SocialTrek | Piccola storia sul cammino di San Francesco

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SocialTrek | Piccola storia sul cammino di San Francesco


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Ben nota per le spiagge e le località turistiche, da qualche anno la nostra regione sta cercando di valorizzare e promuovere ogni forma di turismo slow e sostenibile in linea con le esigenze crescenti e diversificate di noi viaggiatori. I borghi dell’entroterra e gli antichi cammini sono diventati un modo diverso per conoscere la bellezza della nostra terra incrociando temi come l’arte, la cultura e l’enogastronomia.

Quattordici sono i cammini storici e religiosi che ancora oggi attraversano l’Emilia Romagna, collegandola a tutta l’Europa con oltre 2000km di itinerari: percorsi da compiere in solitaria o in gruppo aiutati, a differenza di un tempo, da supporti digitali come il nuovo sito dei cammini dell’Emilia-Romagna.

Proprio per promuovere queste nuove forme di turismo, difatti, negli ultimi due anni si sono messi in campo progetti diversi di valorizzazione con iniziative di vario tipo. Tra queste, una menzione particolare va al progetto SOCIALTREK realizzato in collaborazione con Igers Emilia Romagna, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa: un’idea semplice, aperta a tutti, in grado di unire il piacere del cammino all’amore per la fotografia.

La settimana scorsa ha inaugurato così il progetto (si tratta del primo di quattro appuntamenti) in una delle mie valli preferite, la Valmarecchia, partendo da uno cammini più suggestivi presenti in regione, quello di San Francesco.

Ma come è andata la giornata?
Ve lo racconto brevemente, facendomi aiutare dalle immagini.

Ore 9.30 | Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie sul cammino e dritte su come utilizzare al meglio la fotografia digitale, siamo partiti dal cuore di San Leo alla volta di Novafeltria. Obiettivo: percorrere metà della terza tappa del cammino originale a coprire una distanza di circa 8,38km.

Accompagnati da Roberto Forlivesi (guida AIGAE), Marco Pacelli e Franco Boarelli (Amici del Cammino di San Francesco), e Giobbe Pellegrino (Regional Manager Igers Emilia Romagna), abbiamo imboccato la strada per Maiolo, in direzione della rupe rocciosa di Maioletto. Sopra di noi un sole caldo e splendente illuminava un paesaggio bucolico da perdere il fiato.

Lungo il percorso panoramico “tagliato” nella natura e punteggiato da piccole case di campagna, una canonica e suggestivi passaggi su profondi calanchi, il gruppo ha avuto modo di conoscersi, scambiarsi opinioni e ascoltare dalle guide curiosità e aneddoti sul territorio.

Ore 13.00 | Tra tratturi e sterrati, alternando pause divulgative rigorosamente all’ombra, verso l’ora di pranzo abbiamo raggiunto la rupe rocciosa di Maioletto, un tempo sede di una delle roccaforti più difficili da espugnare dell’intera Valmarecchia e Montefeltro.
Qui, tra gli alberi del sottobosco, l’odore dei panini al sacco e l’aroma di un caffè preparato con un fornetto da passeggio, abbiamo ascoltato l’origine della formazione geologica della Valmarecchia e ci siamo confrontati sui km percorsi e cosa ci aveva fino a quel momento colpito maggiormente.

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | Foto di gruppo prima della partenza

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | Il momento della partenza

  • SocialTrek | Lungo il Cammino di San Francesco

  • SocialTrek | Lungo il Cammino di San Francesco

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | La Rocca di San Leo

  • SocialTrek | Lungo il Cammino di San Francesco

  • SocialTrek | Lungo il Cammino di San Francesco

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | Ai piedi della rocca di Maioletto

  • SocialTrek | Lungo il Cammino di San Francesco

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | Panorama sulla Valmarecchia

  • SocialTrek (Cammino di San Francesco) | Foto di gruppo alla fine del cammino

Ore 14.30 | Dopo circa un’ora siamo riparti. Davanti a noi un lungo tratto di bosco fitto che ci ha permesso di raggiungere la strada asfaltata di collegamento tra Maiolo e Novafeltria. Sarà stato il caldo o il pranzo appena concluso, fatto sta che il passo più lento del gruppo ha richiesto maggiori soste all’ombra e in qualche caso anche qualche bustina di maegnesio. Ma niente di preoccupante!

Ore 16.15 | Poco lontano, il ponte sul fiume Marecchia ci ha “traghettato” fino a destinazione, dove un pullman ci stava aspettando pronto a riportarci a San Leo, dopo quasi 6 ore di cammino. Il tempo di un saluto e di un aperitivo, e di nuovo pronti a rinnovare l’invito al prossimo appuntamento, questa volta in programma il 9 settembre nelle terre matildiche.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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