Un weekend al Museo del Balsamico Tradizionale

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Un weekend al Museo del Balsamico Tradizionale


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Questo venerdì abbiamo voglia di un tocco gustoso. Andiamo alla ricerca di uno storico condimento che possa rendere sfizioso qualcosa di semplice, come una fragola, ma anche un boccone “complesso” di Parmigiano o gelato…sì, gli abbinamenti possono sembrare un po’ strani, passando dal dolce al salato, ma la tradizione e il processo di elaborazione dell’Aceto Balsamico lo rendono un prodotto davvero speciale. Insomma, questo weekend abbiamo deciso di portarvi a scoprirne le radici al “Museo del balsamico tradizionale”!

Il museo, si trova a Spilamberto, in provincia di Modena, dove nel 1967 nacque l’associazione “Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale” che è attualmente l’ente gestore del museo. Il museo, come le altre iniziative della consorteria, cerca di valorizzare il prezioso processo di creazione di questo prodotto, le cui tecniche sono state custodite gelosamente durante i secoli dalle acetaie di famiglia e oggi, davanti a un mondo industrializzato, hanno bisogno di essere tutelate maggiormente.

Come si fa l’Aceto Balsamico tradizionale? Mosto cotto, diverse batterie di botti e…tanto altro! Primo, servono tanti anni e tanta esperienza. È certamente indispensabile conoscere il tipo di uva, il tipo di legno delle botti ma anche i giusti tempi e ambienti per la fermentazione, maturazione e invecchiamento del mosto. Ed è proprio questa l’anima del museo: raccontare non solo i mezzi ma soprattutto i particolari tempi e storie che hanno dato, e danno ancora oggi, vita a questo elisir.

Qualche esempio? Nel museo si può trovare un esemplare di 140 anni fa appartenente alla famiglia Fabriani, e una bottiglia di “Aceto balsamico brusco” risalente al 1785. Grazie a questi e a tutti gli altri strumenti, documenti e oggetti del museo si riesce a capire in profondità perché il balsamico sia un prodotto d’eccellenza, apprezzato in tutto il mondo e con una meritatissima DOP.

Vi consigliamo di visitare il museo il primo week end di ottobre, così potrete anche partecipare alla festa in piazza durante la quale si realizza la suggestiva cottura dei mosti: ogni anno ci sono circa 17 paioli sul fuoco diretto dalla mattina alla sera! Intanto, vi lasciamo incuriosire con un po’ di foto del museo.

Ringraziamo Citta’ di Modena per le foto

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