[Parlami di tER #105] Romagna. Andare via per tornare a casa

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[Parlami di tER #105] Romagna. Andare via per tornare a casa


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto! 

Sono passati cinque anni da quando sono andata via da qui. Da questa terra variegata, fatta di mare, pianure e colline. Di città a misura di persona, ma anche di scorci naturali tanto toccanti quanto discreti.
Fine agosto regala alcune giornate di luce netta, che fanno risplendere i colori e disegnano paesaggi fiabeschi.
La bellezza di questa terra è una bellezza tranquilla e rassicurante. Ma è anche una bellezza che può far male quando è ora di dire arrivederci.
Questo ho pensato in questa mia parentesi ravennate. Una tradizione che si ripete ogni anno e che non riesco ad abbandonare, forse perché è il momento in cui mi riconnetto alle mie radici.
Ora vivo in una grande città, lontana dalle pinete, dal sussurro – ora quieto, ora agitato – delle onde, dal vento che soffia libero nelle ampie pianure.
A Milano, mi faccio trascinare dall’energia compressa della vita metropolitana. Ci sono mille cose da fare e mille stimoli da rincorrere. Ma ad un certo punto devo tornare qui, in Romagna, per riprendere fiato. E’ questo il momento in cui riscopro l’intensità del mio legame con questa terra.mare-inverno

Partendo da Milano con la mia piccola auto, due momenti segnano il viaggio: prima attraverso il Po,quieto e solenne. Il cartello Emilia Romagna mi fa sempre spuntare un sorriso sulle labbra. Perché sto tornando a casa, e dopo Bologna rivedrò i pini marittimi e mi sentirò ancora più vicina all’arrivo.
Poi, all’imbocco con l’A14 DIR, che si distacca dall’A14 per arrivare a Ravenna, abbasso i finestrini e inizio a far entrare gli odori. Quelli della campagna – frutteti, filari di vite, granturco e grano dorato – e poi finalmente quelli del mare. A quel punto è casa.
La cosa assurda è che mi è stato necessario andare via per tornare a casa.
La Romagna me la sono girata in lungo in largo: ho vissuto in riva al mare come sulle cime delle colline, a fianco dell’E45 e a pochi metri dalla Cervese. Ho studiato a Forlì, ho lavorato a Cesena, mi sono divertita a Pinarella di Cervia.
E poi, a un certo punto, quasi senza un perché mi sono trovata a Milano. Ed è questo il momento in cui mi sono resa conto, dopo tanti anni passati a dare tutto per scontato, che casa mia era rimasta lì, in Romagna.

 brisighella

Ma non soltanto perché sono nata qui: perché siamo capaci, senza sforzi, di far sentire a casa anche gli altri.
Quando faccio visitare la Romagna ai miei amici, so che condividono quel senso di rassicurante benessere che ogni volta mi riporta qui.
E che fa di questi luoghi qualcosa di più di un bel posto da visitare: un bel posto nel quale vivere, un bel posto nel quale tornare.

Doris Zaccaria, romagnola trapiantata a Milano, ha una laurea in Scienze Diplomatiche e Internazionali e si occupa di comunicazione e formazione ai media digitali. Da poco diventata giornalista pubblicista, ha una passione insana per la scrittura, che sfoga sul suo blog e ovunque le capiti. Ama raccontare la sua terra con le parole e le fotografie.

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