Un weekend a Brescello, sulle tracce di Don Camillo e Peppone

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Un weekend a Brescello, sulle tracce di Don Camillo e Peppone


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Nella bassa padana c’è Brescello, 


centro abitato piccolo e tranquillo,


che sembra l’opera di un buon pennello;


ci ricorda Peppone e Don Camillo
che,

con i films di comica romanza,


han dato al borgo lustro e rinomanza.

Un piccolo museo le loro gesta
ci racconta,

in maniera suggestiva;
foto ed oggetti ce le manifesta;


il carro armato e la locomotiva 


attirano il curioso ed il turista 
e lo conquistano a prima vista.

Tra il materiale d’archivio conservato presso il locale “Museo Peppone e don Camillo” fa capolino anche una poesia scritta da Narciso Campioni, un turista rimasto colpito dalla semplicità del posto. In modo simpatico e senza alcuna velleità letteraria, essa ci introduce nella realtà di questo piccolo paese della provincia di Reggio Emilia. Ci è quindi venuto in mente che forse pochi di noi hanno visitato questa cittadina. Abbiamo certamente riso guardando i film in essa girati, ma quanti sono effettivamente andati a vederla? Questo weekend vogliamo andarci, perchè Brescello potrebbe rivelarsi una gita fuori porta sorprendente.

Appena arrivati, gireremo tra i vicoletti immaginando di parcheggiare la bici di Don Camillo per andare a protestare in municipio o camminaremo a fianco al fiume ricordando il suono del sidecar dell’onorevole Peppone che rincorre la moglie e riscoprendo la chiesa, il crocefisso parlante e la campana. Dopo aver rievocato i ricordi, ancora ridacchiando, ci dirigiamo verso il “Museo Peppone e don Camillo”, situato a pochi passi dalla celebre Piazza Matteotti.
 Inaugurato nel 1989, è frutto degli sforzi e dell’entusiasmo di un piccolo gruppo di cittadini brescellesi, ampiamente ripagati dalle decine di migliaia di turisti provenenti da ogni parte d’Italia e del mondo (soprattutto dalla Germania, dalla Francia e dalla Svizzera) che ogni anno lo visitano.
Le sale contengono numerosi cimeli del Don Camillo cinematografico e numerose fotografie scattate durante la lavorazione dei film; i manifesti originali; le ricostruzioni della canonica di don Camillo e della cucina di Peppone. Dopo il museo possiamo andare a esporare i dintorni di Brescello o arrivare fino a Parma, qui trovate alcune idee, ma una cosa è certa, non lasceremo la città senza aver assaggiato la sua specialità: la spongata, una torta non lievitata ripiena di confettura di pere, mele, pinoli, mandorle e frutta candita.
(Se volete provare a farla voi, ecco una ricetta 🙂 )

Come sempre, qualche foto, per farvi venire voglia di partire con noi e presentarvi Brescello così come lo aveva visto Giovannino Guareschi: “Ecco il paese, il piccolo mondo di un mondo piccolo, piantato in qualche parte dell’Italia del Nord. Là in quella fetta di terra grassa e piatta che sta tra il fiume PO e l’Appennino”

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