Se ti piace il Jazz, ti piace l’Emilia Romagna

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Se ti piace il Jazz, ti piace l’Emilia Romagna


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Pensi all’Emilia-Romagna e, diciamolo, la prima cosa che ti viene in mente non è certamente la parola Jazz. Sono altri concetti che, per associazione di idee o d’immagini, si arrampicano tra i neuroni. A me, ad esempio, su due piedi viene in mente la piadina, il prosciutto, Bologna, la riviera, i bagnini e i mosaici. Ma immagino che alcuni di questi concetti dipendano dal contesto storico e culturale in cui sono cresciuto, ovvero gli anni ’80 e, in parte, da quella gita di 3° media che mi portò nel ’94 a visitare, in ordine, Rimini, Ravenna e Ferrara.

Eppure l’Emilia-Romagna ha una lunghissima tradizione musicale, anche senza andare troppo indietro, al tempo del grande Maestro Giuseppe Verdi. Da un lato l’anima ironica del liscio suonato e ballato nelle balere e il fenomeno intramontabile delle discoteche, che da sempre hanno caratterizzato le lunghe notti della riviera romagnola; dall’altra la grande scena cantautorale e rock, con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana di tutti i tempi.

A tutto ciò si aggiunge Bologna, che dal 2006 è una delle Città Creative della Musica UNESCO (assieme a Siviglia, Glasgow, Bogotà e Gent), riconoscimento che ha sancito in maniera definitiva la profonda anima musicale bolognese, dal sacro dei teatri d’opera al profano delle osterie.

Ma quindi il Jazz e l’Emilia-Romagna che ci azzeccano?

Fatte queste premesse è molto più immediato comprendere perché, da più di 20 anni, tutta l’Emilia-Romagna abbia visto crescere in modo esponenziale lo spazio riservato a questo genere musicale. Una prova su tutte è il festival Crossroads, una rassegna itinerante che ogni anno, tra la fine di febbraio e i primi di giugno, ospita i più importanti musicisti di Jazz provenienti da tutto il mondo.

L’edizione 2018, la diciannovesima, prende il via proprio sabato 24 febbraio al teatro Fabrizio De Andrè di Casalgrande (provincia di Reggio Emilia) con un concerto dei Paolo Fresu Devil Quartet dando così il “via libera alle danze”.
Da questo momento si prospettano fino al 1° giugno quasi 100 giorni di musica con oltre 65 concerti avanti e indietro lungo la via Emilia, e più di 500 artisti coinvolti. A maggio, poi, la rassegna si fermerà a Ravenna e per dieci giorni consecutivi invaderà la città con eventi serali al Teatro Alighieri, live in vari club, e gli ormai tradizionali Aperitifs, ovvero concerti pomeridiani a ingresso gratuito in alcuni locali del centro storico.

Cercare di sintetizzare tutti i percorsi tematici che saranno affrontati in quest’edizione sarebbe lungo e forse anche un po’ noioso, per questo ho deciso di rimandarvi direttamente al Programma Generale. State però sicuri che la kermesse sarà in grado di darvi una panoramica ad ampio raggio sul Jazz in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Se, come me, siete patiti di musica, forse è venuto il momento di prendervi una vacanza dal lavoro, dalla famiglia e dalla pigrizia, salire in macchina e dirigervi in Emilia Romagna, magari con un buon cd di musica Jazz in sottofondo.

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Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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