[TERacconta] Passione e Creatività: L’Antologica di Nino Migliori a Bologna

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[TERacconta] Passione e Creatività: L’Antologica di Nino Migliori a Bologna


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La settimana scorsa ha inaugurato a Palazzo Fava una mostra personale dedicata a Nino Migliori, artista bolognese considerato uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo. Questa ampia e articolata Antologica (realizzata in collaborazione con l’Archivio Nino Migliori e a cura di Graziano Campanini), è dislocata sui 4 piani del Palazzo e raccoglie oltre 300 opere suddivise per progetti e filoni tematici, più 9 installazioni (alcune delle quali collocate in altre sedi di Genus Bononiae –Palazzo Pepoli Vecchio e Casa Saraceni-).

L’esposizione presenta una panoramica del percorso artistico di Nino Migliori e delle continue ricerche che hanno contraddistinto i suoi oltre 60 anni di carriera.
Migliori ha iniziato a scattare foto alla fine degli anni ’40 ed ha fin da subito ritenuto la fotografia uno strumento duttile in grado di raccontare ciò che il fotografo vuole mostrare attraverso la lavorazione degli scatti. Nelle sue sperimentazioni tecniche, Migliori interviene sulle lastre e sulle pellicole con graffi e incisioni (cliché-verre) o usando la luce di un fiammifero per impressionare i negativi (pirogrammi), disegna sulla carta fotografica con i liquidi di fissaggio e di sviluppo (ossidazioni). Egli inoltre ha realizzato numerosi esperimenti con la Polaroid, aprendo materialmente la macchina e la fotografia stessa, sovrapponendovi materiali vari (come l’oro e il bronzo), creando installazioni…

Nella sala espositiva a piano terra troviamo la recente installazione Orantes (2012): 200 bronzetti realizzati a partire da bottiglie di plastica che rappresentano il rapporto dell’uomo con il potere, da quello divino a quello pecuniario.
Nelle stanze del piano nobile di Palazzo Fava, tra gli affreschi dei Carracci, troviamo le opere di Cruor. Elegia della carne (2011), suggestivo e crudo omaggio alla pittura classica realista dei pittori bolognesi e dei loro successori: gli ingrandimenti celebrano l’opera di Annibale Carracci La bottega del macellaio e gli altri dipinti che idealmente nel corso della storia dell’arte possono essere collegati ad essa.
Su questo piano sono presenti anche le opere di Segnificazione (1978 – lavoro composto da fotografie in bianco/nero che, a partire da una incisione dell’Ecce Homo del Guercino, analizzano il rapporto tra grafica e fotografia), Paesaggi Immaginati  (1985 – 12 polapressures ingrandite che interpretano poeticamente I luoghi di Morandi), Make Love Not War (1973) e Sesso Kitsch (1974) che analizzano ironicamente la battaglia tra i sessi e il corpo umano, Antimemoria (1968) e In Immagin Abile (1975-1977).
Il secondo piano è dedicato alle aree di ricerca che hanno distinto il lavoro di Migliori: il Realismo (1950/59 – 40 fotografie in bianco/nero di Gente dell’Emilia, Gente del Sud, Gente del Delta e Gente del Nord, più 3 fotografie che raccontano la personale visione dell’autore di Bologna: Notturno dall’Asinelli, Bologna e La mia città), le numerose Sperimentazioni sul mezzo fotografico (i Pirogrammi, gli Idrogrammi, i Clichè-verres, gli Stenopeogrammi, i Fotogrammi -tutti risalenti agli anni Cinquanta-, un’installazione della Rileggenda di Orlando del 1987 e una sequenza temporale di Ossidazioni fino al 2010) e i Muri, con scatti degli anni ’50 e ’70, che Migliori interpreta non solo come testimonianza del passaggio dell’uomo ma soprattutto come importante mezzo di comunicazione.
Il terzo piano espone infine vari lavori appartenenti a periodi diversi ma tutti dedicati al tema della Natura, trasversale a tutta l’opera di Migliori: Herbarium (1974), Natura Morta (1977), l’installazione Frutta e Verdura (2006), EdenFlowers (1984/2005), Nonsense (2011), Il tempo rallentato (2009), Il Magico Giardino di Ludwig Winter (2009).

Avete tempo fino al 28 aprile per visitare la mostra e noi ve la consigliamo vivamente!

aggiungiamo anche un consiglio: per apprezzare al meglio le opere in esposizione, non buttatevi subito ad esaminare le foto! Prima salite al terzo piano e prendete posto nella saletta delle proiezioni: lì viene proiettato un filmato in cui Migliori racconta in prima persona le sue opere e le tecniche con le quali sono state realizzate, le continue ricerche e riflessioni che hanno ispirato la sua carriera.
Lungi dall’essere il “solito filmato didattico”, il video permette di approfondire il percorso artistico dell’autore, e permette anche un po’ di conoscerlo meglio come persona. L’uomo che emerge dalla pellicola è un uomo umile, curioso, geniale, un uomo che ha fatto della propria passione per l’immagine e per il mondo attorno a sè un progetto di vita, un uomo che non ha mai smesso di sperimentare e cercare nuovi linguaggi e nuove tecniche per esprimersi e rappresentare la realtà.

Ecco come Genus Bononiae descrive l’artista nella presentazione della sua Antologica: Migliori è sempre stato uno pioniere che dopo aver aperto una strada l’ha lasciata per scoprirne nuove, a volte procedendo in parallelo, a volte ritornandovi per scoprirvi nuove tracce. È difficile assegnare una etichetta ai singoli lavori, la quasi totalità fa parte di più categorie, per cui forse ricerca sperimentale è la definizione che meglio si adatta al suo lavoro, intesa non come impetuosa esplorazione del nuovo, ma come necessità di esprimere una enorme, molteplice gamma di concetti, pulsioni, emozioni, idee per offrirle agli altri con liberalità e generositàOgni sua produzione è frutto di un progetto preciso sul potere della visione, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione, tanto che Migliori è considerato un vero architetto della visione.

Se volete saperne di più e conoscere meglio questo grande fotografo, vi consigliamo una interessante intervista di Libreriamo.

Corollario della mostra è “Raccontare la Fotografia“, ciclo di 11 incontri [dal 5 febbraio al 23 aprile] che approfondiscono i numerosi aspetti dell’arte fotografica passata e presente.

Ed ora, vi lasciamo alle immagini [alcune le abbiamo scattate noi durante l’inagurazione, altre vengono da Instagram, la maggior parte dal set Flickr di GenusBononiae]:

PS: Una buona occasione per visitare la mostra è questo weekend (25>27 gennaio 2013), in occasione di Art City e della Art White Night: con il biglietto di ArteFiera sarà infatti possibile visitare tutti i luoghi d’arte della città a ingresso gratuito.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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