Sensazioni di musica a Bologna con Dente

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Sensazioni di musica a Bologna con Dente


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Oggi vi raccontiamo qualcosa di diverso, un’esperienza vissuta tutta occhi e orecchie sulla nostra pelle, il concerto live del cantautore emiliano Dente. Non ci saranno spiegazioni, ma solo sensazioni, sonore, emozionali, perchè la musica, e l’arte in genere, non la puoi spiegare, puoi solo provare a raccontarla, interpretarla, e lasciare che prenda forma dentro.

Dentepalco

Teatro Duse, Bologna. Dall’account twitter di Dente

Giuseppe Peveri, in arte e per ricordo d’infanzia, Dente, si è esibito sul palco del Teatro Duse di Bologna, il 25 marzo. Noi eravamo lì, seduti sulle poltroncine di velluto rosso, a goderci uno show imprevedibile, a colpi di sonorità sixties rivisitate in chiave “dentesca”, comicità e accessori eccentrici. Come si dice a Bologna, Dente è proprio una cartola.

Dente(fotodiPanapp-wiki)

Photo Credits: Panapp

Quando entra da una scenografica porticina, sullo sfondo di un drappo tricolore che incornicia la scena, l’atmosfera è puro surrealismo intimo. Ci porta a sfogliare l’almanacco delle relazioni con le sue mille sfumature di entusiasmo e terrore, la sua poetica, personalissima, tocca De Andrè, ricorda De Gregori e aggiusta con una dose di enigmismo dei suoi testi. Un viaggio dentro una stanza, o meglio, dentro ad un teatro, con un’aura che sfiora la sacralità artistica, ripercorriamo sulle corde acustiche gli anni innocenti di “Baby Building” e “A me piace lei”, costantemente accompagnati dall’inguaribile autocritica che insegue e carezza un’ideale di sentimento che tutti conoscono.

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Photo Credits: pagina Facebook ufficiale

L’alchimia che instaura con il pubblico è personale e ti proietta nell’illusione di un tête-à-tête, chitarra in mano, melodie retrò e profumo di fiori di campagna. Almeno è questo ciò che evocano le sue note, finchè non si accende una sigaretta sul palco ( e sì, per sua ammissione, un’ardua conquista, consideriamolo un benefit dell’essere un’indie pop rockstar). E allora intravedi l’aura da poeta maledetto, che affoga le pene d’amore in qualche bicchiere di troppo, eppure beve acqua sul palco.

Sarà quel ciuffo da Elvis post sbronza o il portamento Beatlesiano con le ginocchia a X e le punte degli stivali che quasi si toccano, ma Dente è un ricordo frizzante di una gloria d’altri tempi, retaggio di una lunga tradizione di grande musica. Gino Paoli potrebbe ballare sotto le stelle invocando una risata lontana di una giovane Claudia Cardinale con le sue note di sfondo.

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Interrompe i soffici scatti di sottofondo elettronico con una trasposizione slowmotion che lo racchiude in una bolla rarefatta di luce, canta come recitando una filastrocca e poco dopo torna in scena con in testa una bombetta di specchi improvvisando la sfera stroboscopica da discoteca. Decisamente eclettico, quasi circense sebbene la sua musica non abbia bisogno di orpelli o distrazione, è un piacevole scambio di battute e risposte, di seduzione giocosa.

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Photo Credits: Instagram @lelimaz

Nostalgia dal sapore vintage, immaginario che ti trasporta in un film di Virzì.
Il vocabolario lirico è fatto di rime carnali, crude, reali, edulcorate solo dal suono un po’ bizzarro, un po’ solenne che spazia da contaminazioni jazz e latine, tutte in chiave vecchio stile tipico di Dente. La sua musica è come lui, senza età, un puzzle di esperienze e visioni sonore che porta sul palco pacatamente con sentimento, con molta presenza e non dà scampo fino a quando lasci l’antro solenne del teatro pensando “Beato Me”, ci sveglieremo tutti domani con pezzi di lui in mezzo ai denti.

Ti racconta l’amore contro corrente, l’idillio al contrario, con voce morbida, strofe languide con il sapore agrodolce, il finale amaro sul fondo della lingua si confonde con le aritmie musicali della sua chitarra e con i suoi giochi di parole da enigmista apre una finestra e fa entrare l’aria pulita della semplicità disarmante della vita.

Dente è un poeta moderno, è esile, come non mancano di fargli notare dalla platea (come tutti i musicisti, si nutrirà di arte) ed è un comico nato. Già, qual’ora non aveste ceduto al fascino salcagnato del musicista vi sorprenderebbe con un’umorismo acuto e svelto. Insomma, se gli fosse andata male con la musica sarebbe potuto diventare un comico di altrettato successo.

E’ il caso dirlo, Dente affonda i denti nell’horror vacui delle emozioni, con una leggerezza e un’ironia che ti fanno sorridere di malinconia, o se preferite, che solleticano le gote quando ridete dopo un pianto a singhiozzi e il naso cola. Dente ha la capacità di consolare con le parole, forse le sue canzoni sono un monito forse sono l’incomprensibile dialogo con i suoi amori infelici e noi un pubblico che se ne rallegra ignaro.
Quel che è certo è che Dente ti conquista, con la freschezza del suo talento, con la profondità delle sue parole e l’aria triste che fa a pugni con la lingua arguta.

Ci resta un solo dubbio…Ma chi sarà Irene? Sicuro ha le doppie punte.

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Il tour di Dente è appena iniziato e toccherà molte città d’Italia, controllate le prossime date, i biglietti sono acquistabili su ticketone.

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