[TERacconta] Edward Weston a Modena: una retrospettiva

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[TERacconta] Edward Weston a Modena: una retrospettiva


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Fino al 9 dicembre a presso l’Ex Ospedale Sant’Agostino di Modena la Fondazione Fotografia [che potete trovare anche su Facebook e Twitter] ha allestito una retrospettiva dedicata al grande maestro della fotografia statunitense Edward Weston [Illinois, 1886 – California, 1958 | biografia].

La mostra ripercorre la sua carriera con alcune tra le sue opere più importanti [oltre 110 stampe fotografiche originali, provenienti dal Center for Creative Photography di Tucsone e dalla collezione privata di Margaret Weston], toccando tutti i temi immortalati dal celebre fotografo: dai nudi ai paesaggi, dai ritratti agli oggetti, alle still lifes. Noi siamo andati a visitarla qualche giorno fa e oggi vogliamo condividere con voi quello che abbiamo imparato.

Nato in Illinois nel 1886, Weston inizia la sua carriera fotografica all’età di 16 anni; ben presto abbandona lo stile pittorialista che aveva caratterizzato i primi anni, per approdare ad un realismo basato sulla ricerca di una espressione pura della contemporaneità. Per lui il mondo non necessita di artifici per essere riprodotto: le sue fotografie sono composizioni perfette dove la forma non è che un mezzo per presentare il mondo nella sua vera essenza.

Il 1922 è l’anno che segna questo spartiacque [a seguito della sua visita ad una acciaieria in Ohio]: egli approda ad una fase più chiara e definita, caratterizzata dal privilegio delle forme astratte e dalla precisione per i dettagli. In questo passaggio cambia anche tecnica di stampa, abbandonando gli ingrandimenti a favore delle stampe a contatto da negativo, e privilegiando la carta lucida ai sali d’argento -che ha una resa perfetta nei dettagli- rispetto alla carta al platino degli anni precedenti.

Gli scatti che realizza sono immagini dirette e reali, che si inseriscono a pieno titolo nel movimento della Straight Photography.
Non a caso Weston fonda nel 1932 assieme a Ansel Adams [altro immortale fotografo californiano cui la Fondazione Fotografia ha dedicato una retrospettiva l’anno scorso, della quale vi abbiamo parlato qui] il celebre gruppo f/64, collettivo di fotografi accomunati da una ricerca artistica basata sulla nitidezza dell’immagine: la fotografia deve essere perfettamente a fuoco, stampata a contatto su carta lucida e non deve essere ritoccata.

Weston e Adams si conoscono nel 1927 e per tutta la vita rimangono strettamente legati, sia personalmente che professionalmente.
Per entrambi infatti l’arte fotografica consiste nel realizzare immagini pure e tecnicamente perfette, in cui la natura è protagonista; i due artisti tuttavia declinano questa ricerca in due direzioni differenti: Adams si concentra sui paesaggi, mentre Weston sui particolari delle superfici e sull’astrazione geometrica della natura.
Adams descrive così il lavoro del suo amico e collega: “Weston è veramente uno dei pochi grandi artisti creativi di oggi. Nelle sue fotografie ha ricreato le forme primitive e le forze della natura, dando espressione alla fondamentale unità del mondo”.

Nell’individuare i soggetti delle fotografie Weston non si pone limiti: le sue scelte sono dirette dall’impulsività, anche se nel suo lavoro emergono alcuni temi ricorrenti, come gli ortaggi, i nudi e i ritratti.
Egli stesso afferma: “fotograferò tutto quello che per una qualsiasi ragione mi stimola, non per cercare un argomento insolito ma per rendere insolito un oggetto quotidiano”.
Tra i soggetti più insoliti e celebrati di Weston ci sono gli ortaggi: il fotografo ne trasforma le forme fino ad assimilarle a quelle di corpi umani o di tessuti. L’autore avvicina così tanto la macchina fotografica agli oggetti da farne perdere la visione d’insieme, fino a renderli astrazione geometrica. Egli tuttavia non vuole esprimere una metamorfosi della natura, bensì la sua vera essenza: “ciò che registro non è un’interpretazione della realtà ma una rivelazione, un superamento della visione soggettiva e umanamente limitata a favore di una resa assoluta e impersonale […] Non un’interpretazione fantastica di una fase superficiale o di un umore transitorio ma la presentazione diretta delle cose in se stesse”.

E tuttavia, come afferma il fotografo, “registrare la forma fisica delle cose in modo oggettivo non preclude l’originalità né la soggettività del fotografo; è possibile comunicare un’idea astratta attraverso la riproduzione esatta del reale e la fotografia può essere il giusto mezzo per farlo.

La fotografia di Weston, influenzata dal movimento cubista e modernista, è l’espressione di una ricerca ostinata di purezza, nelle forme compositive così come nella perfezione quasi maniacale dell’immagine; egli gioca continuamente sulla geometria delle forme e sul rapporto tra realtà e astrazione; secondo lui il fotografo deve visualizzare dentro di sè l’immagine prima ancora di realizzarla, deve avere chiaro il risultato finale prima di scattare senza operare alcuna modifica in fase di stampa.

Anno dopo anno il lavoro di Weston acquista maggiore rilevanza nella scena artistica americana e nel 1936 è il primo fotografo a ricevere un assegno di ricerca dalla Guggenheim Foundation, che gli permette di viaggiare per due anni in macchina nell’ovest e sud-ovest degli Stati Uniti, dedicandosi a tempo pieno alla sue sperimentazioni estetiche.
Nel 1936 Il MoMA di New York gli dedica una grande retrospettiva di oltre 300 opere, che lo consacra definitivamente tra i grandi artisti del ‘900. Nel 1948 Weston scatta la sua ultima fotografia in quanto inizia ad avvertire i sintomi del morbo di Parkinson.

Se volete siete ancora in tempo per le ultime due visite guidate, a cura del personale della Fondazione. Gli ultimi due appuntamenti saranno infatti sabato 24 novembre alle 11.00 e mercoledì 5 dicembre alle 17.45. La visita guidata ha un costo di 10 euro per persona, comprensivi del biglietto di ingresso; [i partecipanti inoltre hanno diritto al 10% di sconto sull’acquisto del catalogo]. Per info e prenotazioni: tel 335 1621739 / info@mostre.fondazione-crmo.it

Come abbiamo detto all’inizio, la mostra su Weston sarà visitabile fino al 9 dicembre; il 15 dicembre inaugurerà infatti una nuova mostra di Fondazione Fotografia presso l’Ex Ospedale Sant’Agostino, dal titolo “Flags of America“: le opere in esposizione [acquisite dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per la collezione di fotografia internazionale] ripercorrono il lavoro di 22 autori che, tra gli anni ’40 e gli anni ’70, hanno scritto alcune delle più importanti pagine della fotografia americana.
In mostra opere di Ansel Adams, Robert Adams, Diane Arbus, Richard Avedon, Wynn Bullock, Harry Callahan, Paul Caponigro, Bruce Davidson, Walter Chappell, Van Deren Coke, Roy DeCarava, Robert Frank, Lee Friedlander, John Gossage, Ralph Eugene Meatyard, Robert Misrach, Irving Penn, Stephen Shore, Aaron Siskind, Edward Weston, Minor White, Garry Winogrand.
..Ma di questa nuova mostra avremo sicuramente modo di riparlare!

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

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