I Borghi più Belli d’Italia in Emilia-Romagna
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I Borghi più Belli d’Italia in Emilia-Romagna

di /// Febbraio 3, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 2 minuti

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Sono 14, sono uno diverso dall’altro per caratteri e caratteristiche, ma sono accomunati da una medesima voglia di riscattarsi e farsi conoscere: sono i Borghi più Belli d’Italia che si trovano in Emilia-Romagna.
Ve li presentiamo uno per uno, procedendo lungo la Via Emilia da Piacenza a Rimini, con il link alla relativa scheda che abbiamo realizzato per la nostra Rubrica Borghi:

  • Castell’Arquato | Ph. @lorenzo_dorazio
  • Bobbio, Ponte del Diavolo | Ph. @businaroalessandro
  • Vigoleno | Ph. @roydsadventures
  • Gualtieri, Palazzo Bentivoglio | Ph. caba2011
  • Montechiarugolo
  • Compiano
  • Fiumalbo
  • Dozza
  • Brisighella | Ph. @nbisi
  • Verucchio
  • San Leo | Ph. @antonini_cristiano
  • San Giovanni in Marignano | Ph. C. Cerni (Arch. ProLoco San Giovanni in Marignano)
  • Montefiore Conca, Rocca Malatestiana | Ph. Lara Braga
  • Montegridolfo | Ph. Marco Gualtieri

Il Club dei Borghi più Belli d’Italia, nato nel marzo del 2001 per volere dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ha l’obiettivo di promuovere il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani, che spesso rimangono fuori dai percorsi turistici più battuti.

Una marginalità che negli anni ha rischiato di causare in questi borghi spopolamento e abbandono, ma che oggi invece li ha resi i veri custodi della memoria e dell’identità più autentica del nostro Paese, un patrimonio intangibile che il Club si prefigge di preservare attraverso la sua attività di tutela, recupero e valorizzazione.

Per essere ammesso nel Club, ogni Comune deve soddisfare alcuni criteri indicati come requisiti essenziali nella Carta di Qualità e nel Regolamento, quali:
avere non più di 2.000 abitanti nel Borgo e non più di 15.000 nel Comune di riferimento;
possedere un patrimonio architettonico e/o naturale certificato;
farsi apprezzare per la qualità urbanistica (in termini di accessibilità e preservazione) e per la qualità architettonica (in termini di armonia e omogeneità);
manifestare, attraverso fatti concreti, una volontà di valorizzazione, sviluppo, promozione e animazione del proprio patrimonio.

Se un borgo dimostra di avere queste caratteristiche può entrare a far parte di questo circuito d’eccezione, che ad oggi conta circa 260 centri ed è un vero e proprio certificato di qualità per i visitatori…provare per credere!

Autore

Elisa Mazzini

Web Content Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.

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