TERacconta: un giro a Casa Pascoli

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TERacconta: un giro a Casa Pascoli


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“O rondinella nata in oltremare!
Quando vanno le rondini, e qui resta
il nido solo, oh! che dolente andare!

Non c’è più cibo qui per loro, e mesta
la terra e freddo è il cielo, tra l’affanno
dei venti e lo scrosciar della tempesta.

Non c’è più cibo. Vanno. Torneranno?
Lasciano la lor casa senza porta.
Tornano tutte al rifiorir dell’anno!

Quella che no, di’ che non può; ch’è morta.”

Giovanni Pascoli
Primi Poemetti, Canto Secondo, Italy

In occasione delle giornate FAI di sabato 26 e domenica 27 marzo TERtaccuino e TERcamera si sono recati al Museo Casa Pascoli, in quel di San Mauro Pascoli, per l’inaugurazione della mostra “Pascoli e il Risorgimento”.

La mostra è dedicata alle opere sul Risorgimento italiano e alla Romagna risorgimentale del poeta sammaurese, da sempre interessato alla storia d’Italia e ai protagonisti dell’unità nazionale, il quale ideò un’opera monumentale dal titolo “Poemi del Risorgimento” che non sarà mai interamente compiuta, ma che sarà pubblicata postuma dalla sorella Maria Pascoli.

Nelle stanze di Casa Pascoli, monumento nazionale dal 1924 e proprietà dello Stato, la mostra espone le orazioni, i discorsi e gli inni celebrativi che Pascoli fu chiamato a comporre o che scrisse spontaneamente spesso trovando difficoltà nella pubblicazione di alcuni di essi. Tra questi troviamo anche i “Primi Poemetti”, che contano quattro capitoli Sementa, Il bordone e l’aquilone, L’accestire e I due fanciulli e i due orfani.

La raccolta si chiude con un ampio poemetto, diviso in due canti, costituito da 450 versi e intitolato Italy [proprio all’inizio del post si trova l’VIII parte del secondo canto, visibile al Museo] una delle poesie più lunghe del poeta romagnolo, con la dedica “Sacro all’Italia raminga”.

Italy tratta il fenomeno dell’emigrazione che riguardò i nostri connazionali in cerca di fortuna oltreoceano. Ciò che spesso oggi sfugge è come, nell’intenzione di chi allora partiva, si trattasse di una migrazione temporanea che aveva come fine principale quello di migliorare la propria condizione economica (e quella della propria famiglia) in patria…per farsi un campo, per rifarsi un nido, come direbbe Pascoli.

Oltre all’indagine sul rapporto tra il Poeta e il Risorgimento, la mostra presenta al pubblico interessanti missive di patrioti romagnoli in originale, volantini, stampati e preziosi cimeli risorgimentali.

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