[Parlami di tER #89] La Storia in Emilia Romagna: alla scoperta della Linea Gotica

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[Parlami di tER #89] La Storia in Emilia Romagna: alla scoperta della Linea Gotica


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto! 

Castel del Rio

Linea Gotica

Nel 1944, anno chiave della II Guerra Mondiale, il territorio emiliano romagnolo fu l’epicentro della Linea Gotica, l’ultima linea di difesa frapposta delle forze armate tedesche all’avanzata degli Alleati lungo il crinale appenninico. Ad esito di una lunga serie di battaglie svoltesi tra l’Autunno del 1944 e la Primavera del 1945 gli Alleati riuscirono a sfondare la Linea in due diversi punti, sul fronte appenninico e su quello Adriatico. Le operazioni che portarono allo sfondamento erano parte della cosiddetta Operazione Olive, altrimenti nota come Battaglia di Rimini. Oltre un milione di uomini prese parte ai combattimenti di quella che è ricordata come la battaglia più importante della storia d’Italia.

Allo stesso tempo, sebbene sia stata tanto importante per le operazioni e gli esiti stessi della II Guerra Mondiale, sono relativamente pochi i turisti che si spingono fino ai borghi ed alle verdi colline dell’area in questione per immergersi nella Storia. E sono ancora meno quelli che visitano Montese. Tutto questo nonostante l’Italia sia il quarto paese al mondo per numero di turisti ospitati.

Che se ne renda conto o meno, una delle ragioni principali per cui un viaggiatore – qualsiasi viaggiatore- esplora l’Europa è la sua storia millenaria, fatta di architetture, reperti antichi e anche guerre. Anche se alle superiori non sei riuscito a tenere gli occhi aperti durante una sola lezione di storia, è virtualmente impossibile resistere all’attrazione esercitata dai monumenti veri, per esempio una domus dell’Antica Roma. E questo è particolarmente vero quando a parartisi davanti sono le leggende, le cifre e le storie che non si trovano sui libri o  alla TV.

Oggi l’Emilia-Romagna è una regione pacifica, ricca di città d’arte, borghi suggestivi, canali e panorami mozzafiato.

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I viaggiatori che vanno alla scoperta delle bellezze naturalistiche locali, e che abbiano desiderio di approfondire l’argomento, possono acquisire elementi di conoscenza rispetto al rilievo della Linea Gotica per la storia di queste terre- e della II Guerra Mondiale- in molti modi, tra cui una visita a Montese, in provincia di Modena, teatro nel 1944-45 di aspre battaglie.

La fortezza qui sotto risale a molti secoli or sono, probabilmente al XIII Sec. e malgrado i molti conflitti combattuti sotto le sue mura è ancora in piedi. La pianta così come la vediamo si deve nella sua versione originale al Conte Cesare Montecuculi, che nel 1390 ristrutturò il complesso per  ragioni difensive. Nei secoli successivi il castello è stato parzialmente distrutto- e poi ricostruito- in modo periodico. Ma è stato proprio durante il secondo conflitto mondiale che gli scontri hanno prodotto i maggiori danni per la struttura, restaurata e restituita all’uso pubblico soltanto nel 1998. Oggi la fortezza ospita la biblioteca civica, al cui interno è aperto anche il Museo Storico di Montese.

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Attraverso i numerosi documenti e reperti di guerra contenuti al suo interno, il museo offre uno spaccato molto utile rispetto alle due Guerre Mondiali in Emilia- Romagna. Una parte dell’esposizione è dedicata specificamente alle truppe brasiliane, che ebbero una parte fondamentale nelle battaglie del ’44-45 e furono protagoniste della liberazione di Montese.

Mentre camminavo nelle sale del castello e osservavo le lettere scritte riguardo i combattimenti – e spesso direttamente dalle linee dei combattimenti- ero pervaso da un sentimento cupo, come se fosse impossibile per me comprendere appieno la forza di un luogo dove tante persone avevano combattuto, e tante erano cadute.

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Abbracciando con lo sguardo la bellezza e la pace dell’Appennino emiliano- romagnolo mi era quasi impossibile credere che un posto così sereno avesse potuto essere in passato teatro di tanta devastazione. E nondimeno era accaduto, e mi colpiva ad ogni passo della mia visita.

Mi è venuto in mente, anche a me che tutto sono meno che uno storico, che forse è questa una delle ragioni per cui le persone visitano i musei. Non solo per vedere dove e cosa siamo stati in passato, ma anche per vedere dove e cosa siamo oggi. Può sembrare singolare dirlo dopo la visita ad un luogo che ha visto scorrere tanto sangue, ma la visita al museo ha lasciato in me una genuina dose di speranza.

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Malgrado tutto quello che è successo in queste montagne durante la guerra l’Emilia- Romagna si è rialzata, le sue popolazioni si sono rialzate e la vita nella regione non solo è continuata, ma ha conosciuto crescente prosperità e ha coltivato un paesaggio di bellezza impareggiabile. Decisamente all’altezza dell’immagine della campagna italiana veicolata da Hollywood.

Musei come quello della Linea Gotica ci ricordano che è possibile superare anche i momenti più bui della nostra storia, fino a stare meglio. E ad aggiungere fascino alla visita c’è anche il fatto che molte delle persone che entrano negli spazi espositivi sono veterani che un tempo hanno combattuto su queste montagne. Non è raro incontrarne un gruppo durante la propria visita.

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Le loro storie rendono una prospettiva molto concreta alla realtà, apparentemente astratta, della guerra. Di seguito potete trovare le interviste ad alcuni tra coloro che hanno combattuto lungo la Linea Gotica:

Tuttavia perché questo possa accadere è vitale che ricordiamo il passato, che proviamo ad apprezzarne l’influenza e a comprenderne le lezioni. Come viaggiatore mi piace farmi sempre domande sul prossimo luogo dove andrò e sulla prossima esperienza che vivrò. Ma per me, come per lEmilia- Romagna, è importante anche fermarmi e ricordare dove e cosa siamo stati in passato.

Come organizzare una visita:

Nota: la mia visita al museo si è svolta gratuitamente in collaborazione con BlogVilleTrekking Italia e il Tourist Board Regionale dell’Emilia-Romagna. Le opinioni espresse sopra sono esclusivamente mie.

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Jason Batansky ha 24 anni, è un blogger/imprenditore e non ha mai smesso di viaggiare dal giorno della sua laurea, nel 2010. Le sue tre attività di ebusiness gli hanno consentito di visitare e vivere in Sud America, Asia Sud- Orientale ed Europa, lavorando qua e là in ogni luogo in cui trovasse wifi e motivazione, due componenti necessari per qualsiasi business online che non sempre è facile trovare insieme in giro per il mondo. Jason è stato ospite dell’edizione 2013 di BlogVille

 

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