Un weekend alla Notte d’Oro

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Un weekend alla Notte d’Oro


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Ravenna accende i suoi riflettori e si mette in mostra: domani sabato 20 ottobre è tempo di dirigersi verso le strade che portano a Piazza del Popolo per viversi la città in tutto il suo splendore.
Non stupitevi se il tema della serata sarà monocromatico, d’altra parte la preziosa città ha solo oggetti preziosi e ricchi tesori di cui vantarsi.
La Notte d’oro
di Ravenna
si concentra per la sua sesta edizione nei luoghi più suggestivi e si mostra in un programma ad hoc, suddiviso fra Musica, Racconto e Mosaico.

La programmazione musicale è appositamente pensata per accontentare i gusti più disparati; e allora siate pronti ad inoltrarvi nelle vie più storiche sul filo conduttore di una colonna sonora che come prime note avrà la musica classica, per proseguire con le melodie dell’organo nella Basilica di San Vitale fino ad arrivare ai concerti soul, swing e rock e concludersi col vivace ritmo dei Djset.

A fianco della musica la storica Ravenna si può anche scoprire e ascoltare tramite i suoi racconti: letture e poesie, presentazioni di libri e incontri con gli autori, narrazioni per i più piccini, favole e leggende.

Ma la città romagnola, come vuole suggerirci il nome dell’evento, è anche colori, immagini, splendore: durante tutta la notte saranno possibili visite guidate dai percorsi inediti e mozzafiato alla scoperta delle vestigia del luminoso passato di Ravenna. L’apertura straordinaria della Basilica di San Vitale, del Mausoleo di Galla Placidia, della mostra TAMO nel Complesso di San Nicolò, della Domus dei Tappeti di Pietra, del MAR – Museo d’Arte della città e di altri principali siti della città permetterà un’altra prospettiva sull’arte musiva e non solo della tradizione culturale del luogo.

Cibi tradizionali e serate a tema nei locali faranno da contorno alla magica notte, una notte dalle tonalità calde, dai ritmi coinvolgenti e dall’atmosfera quasi sconosciuta, come notava un grande scrittore:
« […] qui dove un’antica vita
si screzia in una dolce
ansietà d’Oriente »
(Eugenio Montale, Le occasioni/Dora Markus, vv.11-13)

 

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