CeramicLand: storia e luoghi della Ceramica in Emilia Romagna

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CeramicLand: storia e luoghi della Ceramica in Emilia Romagna


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Parlare della Ceramica in Emilia Romagna significa andare indietro nel tempo fino all’infanzia dell’umanità.

I primi manufatti di arte ceramica infatti arrivano addirittura dal lontano periodo del Neolitico e gli esperti sostengono che questa arte fu inventata in maniera indipendente in solo due luoghi nel mondo, le popolazioni sahariane ed il Giappone, diffondendosi poi nel resto del globo. Possiamo dire che, a partire dalla Mesopotamia e passando per l’Antica Grecia, l’Impero Romano, fino ai maggiori centri  medioevali (Orvieto, Siena e Faenza), questa lavorazione, che consiste nell’aggiungere acqua a particolari sabbie che si trovano in determinati territori, abbia accompagnato l’umanità nella sua evoluzione.

Ceramica

Laboratorio – Museo Carlo Zauli, Faenza Foto di Cristina Bagnara

Tutt’oggi la ceramica è un elemento indispensabile nel nostro vivere quotidiano: dai motori a reazione ai bagni e le cucine, maioliche delle più varie e diverse forme, adornano le nostre case. E cosi come si è evoluta la tecnica di produzione ceramica, dando vita a diverse “paste” per diversi usi, così anche l’arte decorativa, il Design per usare una parola di moda, ha subito i cambiamenti di tutti gli altri oggetti di utilizzo quotidiano.

Ma veniamo al dunque. L’Emilia Romagna è sempre stata una zona in cui la lavorazione ceramica ha raggiunti livelli altissimi. In parte lo si deve alle caratteristiche del sottosuolo di alcune zone della Regione: Sassuolo, Fiorano, l’imolese ed il faentino sono stati luoghi in cui l’abbondanza di argille nel terreno ha facilitato lo sviluppo di questa antica arte. In parte lo si deve invece a caratteristiche storiche, come la presenza di ricche famiglie nobiliari che hanno finanziato l’attività ceramica e l’attività decorativa.

Ceramica

Antiche Lavorazioni – Foto di Cooperativa Ceramica di Imola

In parte lo si deve invece alla vocazione centenaria di questa regione, dedica al commercio ed agli scambi con altre popolazione, cosa che ha favorito lo sviluppo delle attività locali, in funzione commerciale appunto.
Fatto sta che ancora oggi le zone che abbiamo citato dell’Emilia Romagna sono ancora ai vertici mondiali per la produzione ceramica, alla quale hanno chiamato a lavorare nel tempo artisti e creativi da tutto il mondo.
Ovviamente tutto quello che vi abbiamo detto non ce lo siamo inventati, e ci sono ancora luoghi in Emilia Romagna in cui è possibile ripercorre questa lunga storia, ritrovare le tracce di questo antico sentiero che ha accompagnato lo sviluppo della nostra Regione.

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Museo della Ceramica del Castello di Spezzano – Mostra SeccoUmidoFuoco – Foto di Paola de Pietri

Il Museo della Ceramica, attualmente ospitato presso il Castello di Spezzano di Fiorano Modenese è uno di questi luoghi. Vi diciamo subito che questo è un museo tecnologico, ovvero è stato creato con l’obbiettivo di raccontare la vocazione alla lavorazione dell’argilla del distretto ceramico Modenese. Si parte quindi dal Neolitico, con la ricostruzione di utensili e forni del tempo, per arrivare alle moderne produzioni dei giorni nostri, dove l’arte, l’architettura ed il design hanno affiancato la produzione industriale.
Una vera e propria macchina del tempo , in cui  vedere in successione l’alternarsi dei gusti e delle abitudini, degli stili e delle mode che hanno fatto la storia dell’uomo.

Ceramica

Museo G. Bucci – Imola

Un altro luogo in cui è possibile cogliere questa atmosfera è il Museo G.Bucci di Imola. Non tutti sanno infatti che, affianco alla sede della Cooperativa Ceramica di Imola, c’è uno stabile di antica origine, un’ex-vetreria del settecento   in cui rivive il patrimonio artistico di quella che è stata la prima Cooperativa di produzione italiana, fondata nel 1874.
In questo spazio, nascosto agli occhi dei più, si possono incontrare, come in un atelier, i grandi nomi dell’arte e della scultura che hanno prestato le loro idee e la loro creatività all’arte della Ceramica, in un percorso tra le decorazioni davvero unico. Vi si trovano opere di Gio Ponti, Baj, Hsiao-Chin, Pomodoro, Spoldi e tanti grandi nomi dell’arte e del design mondiale. Un museo in cui ascoltare, in silenzio, le voci dei grandi artisti contemporanei ed insieme ammirare la maestria altrettanto artistica degli artigiani locali.

Ceramica

Museo Carlo Zauli – Faenza Foto di Cristina Bagnara

Parlando di Arte e di Ceramica e non possiamo non segnalarvi  il luogo in cui queste due sensibilità sono indissolubilmente legate: il Museo Carlo Zauli di Faenza.
Siamo in uno dei distretti più conosciuti per la lavorazione ceramica e qui ha sede anche il rinomato Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, patrimonio UNESCO proprio per il suo essere insieme esposizione mondiale e interculturale delle lavorazioni ceramiche.
Il Museo Carlo Zauli sorge oggi nel vecchi Atelier dell’artista, che dagli anni cinquanta del secolo scorso  è stato uno dei più grandi e rappresentativi scultori del 900. Dal 2002 il Museo oltre ad ospitare due collezioni permanenti del Maestro è diventato anche un polo culturale cittadino, attraverso iniziative e attività volte a diffondere l’arte contemporanea attraverso i suoi linguaggi. Qui si organizzano conferenze, rassegne di musica contemporanea e percorsi didattici per bambini, oltre ad ospitare di tanto in tanto artisti internazionali interessati alla lavorazione della Ceramica.
In piena linea di continuità con la tradizione che ha sempre contraddistinto questi luoghi, oggi il museo ospita anche un FabLab, luogo le antiche tecniche di design vengono miscelate con le più moderne tecnologie in una esperienza esplorativa ed artistica continua.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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