Un Weekend a Santarcangelo di Romagna

 | 

Un Weekend a Santarcangelo di Romagna


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Questo weekend ci spostiamo in Romagna, in quella zona della regione che anticamente segnava il confine della giurisdizione imperiale della città di Roma.
In particolare andremo a Santarcangelo di Romagna, città a metà strada tra il mare della Riviera, ma anche porta d’ingresso per le verdi colline della Valmarecchia.

Santarcangelo conserva tutt’oggi una struttura da borgo antico. Arrampicata su una collina, la cittadina romagnola è un dedalo di strade e piccoli vicoli fioriti alla fine dei quali spesso si aprono piccoli slarghi e piazze. Durante le belle giornate queste si riempiono di persone e di tavolini dei bar, indaffarati con gli aperitivi.

Ma Santarcangelo, ve lo abbiamo detto, è anche un paese ricco di storie da raccontare. Oggi proveremo a raccontarvene qualcuna di queste storie, sapendo però che l’unico modo per cogliere quella magica atmosfera che aleggia per le vie di Santarcangelo è, inevitabilmente, viverla per qualche giorno!!

Fontana Tonino Guerra

fontana tonino guerra

Fontana del prato sommerso – tonino guerra

Ideata da uno dei cittadini più illustri di Santarcangelo di Romagna, Tonino Guerra, la fontana si trova all’ingresso del parco cittadino Campo della Fiera. La fontana è a sua volta costituita da due fontane (quella del prato sommerso e quella dei fiori di pietra). Al centro è situata una composizione dell’artista Fausto Baldessarini costituita da quattro sculture in vetro.

Sferisterio

Sferisterio

Sferisterio

Costruito verso la fine del XVIII sec. a ridosso della cinta muraria malatestiana come campo da gioco del pallone al bracciale, antico sport praticato ancora oggi assieme a quello del tamburello.

Arco di Papa Clemente XIV

Arco trinfale

Arco trionfale

Eretto dai santarcangiolesi nel 1769, anno in cui il concittadino cardinale Lorenzo Ganganelli, fu eletto Papa col nome di Clemente XIV. Fu progettato dall’architetto imolese Cosimo Morelli, ma fu terminato solo nel 1777, tre anni dopo la morte del pontefice. Secondo una tradizione folcloristica, l’arco è oggi conosciuto come l’Arco dei Becchi o Arco dei cornuti. Difatti, durante la festa del patrono di Santarcangelo di Romagna, San Martino (11 novembre), vengono fissate delle corna sotto l’arco e, la tradizione dice, se, passando sotto ad esse, queste si muovono vuol dire che si è cornuti.

Le Grotte

Grotte

Grotte

Il colle di Santarcangelo di Romagna si caratterizza per la presenza di circa 150 grotte scavate nell’arenaria e nell’argilla. Si discute tuttora sull’origine e la destinazione d’uso di alcuni ipogei dotati di strutture archittettoniche particolarmente elaborate e suggestive.

Porta Cervese

Porta Cervese

Porta Cervese

Risalente al XIV – XV sec., conosciuta anche come la Porta del Sale (dato che si immette sulla via che in passato collegava Santarcangelo con la città salinara di Cervia), unico accesso rimasto della seconda cinta muraria che proteggeva la città voluta dalla famiglia Malatesta.

Il Campo della Fiera

Campo della fiera

Campo della fiera

Il parco conserva nel nome il forte legame con l’originaria funzione di foro boario e con la secolare tradizione delle fiere. Suggestiva è la vista che qui abbraccia parte dell’antico nucleo cittadino raccolto entro la cinta muraria malatestiana, dalla imponente Rocca alla chiesa Collegiata.

La Rocca Malatestiana

Rocca malatestiana

Rocca Malatestiana

Edificata su resti più antichi la rocca attuale si compone del mastio risalente al 1386 e di una struttura con tre torrioni poligonali eretta su iniziativa di Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447. All’interno sono visitabili un bel cortile con cisterna medievale e tre saloni che conservano mobili ecclesiastici seicenteschi provenienti dalla sacrestia della chiesa di San Romualdo di Classe di Ravenna.
E’ una proprietà privata della famiglia Colonna ed è visitabile tutti i pomeriggi del primo sabato e prima domenica di ogni mese.

MET (Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna)

Met

MET Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna.

“La Capanna della Memoria”, così come è stato definito il museo da Tonino Guerra, conserva oggetti della cultura e civiltà contadina romagnola. Diviso in 9 sezioni, propone un percorso ergologico e simbolico-rituale dei vari cicli lavorativi.

Il Campanone

Campanone

Campanone

La torre civica è stata edificata nel 1893 in piazza Galassi sulla sommità del Colle Giove.
In cima alla torre una banderuola in rame che indica la direzione del vento raffigurante il nostro patrono S. Michele Arcangelo.
Suona ogni 15 minuti sia di giorno che di notte.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *