[ParlamiditER #204] Viaggio culturale in Romagna: la Diga di Ridracoli

 | 

[ParlamiditER #204] Viaggio culturale in Romagna: la Diga di Ridracoli


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Questa estate ho deciso di esplorare la Romagna e scoprire un luogo storico che ancora mi mancava.
Da anni, quando ne ho l’occasione, programmo un viaggio culturale in Emilia-Romagna. Le cose che più adoro di questa regione sono il buon cibo e i piccoli borghi immersi nella natura, che sanno sempre regalarmi forti emozioni.

Come scrivo spesso nel mio blog personale dedicato ai viaggi culturali in Europa, l’esperienza di viaggio deve essere pensata come un momento di svago, di divertimento, di relax ma anche di crescita personale. Programmare un viaggio con lo scopo di conoscere il “diverso” da noi ci aiuta ad allargare i nostri orizzonti. Esplorare le culture locali e apprezzarne la diversità è il miglior modo per vivere meglio e con maggiore serenità.

L’anno scorso, con questo spirito e con la voglia di conoscere due straordinari borghi storici che da anni avevo segnato nella mia lista dei desideri, ho finalmente visitato San Leo e Santarcangelo di Romagna. In una parola: sensazionali!

Quest’anno invece ho deciso di visitare un luogo che non avevo mai visto prima e che ho scoperto per puro caso. Non è proprio un borgo, ma un piccolo territorio che comprende una diga, una riserva naturale, un piccolissimo abitato e casolari sparsi. L’ho scelto fra tanti, perché adoro il trekking e Ridracoli mi è sembrato il luogo ideale per immergermi nella natura e scoprire nuovi aspetti della cultura romagnola.

ridracoli

Cosa vedere a Ridracoli

Ho scoperto l’esistenza della diga di Ridracoli dopo una scrupolosa ricerca. Non è una meta molto conosciuta e di sicuro è fuori dai soliti itinerari che spingono i turisti dalla arcinota riviera fino all’entroterra romagnolo.
Ridracoli si trova in un vasto territorio naturale a confine con la Toscana, sui monti del casentino. Una riserva straordinaria ricca di ruscelli, ponticelli e case in pietra: ottimi soggetti per chi ama la fotografia naturalistica!

Il cardine del luogo è una diga costruita tra 1974 e il 1982, che ha permesso a molti cittadini di ricevere acqua potabile. Lo sbarramento è un’imponente opera ingegneristica, ben integrata nel territorio circostante. Esplorare la diga è stata proprio una gran bella esperienza.

Primo consiglio se anche tu la prossima estate vorrai esplorare questo territorio.
Non avere timore ad addentrarti nella riserva naturale. I percorsi guidati ti indicheranno il cammino e potrai immergerti in un tripudio di colori e suoni che solo le foreste sanno regalare. La mia passeggiata esplorativa è stata impreziosita dalla vista di bellissimi esemplari di daini e caprioli. Ti consiglio di raggiungere il Rifugio Ca’ di Sopra per una vista mozzafiato sul panorama circostante.

Dopo aver fatto ritorno alla diga ti consiglio di salire su uno dei traghetti e visitare il territorio da una prospettiva diversa: dalla superficie delle acque del lago. Ti si staglierà davanti un paesaggio da cartolina con ampia vista sui due fiumi, Bidente e Celluzze. Al tramonto, i giochi di luci e ombre tra i raggi del sole e montagne sono imperdibili!
Insomma un connubio meraviglioso tra architettura artificiale e paesaggio naturale.

Dopo aver esplorato le acque di Ridracoli, sono sceso verso il piccolo borgo. Da buon amante dei viaggi culturali e delle culture locali non potevo perdermi la visita all’Ecomuseo delle Acque di Ridracoli.
Devo dirti la verità, il museo non solo completa il percorso culturale iniziato alla diga, ma, a mia sorpresa, non è il solito museo con vetrine sterili ed esposizioni fredde.
Al contrario è un museo che coinvolge attivamente il visitatore, rendendolo partecipe di alcune piccole attività. Il museo ti conduce per mano a conoscere la storia del territorio e a capire quali sono le migliori strategie per risparmiare e riciclare in casa l’acqua.
Il tutto corredato da video in 3D e pannelli educativi davvero ben curati. Non è un caso se questo ecomuseo nel 2006 è stato nominato tra i migliori 20 musei del mondo. Un importante riconoscimento che conferma il valore didattico e innovativo di questo centro culturale.
Un ottimo museo, da vedere assolutamente.

Arrivato alla sera, stanco e affamato, ho concluso la giornata nel ristorante Il Palazzo, credo l’unico della zona o per lo meno l’unico che ho trovato. Oltre ai due cordialissimi proprietari, che mi hanno subito messo a mio agio con una gentilezza smisurata, i piatti che ho gustato erano sublimi. Io adoro la cucina tipica e questo è il posto giusto dove assaggiarla.

Sazio delle gustose pietanze e soddisfatto dell’esperienza vissuta sono sceso a valle, dove ho concluso la giornata nel centro storico di Rimini, un’altra bellissima città che ti consiglio di inserire tra le tappe del tuo viaggio culturale in Emilia-Romagna.

Come diceva il matematico e filosofo persiano Omar Khayyam “La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte”. Auguro anche a te di viaggiare presto in una splendida terra come l’Emilia-Romagna.

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *