* a 1049 metri di altezza. Da qui raggiungiamo dapprima Urbania e infine la bella Urbino, con il suo inconfondibile centro storico fatto di mattoni, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Il viaggio è ormai concluso, o forse no…

* Per lavori in corso il valico di Bocca Trabaria al momento è chiuso. Consigliamo di prendere la strada statale 73 Senese Aretina (SS 73) fino a Pitigliano. Da qui imboccare la Strada Provinciale 200 fino a Mercatello Sul Metauro, e poi proseguire verso Urbania

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Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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