Slow Food Day 2012: noi, il cibo e i cambiamenti climatici.

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Slow Food Day 2012: noi, il cibo e i cambiamenti climatici.


Tempo stimato di lettura: 1 minuto

Che rapporto c’è tra il cibo che consumiamo ogni giorno e i cambiamenti climatici? Possono le nostre scelte a tavola incidere sul nostro pianeta?

Questi ed altri saranno i temi caldi su cui vorranno riflettere gli Slow Food Day. Sabato 26 maggio infatti in 300 città italiane si celebrerà l’agricoltura di prossimità, quella buona, sana, green e attenta alle tasche.

Qui da noi, in Emilia Romagna, di appuntamenti ne avremo ben 17, ognuno in una città diversa e con un suo obiettivo. Ci saranno birrifici artigianali, degustazioni e di prodotti locali e distribuzione di Pasta Madre, quella che serve per imparare a informare il pane! E poi workshop, seminari, e cene collettive andranno a concludere una giornata alla scoperta del buon cibo, ma anche delle buone abitudini alimentari.

Capiremo in che modo il nostro cibo e la nostra dieta influenza la natura nel suo complesso, per esempio rigurado ad alimenti che vengono impostati con grave dispendio di carburanti, e scopriremo efficaci accorgimenti da adottare.

Per tutti sarà a disposizione una guida, “Fulmini e polpette!“,  che promette di aiutarci a prendere quelle sane e buone abitudini alimentari per seguire una dieta gustosa, ma attenta alle tasche.

Saranno dunque questi i temi dello Slow Food Day: le Condotte locali organizzeranno gli appuntamenti più diversi, coinvolgendo il pubblico in mercati contadini, degustazioni, conferenze, incontri con i produttori e attività educative per tutti.

Se volete scoprire di più sul cibo e sul suo buon utilizzo segnatevi tutti gli appuntamenti in Regione oppure seguite l’hashtag #Slowfoodday su Twitter.

 

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

Un commento

  1. Alessandra

    Che belle iniziative. Sono Emiliana ma vivo in Nuova Zelanda, abbiamo anche noi un convivio Slow Food, ma l’interesse per la cucina e convivialità non è come da noi e facciamo molta fatica a convincere la gente.
    Comunque negli ultimi anni le cose sono migliorate (scrivo articoli di viaggio e cucina e quindi sono cosciente dei cambiamenti) ma solo fra i ceti più alti che possono permettersi di comprare i prodotti genuini o hanno il tempo per fare la pasta madre. Sto cercando disperatamente di ‘proletarizzare’ l’idea di Slow Food in questo paese… qualche suggerimento?

    Ciao
    Alessandra

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