Le interviste di SelfieDOP

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Le interviste di SelfieDOP


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Il progetto di SelfieDOP non si ferma ed è arrivato anche a Ravenna, riempiendo i social di Turismo Emilia Romagna con colori e suggestioni dei cappelletti.

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A raccontare per prima questa nuova esperienza è Anna Maria, studentessa per un giorno grazie ad un consiglio molto azzeccato:
“Ho partecipato a SelfieDOP perché è da un po’ di tempo che ho iniziato un progetto personale che mi porta a girare per l’Italia alla ricerca di tipicità culinarie locali, e perché proprio grazie a questo mio progetto ho conosciuto e sto collaborando con Sara Baraccani, che invece cura la pagina Igers Ravenna e che si era occupata dell’organizzazione della giornata dedicata al workshop fotografico di SelfieDOP. Sara mi aveva consigliato di venire e ammetto che il suo consiglio è stato super azzeccato perché oltre ad averla trovata una giornata molto interessante, mi ha dato spunto per qualche nuova idea sul mio progetto che a breve voglio metter in atto”.

Un progetto in tavola
“Da un po’ di tempo ho aperto un blog, un mio piccolo diario di viaggio (www.totheroots.it) dove cerco di condividere in modo più aggiornato possibile le storie che mi vengono raccontate alle tavole italiane attorno alle quali mi sto sedendo. A sostegno di questa idea ho creato anche un evento su Facebook che si chiama Portami a pranzo nella tua città. Il mio intento è toccar tutta l’Italia, mi son data come punto di riferimento ogni provincia, e racchiudere tutte queste storie (o quasi) in un libro, dove nominare tutte le persone che mi hanno ospitato, che mi hanno accompagnato o semplicemente con la quale mi sono incrociata durante questo viaggio”.

L’Emilia Romagna, un punto di partenza senza confini
“Faccio fatica a dare una definizione di “Cosa vuol dire per me Emilia Romagna” perché vorrebbe dire segnare dei confini, che con questo viaggio e progetto sto cercando di abbattere. Io vorrei creare una mega tavola virtuale dove far sedere tutti, perché seduti a tavola siamo tutti uguali, una tavola dove, ad esempio, un veneziano si può trovare seduto vicino ad un siciliano, ad un toscano, aprendo nuove possibilità di comunicazione. Ecco perché sto girando io in prima persona, ed ecco perché li vorrò nominare tutti e tutti nello stesso libro. Il nome delle regioni sarà usato solo per onorare le radici e le tradizioni di ogni piatto menzionato”.

 

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