[Parlami di tER #4] La mappa del tesoro

 | 

[Parlami di tER #4] La mappa del tesoro


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Fuori c’è il giardino, una specie di quadrilatero con i lati storti, un giardino che di per sé non ha nulla di speciale, o forse si, ché se ci fosse una piscina, ricorderebbe molto Melrose Place. Un giardino che se lo guardi da dentro casa potrebbe trovarsi in qualsiasi città, ma prova ad aprire la porta a vetri. Alla vista si accompagna l’odorato, ed in un secondo vieni investito dal profumo salmastro del mare. La mia mappa del tesoro parte da qui: avanti quarantaquattro (44) passi, a destra quattrocentocinquanta (450), e non uno (1) di più, a meno che non si voglia finire con i piedi a mollo. La X sta lì, galleggia tra le onde che si arrivano a riva. Ma non finisce qui. Ora ruota su di te di centottanta (180) gradi e alza lo sguardo. A sinistra, San Marino, e più indietro la Carpegna, poi verso destra Torriana e Montebello, e proseguendo, gli altri rilievi dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Lo sai che il monte Carpegna è alto millequattrocentoquindici (1415) metri? Si può parlare di montagna, anche se così vicino al mare? Secondo le mie gambe, quella volta che sono salito fin su, in bici, sì. Ma torniamo alla mappa, alla X. Ora abbassalo, lo sguardo. C’è la gente. Poca, d’inverno, sempre le stesse facce, tranquillizzanti, una marea d’estate, un fiume di sconosciuti che ti si muove attorno; trovo divertente, attraversando questa marea, cogliere dialetti e frammenti di discorsi. Ecco cosa mi fa amare questa metà di regione: le molte sfaccettature, che quando impari a conoscerle è troppo tardi, ti hanno già rapito. Credo che l’errore che la maggior parte dei detrattori della Romagna commettono è il giudicarne solo una parte, magari quella alla quale si pensa per prima, e cioè il mare. E su questo non mi pronuncio nemmeno, ché sono troppo di parte, però mi piace citare un amico, che esprime, in maniera un po’ colorita, un bel concetto:

la gente della romagna è l’unica ragione valida per recarsi in romagna, cosa che qualche milione di persone all’anno fa alla faccia del mare di merda. no dico, voi ve lo immaginate se i romagnoli avessero avuto *anche* il mare bello? l’aga khan era fottuto insieme a tutta la costa smeralda.

Ecco, io alle persone aggiungo anche l’entroterra e, come dicevo, sul mare non mi pronuncio, ché è tipo una cosa di fede.


Massimiliano Calamelli, aka @mcalamelli, o mc, in funzione del social network, nasce a Bologna nel 1975, e grazie ai nonni apprende giovanissimo l’arte del Come Si Sta Bene Al Mare (narrano le leggende che abbia cominciato a camminare al Camping Cesenatico). Si diletta per molti molti anni con il Pendolarismo Estivo finché, nel 1999, fa il grande passo e si trasferisce al mare, luogo dal quale è difficilissimo schiodarlo. E’ ora diventato cintura nera di Bagno Dopo L’Orario Di Ufficio. Una volta aveva un blog tecnico, tipo quelli da nerd per intenderci, che ora è diventato un zibaldone senza forma, ma con della sostanza; nel caso, trovate tutto qui.

Autore:

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *