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Piero della Francesca a Rimini: sulle tracce del maestro itinerante

di /// Marzo 16, 2022
Tempo stimato di lettura: 4 minuti

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Tutti conosciamo Rimini come nota meta balneare e quasi tutti ci siamo stati almeno una volta: in vacanza, in gita ai tempi della scuola o per un weekend con gli amici, magari in occasione di addio al nubilato/celibato.
Ma quanti di voi sanno che il territorio di Rimini è, anche culturalmente parlando, molto interessante e strettamente legato a Piero della Francesca?

Dal rinascimentale Tempio Malatestiano nel cuore della città, al cui interno è custodita un’opera giovanile del maestro, al cuore del Montefeltro, dove è possibile scoprire i luoghi che lo hanno ispirato per dipingere gli sfondi delle sue più famose opere.
Oggi ti portiamo sulle tracce di Piero della Francesca a Rimini e dintorni, seguici, ti stupirà!

Piero della Francesca, il maestro itinerante

È indubbio che si tratti di uno tra i più grandi pittori italiani del Quattrocento. Nato in Toscana nel piccolo borgo di Sansepolcro fu pittore umanista, intellettuale rinascimentale e maestro della luce. Nel corso della sua vita fu itinerante alla corte dei Malatesta, dei Medici e dei Montefeltro: corti che lo ospitarono incaricandogli molti capolavori ancora oggi visibili nelle più prestigiose gallerie d’arte del mondo (gli Uffizi di Firenze e la National Gallery di Londra, tanto per citarne un paio).
E fu proprio in questo peregrinare che conobbe e scoprì il territorio di Rimini.

Scopri maggiori info sulla biografia di Piero della Francesca

  • Dettaglio dal Polittico della Misericordia (1444-1464) con presunto autoritratto di Piero
  • Dettaglio dalla Resurrezione (1465) con presunto autoritratto di Piero

1^ tappa | L’opera di Piero della Francesca a Rimini

Era il 1451 quando Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, condottiero e capitano da una parte e mecenate dall’altra, lo chiamò alla sua corte per commissionargli un affresco che avrebbe dovuto celebrare l’ottenimento dello status di cavaliere dall’imperatore Sigismondo.

Oggi questo affresco si può ammirare all’interno del Tempio Malatestiano, voluto per esaltare la sua immagine personale e di quella della dinastia Malatestiana, attuale Duomo nel cuore di Rimini, città d’arte.
Trattandosi di un edificio di culto non è necessario acquistare un biglietto di ingresso e prendere una guida.

Io ho avuto la fortuna di poterne apprezzare ogni dettaglio con l’ausilio di una guida.

L’affresco votivo monumentale Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo, mostra il signore Malatestiano davanti al suo santo omonimo, con alle spalle il castello di famiglia che porta il suo nome. L’opera presenta tra l’altro un esempio di prospettiva ed elementi simbolici (fedeltà del cane bianco e vigilanza di quello nero). Le sembianze del santo infine ricordano Sigismondo di Lussemburgo, l’imperatore che nel 1433 lo investì come cavaliere, così da dare all’opera una valenza tanto religiosa quanto politica.
Inizialmente posizionato nella cella delle Reliquie di San Sigismondo oggi si trova nella prima cappella, alla destra dell’altare con le spalle all’ingresso principale.

E se il volto ti risulterà familiare non ti stai sbagliando: di sicuro si tratta di reminiscenze della tua ultima visita al Louvre, dove è conservato il suo ritratto.

2^ tappa | I paesaggi immortalati dal Maestro

Spostandosi di poco da Rimini, nella Valmarecchia, cuore del Montefeltro, si possono scoprire invece i paesaggi che ispirarono l’artista creduti, fino al 2007, paesaggi immaginari.

Parlo delle vedute rinascimentali detti anche Balconi di Piero (5 in 3 comuni):

  • a San Leo per le opere Battista Sforza (Galleria degli Uffizi – Firenze) e San Gerolamo e un Devoto (Galleria dell’Accademia – Venezia)
  • a Sant’Agata Feltria per Il Battesimo di Cristo (National Gallery – Londra)
  • a Montecopiolo, neo comune romagnolo, per le opere La Natività (National Gallery – Londra)
    e La Resurrezione (Museo Civico – Sansepolcro)

Se anche tu, come gli storici dell’arte da cinquecento anni a questa parte, ti sei sempre domandato dove fossero collocati geograficamente i paesaggi che ispirarono i grandi pittori, hai un’occasione unica per scoprire quelli di Piero della Francesca diventando protagonista.

In tutti i casi si tratta di luoghi legati alla vita dell’artista e dei suoi committenti.

Ho visitato di persona quelli di San Leo, un sabato di qualche anno fa. Poco prima di San Leo, in località Varco Biforca – Tausano, un cartello sulla destra segnala la presenza dei Balconi, e poco più avanti, superata la staccionata e il successivo prato inizia il breve percorso che vi condurrà a due dei 7 balconi dedicati al maestro itinerante. Addentrandosi in un piccolo bosco e dopo essersi inerpicati su un breve sentiero in salita ci si trova su due alture da cui ammirare, seguendo le preziose indicazioni riportarti sui pannelli, i paesaggi a cui Piero si ispirò per due delle sue celebri opere. E’ importante osservare e sapere cogliere i dettagli per apprezzare al meglio il lavoro delle due cacciatrici di paesaggi. Una sensazione strana ti pervade e se chiudi gli occhi, per un momento, ti sembra di entrare direttamente nel dipinto.

Il terzo balcone emiliano romagnolo si trova invece a Petrella Guidi nel comune di Sant’Agata Feltria e da qui si può ammirare il paesaggio de Il battesimo di Cristo.

Il quarto e il quinto balcone regionale invece si trovano a Montecopiolo, comune da poco diventato emiliano-romagnolo che fa parte del Parco Sasso Simone e Simoncello. In località Boaggine, alle pendici del Monte Carpegna, di fronte Villagrande di Montecopiolo, si può osservare il fondale de La Natività composto da due distinti sfondi: a sinistra un paesaggio che sulla base di approfonditi studi riconduce a Montecopiolo, a destra uno scorcio urbano che rimanda a Borgo San Sepolcro. Mentre lo sfondo dell’affresco La Resurrezione è stato identificato da Montecopiolo con il rilievo del Monte San Marco: gli elementi che compongono la cresta del fondale sono gli stessi del “Battesimo di Cristo” ma ripresi dal versante opposto e con una diversa prospettiva.

Scopri il museo a cielo aperto dei Balconi di Piero.

  • San Leo (RN), Balcone di Piero della Francesca, San Gerolamo e un Devoto, ph. terredipiero.it
  • San Leo (RN), Balconi di Piero della Francesca, Battista Sforza, ph. lavalmarecchia.it

Se sei appassionato di Piero della Francesca o se l’idea di seguirne le tracce ti stuzzica, prendetevi qualche giorno per visitare Le terre di Piero: dopo Piero della Francesca a Rimini, scopritelo anche a Urbino, San Sepolcro, Monterchi, Arezzo e Perugia. Per un viaggio tra pievi isolate, borghi medievali e dolci pendii ammirati e immortalati durante i suoi pellegrinaggi nell’Italia Centrale.
Arte, territorio, storia, tradizioni, cultura: un grande museo all’aria aperta per immergersi nell’epoca rinascimentale del maestro itinerante.

Autore

Celestina Paglia

Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…

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