[TERacconta] Pupi Avati: storie di cinema e famiglia in mostra a Bologna

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[TERacconta] Pupi Avati: storie di cinema e famiglia in mostra a Bologna


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Continuiamo a parlare di [Cinema in EmiliaRomagna] e vi portiamo a Bologna a visitare una mostra fotografica dedicata al grande regista bolognese Pupi Avati. Fino al 14 agosto al primo piano di Palazzo d’Accursio è esposta un’interessante selezione di immagini legate a Pupi, ma anche al fratello minore Antonio (suo produttore cinematografico), al loro cinema e alle storie della famiglia Avati. Noi siamo stati a visitarla sabato scorso e oggi vogliamo raccontarvela.

Saliamo la maestosa scalinata del palazzo comunale e girando a sinistra entriamo nella Sala d’Ercole. Balza subito all’occhio l’allestimento: alti pannelli bianchi collegati tra loro da una fitta rete di larghi fili neri..”Chissà cosa simboleggiano?” ci chiediamo ed entriamo subito nel vivo dell’esposizione, che non procede in ordine cronologico, bensì tematico.

L’allestimento, curato dal critico e giornalista Andrea Maioli, approfondisce infatti attraverso il linguaggio fotografico alcuni punti ricorrenti nella sua filmografia, dalle situazioni più conviviali come quelle della tavola e del ballo, a quelle più intime e private come la fede e l’altrove.
Ci si perde tra i fermo-immagine dei film, assaporando nella memoria le scene in questione, cercando di ricordarne i dialoghi, fantasticando su cosa stessero pensando gli attori immortalati nel momento dello scatto, perdendosi nei loro sguardi..
Chi non ha mai desiderato almeno una volta sedersi al tavolo de La rivincita di Natale, bere un caffè tra Gli amici del Bar Margherita, scoprire i pensieri che si celano dentro agli occhi de Il papà di Giovanna?

Alle splendide fotografie di scena l’esposizione alterna inoltre fotografie tratte dagli album della famiglia Avati. Scene di vita di una Emilia Romagna che fu, quella della generazione dei nonni e genitori, che ritornano oggi impresse da Pupi sulla celluloide, per immortalarle e mostrarle al mondo.
Affiancando realtà e finzione, cinema e vita vissuta, la mostra evidenzia infatti come l’ambiente che circondava il regista da bambino sia costantemente presente nei suoi film, nella ricostruzione delle scenografie, dei costumi e degli atteggiamenti.

Ecco spiegato allora il sottotitolo “Una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà” e terminato il percorso rimane la voglia di correre a casa a riguardare i suoi film, immergersi in quegli scenari..
E l’incognita dei lunghi fili neri tra i pannelli? L’arcano si svela girato l’ultimo angolo..Buona visione!

L’ingresso alla mostra è libero, nei seguenti orari:
martedì ore 9 – 22.30 / mercoledì – venerdì ore 9 – 18.30 / sabato e domenica ore 10 – 18.30.

Per approfondimenti consigliamo l’articolo su cinemaitaliano.info.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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