Un weekend nelle Terre Verdiane

 | 

Un weekend nelle Terre Verdiane


Tempo stimato di lettura: 1 minuto

Questo weekend andiamo alla scoperta dei luoghi noti e meno noti legati alle vicende del grande compositore emiliano attraverso due momenti fondamentali della cultura e della storia ottocentesca, fra loro intimamente legati: il melodramma e il Risorgimento.

Il nostro viaggio inizia da Villa Sant’Agata, in quel di Villanova sull’Arda (PC), luogo dove il Maestro, fatti salvi i soggiorni parigini, i viaggi e gli inverni passati a Genova, vi trascorse tutta la vita, a partire dal 1851, conciliando così musica e agricoltura. Ci spostiamo poi con le immagini a Casa Barezzi, Busseto (PR), dove si possono trovare diversi cimeli appartenenti a Verdi tra cui il pregevole forte-piano viennese Tomaschek sul quale il Maestro compose “I due Foscari”, e che suonò durante gli ultimi istanti di vita di Barezzi (1869), un quadro ad olio di Barezzi, il primo ritratto a carboncino del giovane Verdi, lettere firmate e l’appello patriottico del 1859. Il salone ospita anche la discoteca Antony Rocco Schipper-Suppa, che conta più di tremila dischi e cinquecento opere.

La terza tappa è Roncole (PR), dove sorge la Casa Natale del Maestro, nella quale nacque il 10 ottobre 1813. Nell’edificio, adibito anche a posteria, il padre gestiva un’osteria e una bottega di generi vari; la madre era filatrice. Quella di Verdi era una famiglia di piccoli proprietari non illetterati: spesso, infatti, i locandieri leggevano le lettere a chi non era in grado di farlo. Si prosegue con le immagini poi per Fidenza (PR), al Teatro Girolamo Magnani, costruito nella prima metà dell’Ottocento. Penultima tappa emiliana è Parma, tra le mura della Casa Natale di Toscanini, che rappresenta uno dei luoghi simbolici per le memorie del Maestro, che vi dimorò di fatto soltanto pochi mesi.

Il viaggio passa poi sotto alle Due Torri bolognesi, al Museo Civico del Risorgimento, dove è possibile trovare un documento emblematico del rapporto tra Verdi e il Risorgimento italiano. Ultima tappa è alla Biblioteca Classense di Ravenna, dove la presenza di Verdi all’interno dei fondi della Biblioteca è contraddistinta particolarmente da dieci sue lettere indirizzate da Parigi al musicista ravennate Angelo Mariani, uno tra gli interpreti ed amici prediletti di Verdi, almeno fino ad un certo punto dell’esistenza.

Si ringraziano per le foto e per il viaggio:
@dadda_g – @piacenzaturismi – @mastino70 – @skolem – @sciura_pina – @Museo Barezzi – @degra – @Comune di Fidenza – @franfiorini – @lucrezia_grandi – @Istituzione Biblioteca Classense

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *