Per conto di Ariosto: comunicare attraverso i secoli

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Per conto di Ariosto: comunicare attraverso i secoli


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Per conto di Ariosto” è un progetto di comunicazione che ipotizza l’uscita del capolavoro ariostesco a 500 anni dalla data originaria. Per celebrare i cinque secoli passati dal 22 aprile 1516, il poeta estense torna in carne e ossa per le strade della sua città e si mette a confronto con un pubblico più vasto possibile. Immaginando di essere l’ufficio stampa di Ariosto, con un piano editoriale alla mano, lo abbiamo lanciato seguendo l’iter dei libri freschi di stampa: dalla conferenza stampa all’incontro con i lettori in libreria, dall’intervista con firmacopie alla cena con l’autore, sino alle apparizione sulle emittenti regionali, con l’intento di concepire un format rievocativo.

Ariosto

I prossimi due appuntamenti saranno domani sera, con una cena nella Ferrara medievale e sabato 21, a Stellata, con una performance sulla scalinata della casa di Virginio Ariosto, figlio legittimo del poeta. Il progetto, infatti, ha una duplice finalità: rileggere il Furioso attualizzandone i contenuti e rendendoli alla portata di tutti, nonché riscoprire i luoghi di Ariosto. L’obiettivo turistico intende accompagnare i visitatori a Casa di Ludovico Ariosto, al numero 67 della via omonima, dove si dedicò alla terza e definitiva edizione del poema; davanti alla sua tomba in Biblioteca Ariostea, al secondo piano di Palazzo Paradiso, il fastoso monumento funebre in marmi policromi, progettato da Giovan Battista Aleotti; dentro Castello Estense, cuore pulsante della vita politica e culturale.

Durante il Rinascimento gravitarono e lavorarono per Alfonso I artisti del calibro di Dosso DossiMichelangelo, Giulio Romano, Tiziano, Fra Bartolomeo, impegnati a decorare i suoi camerini; sin sulle mura, completate proprio nel periodo dell’arrivo in città di Ariosto. Noi siamo partiti dal Chiostro Grande di San Paolo, ristrutturato per volere dello stesso Alfonso I d’Este, in cui i nostri due protagonisti, ovvero il cantastorie Matteo Pedrini munito di alloro e l’attore Alessandro Tagliati nei panni del testo, hanno dialogato in maniera intensa. Le tematiche affrontate sono state la valorizzazione della femminilità oltre le apparenze, l’uguaglianza di qualsiasi coppia di fronte a sentimenti autentici, la paura nei riguardi dell’altro sconosciuto, suscitata dai pregiudizi. Paura che va curata attraverso empatia e integrazione. Se ne trovano le tracce qui: www.orlandofurioso500.org

Matteo Bianchi, ventinovenne ferrarese, è un giornalista pubblicista che si occupa di comunicazione. Collabora con alcune testate del Gruppo l’Espresso, con “Siti”, la rivista dell’Unesco e con periodici letterari, come “QuiLibri” (Moretti&Vitali) e “L’immaginazione” (Manni). Di recente ha curato Corrado Govoni 50 (La Carmelina, 2016), un’antologia critica dedicata al cinquantesimo del poeta ferrarese. La sua ultima pubblicazione in versi è La metà del letto (Barbera, 2015).

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