Un Weekend girando l’Emilia Romagna attraverso le foto di Wiki Loves Monuments 2013

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Un Weekend girando l’Emilia Romagna attraverso le foto di Wiki Loves Monuments 2013


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Questo weekend vi portiamo in giro per l’Emilia Romagna attraverso le foto finaliste del concorso Wiki Loves Monuments 2013, il concorso fotografico internazionale che alla fine della scorsa estate ha coinvolto cittadini di tutto il mondo nel documentare il proprio patrimonio culturale.
Da Piacenza a Ferrara, attraverseremo gli scorci, i luoghi e i monumenti più belli della Regione apprezzando, contemporaneamente, il bellissimo lavoro svolto dai tanti fotografi che hanno partecipato.

Per ogni foto metteremo una breve descrizione in modo da restituirvi, a grandi linee, le informazioni fondamentali di ogni bene o monumento fotografato.  Un modo per ringraziare, nella settimana che dedichiamo alla [Fotografia in Emilia Romagna], tutti gli amici e le persone che hanno partecipato al Concorso e che hanno contribuito a far conoscere nel mondo, il patrimonio della nostra Regione.

Buon Viaggio

Descrizione Fotografie:

1  Vigoleno – Foto di Massimo Telò

Il borgo fortificato di Vigoleno è sicuramente uno dei monumenti storici più importanti dell’intera Provincia di Piacenza. L’intero borgo, di forma ellissoidale, è racchiuso da imponenti ed integre mura merlate, percorse interamente da un camminamento di ronda dal quale si ha l’opportunità di ammirare un’eccezionale panoramica su tutta la Val Stirone.

Castello di Torrechiara – Foto di Marco Tommesani

La fortezza dal cuore affrescato sorge “altiera et felice“, costruita tra il 1448 e il 1460 dal Magnifico Pier Maria Rossi, è un esempio tra i più significativi e meglio conservati di architettura castellare italiana. La funzione difensiva è attestata da tre cerchia di mura e da quattro torri angolari, la destinazione residenziale è provata dalla ricchezza degli affreschi a ‘grottesche’ di Cesare Baglione.

3 Castello Rivalta – Foto Andrea Parisi

Il Castello di Rivalta è uno dei pochi in Europa con attorno un borgo rimasto in gran parte intatto e ancora oggi è abitualmente abitato dalla famiglia dei Conti Zanardi Landi, ramo della famiglia Landi che ne è proprietaria dalla fine del 1.200. Decine di migliaia le persone che ogni anno giungono da ogni regione d’Italia e dall’estero per visitare un luogo unico per la sua magia ed il suo fascino.

4 Teatro Municipale di Piacenza – Foto di Lorenzo Gaudenzi

Ubriaco e la donzella Parco Ducale di Parma – Foto di Lataty74

Familiarmente chiamato dai parmigiani “il giardino“, è situato in pieno centro storico, sulla sponda occidentale del torrente e con i suoi 208.700 m² rappresenta da secoli il polmone verde della città. Il parco è aperto al pubblico ed i suoi 3,2 km di viali alberati, circoscritti da un viale con un perimetro di circa 1,8 km, sono spesso utilizzati dai cittadini per praticare jogging. La nascita del parco si deve ad Ottavio Farnese che nel 1561 diede mandato all’architetto Giovanni Boscoli di ricavare una nuova residenza, più degna del suo casato, nella zona allora occupata dal trecentesco castello della Ghiara edificato da Bernabò Visconti.

Viale del Parco Ducale di Parma e vista del Palazzo Ducale – Foto di Diego Matarangolo

Imponente palazzo voluto da Ottavio Farnese nel 1561 e costruito su progetto del Vignola accanto ai nuovi giardini ducali.
L’aspetto attuale però è frutto di vari rifacimenti ad opera sia del Bibiena che, nel 1767, da Ennemond Petitot.

Museo Casa Enzo Ferrari Modena – Foto di Maria Lucia Lusetti Paolo Tedeschi

Il Museo Casa è stato inaugurato il 10 marzo 2012 per opera della Fondazione Casa di Enzo Ferrari-Museo, ideatrice del progetto. L’edificio che ospita il museo, realizzato a forma di cofano, è giallo per richiamare il colore che scelse Enzo Ferrari come sfondo per il celebre marchio del Cavallino Rampante; è infatti il colore istituzionale della Città di Modena.

