[Parlami di tER #165] La cultura del caffè italiana: chicchi e macchine da caffè vintage

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[Parlami di tER #165] La cultura del caffè italiana: chicchi e macchine da caffè vintage


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Gli italiani amano il caffè. Ok, a dirla tutta gli italiani amano il cibo in generale e dopo aver passato un fine settimana in quella vera e propria mecca del cibo che va sotto il nome di Emilia Romagna, ho molte storie da raccontare sulla passione per il cibo. Ma per partire voglio raccontarvi della cultura del caffè.

Nero fumo, dolce, cremoso, o in qualsiasi altro modo lo vogliate- traboccante di latte o come iniezione di adrenalina travestita da espresso doppio- l’Italia ha sempre un caffè per voi.

Il caffè è così connaturato alla cultura italiana che per le persone di qui non prendere un espresso la mattina sarebbe inconcepibile, un po’ come per un americano ordinare uno scarno chocca- mocca- latte- o qualche altra strana combinazione di quelle che ci vengono propinate da Starbucks e compagnia [e di fronte alle quali gli italiani restano confusi o inorriditi].

livesharetravel Coffee in Italy cover

L’Italia è stato il primo paese europeo a provare il caffè. La miscela fu portata a Venezia dall’Arabia all’inizo del XVII Secolo. In città fu aperta la prima sala da caffè, un modello nuovo di socializzazione e dibattito che nei decenni successivi sarebbe stato esportato in molte altre parti d’Europa. Ma il vero punto di svolta per la cultura dell’espresso fu l’emigrazione verso il Brasile del del 1800.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 nel paese vennero anni di cambiamenti e, talvolta, anche di problemi. Nel corso della parte rimanente dell’Ottocento molti italiani fuggirono dalla persecuzione politica, e il Brasile fu una delle loro mete di elezione. Presto iniziarono a mandare a casa caffè, così che la bevanda conobbe nuova ed accresciuta popolarità a oltre 6000km dalla propria terra di origine.

Ambrogio Cagliari è il nome di uno degli emigrati italiani che avevano trovato lavoro nelle piantagioni di caffè. Negli anni divenne caposquadra, imparando l’arte della selezione, della tostatura e della miscelazione del caffè. Anni dopo ritornò in Italia, scegliendo come casa la città di Modena, ed impiantando nella città estense una torrefazione e una degustazione di caffè.

A distanza di oltre cento anni la famiglia Cagliari produce ancora caffè, rifornendo una quantità di bar in giro per il paese. E la loro torrefazione è un vero e proprio tempio della cultura del caffè. I loro uffici ospitano il Museo Le Macchine Da Caffè– un’esposizione permanente che ricostruisce la storia delle macchine da bar. E’ una collezione imperdibile per coloro che non possono fare a meno della caffeina e per i fan del vintage in generale.

Per amore del caffè in Italia
Il museo ospita più di 100 esemplari di macchina da caffè, a partire dalle prime macchine a vapore, passando per quelle del primo Novecento fino ai primi modelli automatici degli anni Sessanta e Settanta.
Tra le molte cose belle dell’esposizione c’è la possibilità di fare dei paralleli tra l’evoluzione degli apparecchi e quella delle mode- dall’Art Decò al Rock and Roll degli anni Cinquanta fino al periodo psichedelico e persino l’influenza delle star del cinema sul design delle macchine stesse.

Oltre che fondare e gestire LiveShareTravel, Sarah coltiva da sempre la sua passione per i viaggi di lusso e, col tempo, ha anche iniziato ad aiutare i suoi amici a organizzare viaggi insieme stilosi ed economici. Non può vivere senza lo smartphone, ama il ballo il vino e i massaggi e nulla la rende più felice che perdersi in giro per il mondo. E’ coautrice del The Luxury Traveller’s Handbook [http://amzn.to/SSBOw8]

Il post originale è pubblicato in inglese qui.

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