[#TheGreatBeauty in EmiliaRomagna] Un tour da film

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[#TheGreatBeauty in EmiliaRomagna] Un tour da film


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Sull’onda travolgente dell’eco artistica che ha investito la rete al grido della grande bellezza vi proponiamo oggi un percorso cinematografico nelle terre emiliano-romagnole, con 5 fermate, in luoghi magici, evocativi come cartoline, dal sapore iconico e retrò. Abbiamo scelto 5 film che sono stati girati o ambientati nei nostri territori per farvi raccontare in modo diverso, con la macchina da presa, la bellezza dei nostri luoghi, da artisti che li hanno amati.

Analogamente al viaggio visivo Sorrentiniano da cui prendiamo l’idea del tema della settimana, vogliamo condurvi attraverso i fotogrammi dell’EmiliaRomagna, che hanno ispirato grandi registi e testimoniano #LaGrandeBellezza del territorio.

Pop-corn alla mano e partiamo.

Il giardino Finzi-Contini Il film è del 1970, diretto da Vittorio De Sica, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. L’ambientazione evoca una Ferrara degli anni 1938-40 teatro di amore, amicizia e crescita sull’orlo degli strazi della seconda guerra mondiale. Partiamo dalla location dell’ingresso del giardino, è il Parco Pubblico Massari, sebbene nell’idea originale di Bassani dovesse essere nei pressi di Corso Ercole I Este.
Proseguiamo tra gli esterni, anch’essi girati nella città, si notano l’imponente quattroentesco Castello Estense, le mura cittadine, le pareti cesellate a piramide di Palazzo Diamanti, per poi passare alla romanica facciata della Cattedrale di San Giorgio e infine i verdeggianti esterni, parchi e dintorni campagnoli, in cui i giovani protagonisti corrono sulle biciclette.

Radiofreccia Esordio alla regia del rocker italiano Luciano Ligabue, nel 1998 firma quest’opera ispirata al suo primo libro, la raccolta “Fuori e dentro il borgo”.
Un flashback narrativo ci porta a rivivere gli esordi giovanili dei protagonisti, ripercorrendo le strade di Correggio, il borgo di Ligabue, nel territorio reggiano, in un lasso temporale di circa 20 anni tra vita e musica si raccontano le vicessitudini del borgo, in una regia circolare che alterna metaforicamente locations e focus sul protagonista. Oltre all’ambientazione scenica e intimamente connessa con il vissuto del musicista/regista, siamo portati in giro per le lande reggiane e modenesi in spirale continua tra i comuni di Gualtieri, Guastalla (reggiano)e Carpi(modenese) per poi tornare nel borgo, nella cittadella. Lasciamo Correggio passando con la macchina vicino al ponte ferroviario sul Torrente Crostolo con Stefano Accorsi.

Amarcord Capolavoro di Fellini del 1973, Rimini fu set emozionale del grandissimo regista, che utilizzò i luoghi della sua infanzia riminese in numerosi revival onirici dei suoi film. Il legame stretto, personale e iconografico tra l’artista e la città rivive in ogni ambientazione, calcata nelle atmosfere, nei colori, nei profumi, nei rumori, che permettono oggi, passeggiando in un pomeriggio d’inverno sul lungomare di Rimini di respirarne la visionaria autenticità. Tra i percorsi felliniani troviamo il molo con il faro all’estremità, dove inizia e finisce Amarcord, il cinema Fulgor, il Grand Hotel dove prendono vita scene cosmopolite di mondanità, Piazza Cavour con la fontana celebre per le scene del pavone e dell’esibizione di ginnastica fascista e, infine il borgo San Giuliano, stage teatrale del sogno d’infanzia di Fellini. Tutti set ricostruiti a Cinecittà che non tradiscono l’immaginario del turista, perchè chiunque veda le pellicole di Fellini vedrà Rimini con gli occhi del maestro.

La ragazza con la valigia Classico in bianco e nero del regista bolognese Valerio Zurlini, del 1961. Lo sfondo appartiene al territorio emiliano-romagnolo, da Parma alla riviera, la storia si svolge in estate e rimangono impresse le scene di Claudia Cardinale che sdraiata sulla spiaggia. Il litorale è anche usato come set d’inizio della trama, per l’incontro avvenuto a Riccione tra la protagonista Aida e il dongiovanni Marcello. In un susseguirsi di vicende sentimentali controverse in cui si snoda la sceneggiatura le immagini di sfondo parlano della riviera balneare, tra moli, flutti, stabilimenti e sabbiosa costa, sempre uguali, sempre magiche nonostante lo scorrere del tempo.

Gli amici del Bar Margherita Il film, del 2009, tra i recenti tributi di Pupi Avati a Bologna. Il regista ha sempre manifestato il suo attaccamento alla città, ai suoi luoghi, alle atmosfere, che riporta in collages tra salti temporali che spaziano di decenni e senza mai perdere un grammo del folklore e della tipicità della città. Con questa pellicola Pupi Avati tributa la storia, che spesso si respira tra le mura e sotto i lunghi portici della bella Bologna, sceneggiando il centro della città, con un fulcro statico e iconico, il Bar Margherita. Il filone narrativo segue la vita di metà degli anni ’50 con una costante rappresentata appunto dal bar, che diventa rappresentazione, culto, rifugio, una promessa che entra nell’immaginario collettivo della quotidianità cittadina.

Come ogni film che si rispetti eccovi una playlist con le canzoni delle colonne sonore per accompagnare il vostro viaggio 🙂
http://open.spotify.com/user/turismoer/playlist/5O0HE9eDNsxZm9nycvkYUg

Grandi artisti hanno omoggiato e portato a risplendere le grandi bellezze degli eterogenei territori emilianoromagnoli e concludiamo il tour con un appello a tutti i cinefili che ci leggono: parlateci dei vostri luoghi del cuore, catturati e impressi su pellicola, delle scene che ritraggono e celebrano le vostre città.

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