Socialtrek: a piedi sull’antica Via Matildica del Volto Santo

 | 

Socialtrek: a piedi sull’antica Via Matildica del Volto Santo


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

A passo lento lungo l’antica Via Matildica, via di pellegrinaggio che corre lungo una terra antica, immersa in una storia millenaria dove genti, borghi e valli hanno trovato una loro identità nel corso dei secoli.

via matildica

Socialtrek Via Matildica

Questo in breve lo spirito dei Socialtrek InEmiliaRomagna, progetto che punta a immergervi nelle migliaia di “piccole” storie che avvolgono i borghi della nostra regione, percorrendo le antiche vie di pellegrinaggio a passo d’uomo ed incrociando lungo il cammino genti e tradizioni, modi di vivere e territori, plasmati dalla storia.
Le iniziative di SocialTrek non sono dei  trekking veri e propri, lo scopo di queste giornate di passeggio non è arrivare in vetta, non è chiudere una tappa o scalare un costone, ma è l’esperienza di attraversare il territorio a piedi, di vivere il tempo incontrando altre persone sul percorso e, tra una chiacchiera e l’altra, disvelare lentamente le antiche bellezze di un territorio.

Domenica 9 settembre siamo quindi partiti alla volta delle colline reggiane, terra di Matilde di Canossa e di manieri, con l’obbiettivo di percorrere parte della 6° tappa dell’antica Via Matildica del Volto Santo, cammino che dalla città di Mantova arriva fino a Lucca, attraversando il tratto reggiano dell’Appennino Tosco-Emiliano.


Il Percorso

via matildica

Mappa SocialTrek – Sarzano / Marola

Ore 8.30 | Ci ritroviamo di buon ora alle pendici del Castello di Sarzano, una delle imponenti roccaforti degli antichi possedimenti matildici e, dopo una breve presentazione del percorso, partiamo alla volta del borgo di Marola, circa 10 Km di cammino.

Come sempre siamo accompagnati da tre diverse guide: Giorgio, guida AIGAE che ci condurrà lungo i sentieri delle colline reggiane fornendoci tutte le informazioni sulla natura e sul percorso, Giobbe, community manager di Igers Emilia Romagna che approfitta delle nostre numerose soste per regalarci preziosi consigli sulla fotografia naturalistica e Mauro,  memoria storica del territorio e della Via Matildica che lungo il percorso ci racconterà di queste terre, delle loro genti e di tutte le cose buone che qui si producono.
Lungo la Via Matildica abbiamo modo di apprezzare la cura secolare con cui l’uomo ha plasmato queste colline; qui e li castelli e fattorie ravvisano il paesaggio ed in fondo la grande ed alta muraglia delle montagne d’Appennino, tra le più alte dell’Emilia-Romagna. Tra le tante riconosciamo bene la suggestiva forma della Pietra di Bismantova e subito dietro i grandi massicci del monte Cusna, del Monte Ventasso, e dell’Alpe di Succiso.
Con i compagni di viaggio chiacchieriamo della Mucca reggiana, di Parmigiano Reggiano di Montagna e di quello che incontriamo lungo il cammino: le querce, i faggi ed i castagneti, l’antica risorsa di queste zone.

Ore 12.00 | I sali scendi delle colline reggiane se da una parte stancano le gambe, dall’altra ci danno l’opportunità di scoprire i variopinti panorami di queste terre. Ogni tanto un’antica torre di avvistamento fa capolino tra le alte fronde, più spesso siamo accompagnati dai piccoli borghi dell’Appennino. Nonostante infatti l’Appennino Reggiano rimanga un luogo poco antropizzato, qui gli insediamenti sono sparpagliati su tutto il territorio. Sono piccole unità produttive, ci spiegano, sorte anticamente li dove il terreno consentiva la coltivazione, l’allevamento o la produzione di castagne.

  • Castello di Sarzano – Ph. Walter Manni

  • Pausa – Ph. Walter Manni

  • Panorama – Ph- Walter Manni

  • Segnali Via Matildica – Ph. Walter Manni

  • Castello di Canossa – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Borgo di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Rossena – Ph. Walter Manni

  • Castello di Sarzano – Ph. Walter Manni

Ore 13.00 | Arriviamo a Marola per mezzogiorno, ancora pochi metri in salita e siamo nell’omonima Abbazia, luogo in cui ci fermeremo per la pausa pranzo.
Secondo alcuni la fondazione di questa austero complesso ecclesiastico, ad opera della contessa Matilde di Canossa, risale agli anni tra il 1076 ed il 1092, con consacrazione nel 1102-1106 e costruzione del monastero in un periodo precedente il 1101 e, data la sua posizione sull’antica via di pellegrinaggio, al monastero era un tempo annesso un ospedale per i viandanti.
Il bosco subito accanto all’Abbazia sembra un luogo perfetto per il nostro ristoro, ci rilassiamo sdraiati all’ombra delle alte conifere che circolano il complesso e, tra una chiacchiera ed un racconto, abbiamo il tempo di mangiare i nostri panini

Ore 15.00 | Tornare a piedi verso il Castello di Canossa avrebbe comportato un cammino di altri 20 Km, decidiamo quindi di prendere un pullman che ci condurrà verso il Castello di Rossena, una delle residenze della Contessa Matilde.

Il tragitto in pullman ci consente di gettare uno sguardo più ampio su queste terre; una successione di calanchi, argille, boschi e campi coltivati fanno da contorno alle rupi rocciose che spuntano dalla vegetazione. Su ogni sperone roccioso sorge una torre o un castello, segno dell’antico feudo di Matilde, e tra tutte svettano la rupe di Canossa e quella di Rossena. La prima è oramai spoglia della sua antica Fortezza, la seconda invece si erge imponente a metà tra la pianura padana e l’Appennino, entrambe costruite su affioramenti di rossastre rocce laviche (da cui deriva anche il nome Rossena); affioramenti geologici che ci dicono di particolare importanza, qui infatti nelle ere passate non è mai esistito un vulcano e questi affioramenti sono il risultato di singolari movimenti tettonici.
La visita al Castello di Rossena non prende più di un paio di ore; abbiamo quindi modo di apprenderne la storia, di vivere i suoi angusti spazi e di affacciarsi dai panoramicissimi camminamenti.
Da qui si domina tutto: Parma, Reggio Emilia e le montagne dell’Appennino; ora capiamo perché Matilde lo abbia un tempo eletto a sua dimora.

Il tempo di riprendere il Bus per rientrare al Castello di Sarzano e siamo di nuovo al punto di partenza, pronti a rientrare a ognuno alla propria casa, ma non prima di esserci dati appuntamento per domenica 16 settembre, quando andremo alla scoperta dell’antica Via Romea Germanica nell’ambiente naturale del Parco del Delta del Po e delle Valli di Comacchio.

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *