[Parlami di tER] Casalecchio dei Conti: 19 aprile 1945, verso la primavera di Liberazione 
A spasso per l’Emilia-Romagna

[Parlami di tER] Casalecchio dei Conti: 19 aprile 1945, verso la primavera di Liberazione 

di /// Aprile 14, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Percorrendo la Via Emilia, in direzione mare, svoltando per Ozzano dell’Emilia, si salgono le dolci  colline nel Comune di  Castel San Pietro Terme.

Varignana affascina per la sua bellezza e per i percorsi tematici.

Lasciandosi prendere  dall’incanto dei terreni coltivati a ulivi e vigna, ad un tratto, Via Malvezza impone di scalare la marcia e dopo una curva improvvisa appare  la Chiesa di San Michele Arcangelo di Casalecchio dei Conti  [XVIII sec.].

Nel territorio castellano, si hanno notizie di Casalecchio dei Conti  dai documenti della città di Bologna dal 1036. 

Nel 1074 e nel 1114 Casalecchio dei Conti si trovava certamente sotto la giurisdizione della chiesa bolognese, come attestato dal fatto che, il Comune di Bologna, il 30 novembre del 1223 divise i comuni e le terre del contado secondo i vari quartieri cittadini e Casalecchio dei Conti si trovò dipendente dal Quartiere di Porta Ravegnana. 

Casalecchio dei Conti fu una delle più antiche contee bolognesi, governata da una famiglia di Conti, i più illustri  Alberto (1204) e Raniero (1238). 

Al principio del secolo XII, si assistette alla concentrazione dei possessi e radicamento territoriale, ponendo il  fulcro nei castelli. Così, avvenne  nella parte orientale della montagna bolognese, nelle valli dell’Idice e del Sillaro, dove, intorno al castello di Casalecchio dei Conti, e ad altre fortificazioni in direzione del Mugello toscano, i discendenti dei gruppi parentali organizzarono le loro proprietà.  

Il castello che rappresentava  un sicuro caposaldo, sorgeva dove ora si trova la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, eretta negli anni 1793-1796. 

Di recente, il complesso,  composto di  due corpi è stato ristrutturato: il fabbricato costituente l’antico borgo è stato completamente ricostruito nel dopoguerra, ad esclusione della torre della porta d’ingresso  Il secondo corpo è  posto ad est, rispetto al fabbricato originario. Il complesso è delimitato da un muraglione in pietra naturale con merlature guelfe.

Per accedere vi sono  due ingressi, uno più a monte ed un altro più a valle, percorribile fino  al promontorio dove è ubicato il borgo.

Casalecchio dei Conti, è una pagina della nostra storia ed  appartiene al “Percorso della Memoria”, che coinvolge i luoghi della Linea Gotica e degli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza.  

  • Grafico della Linea Gotica, ph. bibliotecasalaborsa.it
  • Castel San Pietro (BO), Casalecchio dei Conti, ph. mapio.net
  • Lapide commemorativa della Battaglia della Gaiana, ph. bibliotecasalaborsa.it
  • Castel San Pietro Terme (BO), monumenti al Gruppo di Combattimento Friuli a Casalecchio dei Conti, ph. bibliotecasalaborsa.it
  • Castel San Pietro (BO), Camposanto di Casalecchio Conti, ph. Nadia Galli, CC-BY-NC_SA 3.0

Il 17-18 e 19 Aprile 1945 questi territori collinari vissero le  feroci battaglie della Gaiana e di Casalecchio dei Conti

All’alba del 19 aprile del 1945, dopo la liberazione di Medicina, sulle colline di Castel San Pietro Terme, gli abitati di Grizzano e Casalecchio dei Conti furono presidiati da circa 1.200 paracadutisti tedeschi della 1a Divisione, i “Diavoli Verdi”, di Montecassino, decisi a non arrendersi.
I soldati italiani, dei Reggimenti 87° e 88° del Gruppo di Combattimento Friuli e del 183° Reggimento Paracadutisti Nembo, del Gruppo di Combattimento Folgore, si batterono  valorosamente  e spianarono la strada per la liberazione di Bologna.

Dopo una dura battaglia, gli italiani riescono a piegare gli indomabili avversari. Qui pagarono il loro tributo di sangue molti combattenti:  morti e un centinaio di feriti tra i soldati italiani della Nembo e svariate decine di paracadutisti tedeschi. 

Molti soldati tedeschi, pur di non cadere prigionieri, si uccisero a vicenda all’arma bianca e vennero trovati abbracciati assieme nella morte.

Parallelo alla Chiesa, vi è il camposanto oramai in disuso e chiuso all’ingresso.

Una lapide e il Monumento al Gruppo di Combattimento Friuli sul prato  onorano i Caduti della Guerra. Il pannello a fianco  del Monumento al GdC Friuli riporta il Grafico della Linea Gotica. 

Allungando lo sguardo tra le ferritorie del cancello del camposanto, dove pare  che le sepolture siano tutte avvenute a terra,  sono visibili ancora le impronte di alcune lapidi. Una in particolare, sovrastata da  una enorme croce in pietra arenaria, posta accanto all’ingresso presenta ancora i nomi dei defunti, forse poteva appartenere ad una delle famiglie più facoltose del luogo o forse le ultime sepolture non sono ancora  state disseppellite.

E’ tradizione che nel mese di aprile si tengano manifestazioni commemorative.


Testimonianze ancora visibili

  • Sugli intonaci delle pareti esterne  sono ancora visibili i segni dei proiettili e delle schegge delle granate.
  • Nel 2009 la chiesa è stata il set di alcune riprese del film drammatico “L’uomo che verrà”  diretto da Giorgio Diritti.

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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Autore

Nadia Galli

Nadia Galli, nata a Castel Maggiore (BO), laureata all’Università di Bologna, in Economia e Commercio, in Sociologia e poi in OMAPSOS (Organizzazione, Mercati, Ambiente, Politiche Sociali e Servizio Sociale) con curriculum Politiche Sociali e del Benessere è Istruttore presso l’Unione di Comuni Reno Galliera.  Giornalista pubblicista dal 2011 con la passione per la lettura e scrittura.

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