Bologna Via Zamboni – San Giacomo Maggiore – Foto di Adriana Verolla

I Portici di Bologna sono un bene culturale italiano candidato come “patrimonio dell’umanità” dell’UNESCO. Nati nel tardo Medioevo per tener testa al forte incremento della popolazione, dovuto soprattutto all’arrivo di studenti e letterati presso l’Università di Bologna, i portici rappresentano oggi un importante patrimonio culturale per la città e ne sono simbolo insieme alle numerose torri. In principio i portici erano realizzati in legno, poi, successivamente ad un decreto emanato nel 1568, furono convertiti in laterizio o pietra. Nonostante ciò sopravvivono ancora in città alcuni edifici con portico in legno.

Panorama da San Luca Bologna – Foto di Dfiorini

Tradizionale oggetto di culto religioso legato alla devozione dell’immagine della Beata Vergine di S. Luca nonché confortante approdo visivo per i bolognesi che rientrano in città, il santuario posto sul Colle della Guardia rappresenta uno dei simboli di Bologna. Le oltre 600 arcate del portico, unico al mondo per la sua lunghezza di quasi quattro chilometri (3.796 m), collegano il santuario alla città e agevolano la processione che ogni anno dal 1433 conduce la bizantina Madonna con Bambino alla cattedrale durante la settimana dell’Ascensione.

10 Dozza, Dipinti Murali, Borgo Storico Bologna – Foto di Giosbriff

Il Borgo Medievale di Dozza, uno dei cento “Borghi più Belli d’Italia”, si trova a sud di Bologna, a 6 km da Imola ed è posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra e scende dolcemente verso la via Emilia. A Dozza, l’arte si fa paesaggio urbano ed arreda i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi ogni angolo ed aprendosi a squarci di colori improvvisi. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto, in cui si possono ammirare oltre un centinaio di opere realizzate da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea.

11 Ravenna, Piazza del Popolo – Foto di Franco Musa

Piazza del Popolo fu costruita dai veneziani e rappresenta il fulcro degli interventi di rinnovo urbano attuati sotto il dominio della Serenissima. Le dimensioni della piazza, rimaste a tutt’oggi inalterate, furono definite negli anni 1470-80 in seguito all’ampliamento di un semplice spiazzo lungo la sponda del canale Padenna, che scorreva nel punto in cui ora si erge il palazzo merlato.
Sull’esempio di Piazza San Marco a Venezia, nel 1483 furono erette due colonne a delimitare la piazza verso il corso del Padenna. In cima a quella più vicina al palazzo, fu collocato il leone di San Marco; sull’altra, la statua del patrono Sant’Apollinare. Dal 1509, anno in cui il pontefice Giulio II prese possesso della città sconfiggendo i veneziani alla Ghiaia d’Adda, le insegne della Serenissima sparirono dalla piazza: il leone sulla colonna fu sostituito dal patrono e al suo fianco comparse la statua di San Vitale.

12 Ravenna San Vitale – Foto di Andrea78

La Basilica di San Vitale è uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana in Italia, in particolar modo per la bellezza dei suoi mosaici. Fondata da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio, la basilica a pianta ottagonale fu consacrata nel 548 dall’arcivescovo Massimiano.
L’influenza orientale, sempre presente nell’architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante sia da un punto di vista architettonico, in quanto fonde elementi della tradizione orientale e occidentale, sia della decorazione musiva che esprime in modo chiaro l’ideologia e la religiosità dell’epoca giustinianea.

13 Biblioteca Malatestiana – Foto di Sailko

La Biblioteca Malatestiana di Cesena è una biblioteca monastica di particolare importanza storica. Fondata alla metà del XV secolo, detiene due primati assoluti: è stata la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa; è l’unico esempio di biblioteca monastica umanistica giunta fino a noi perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria.
L’UNESCO ha riconosciuto l’importanza culturale della Malatestiana inserendola, prima in Italia, nel Registro della Memoria del Mondo.

14 Cappella Ducale del Castello Estense di Ferrara – Foto di Nicola Bisi

La costruzione e la decorazione della cappella, che fu realizzata in un solo anno (dicembre 1590-dicembre 1591) per volontà di Alfonso II, ultimo duca di Ferrara.

15 Delizia del Verginese in Gambulaga – Foto di Vanni Lazzari

Originariamente casale di campagna, il Verginese fu trasformato in residenza ducale nel primo Cinquecento da Alfonso I d’Este e donato a Laura Eustochia Dianti.
Alla morte del Duca, la dama vi si ritirò facendone la sua piccola corte privata e ne ordinò la ristrutturazione, eseguita principalmente da Girolamo da Carpi. Questi configurò il castello come un edificio a pianta rettangolare e a due ordini, delimitato da quattro torri merlate e a pianta quadrata.

 

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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