Pasquetta a Bologna: una giornata a SanLuca tra tradizione e natura

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Pasquetta a Bologna: una giornata a SanLuca tra tradizione e natura


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Nei giorni di festa primaverili, e specialmente il Lunedì di Pasqua, era tradizione per i bolognesi fare una scampagnata a San Luca, il santuario che domina la città dal Colle della Guardia.

Bologna, casalecchio di reno, so e zo par i bregual

Dall’Arco del Meloncello in Via Saragozza si percorrevano i secolari portici per arrivare, un po’ trafelati, sull’ultima rampa di scale; si varcava l’ingresso della Basilica e, dopo una veloce visita alla Madonna, ci si preparava festosamente al picnic sul prato antistante la basilica. Alla sera si scendeva lungo il sentiero dei Bregoli, che collega la basilica a Casalecchio di Reno, e si prendeva il vapurèn, la vecchia tramvia Bologna – Vignola, per tornare a casa.

Lunedì prossimo questa usanza tutta bolognese si trasforma in un evento spontaneo e libero: “A San Locca a pi e indrì in vapurèn“, un’ occasione per i bolognesi per rinnovare le abitudini dei nostri nonni e genitori, ma anche in generale per vivere la collina bolognese, che in questo periodo dell’anno dà il meglio di sè, e [perchè no] per visitare il santuario, ricco di storia e di leggende.

Se non avete voglia o modo di percorrere su e giù i portici a piedi, esiste un servizio di collegamento che dal centro di Bologna [Piazza Maggiore] porta fino a San Luca e ritorno: è il trenino SanLuca Express, nato per sostituire la vecchia funivia, oggi dismessa. Il trenino è anche dotato di audioguida integrata, per arricchire il percorso con tutte le notizie, curiosità e approfondimenti legati alla storia bolognese.

Se, al contrario vi volete cimentare in un’escursione un po’ più impegnativa la Pro Loco Casalecchio ha organizzato “So e zo par i Bregual“, una passeggiata lungo il sentiero dei Bregoli fino a San Luca, e ritorno [anche questa iniziativa è gratuita].
L’antica mulattiera pare abbia preso il nome dall’abitudine [diffusa fino alla prima metà del Novecento] delle genti più povere di percorrerlo alla ricerca di bràgguel, fascine o sterpi di legna da usare per il fuoco.
Utilizzato storicamente come sentiero spirituale di pellegrinaggio, il percorso è stato allargato e reso carrabile onde consentire il trasporto di munizioni e cannoni durante la Grande Guerra.
Secondo Alberto Menarini [studioso di dialetto bolognese], inoltre, andèr za pr i Brègguel era la passeggiata, romantica e solitaria ideale per i fidanzati desiderosi di solitudine, per cui la frase sottendeva “andare ad amoreggiare”.
Oggi è classificato come sentiero C.A.I. moderatamente impegnativo: è lungo circa 1,7 chilometri e, partendo dalla Chiesa di San Martino e inerpicandosi fra i boschi lungo i fianchi di Monte Castello, offre panorami suggestivi su Casalecchio e sulle colline circostanti.
Ecco quindi due possibilità per trascorrere una Pasquetta originale a San Luca tra storia, tradizione e natura.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

Un commento

  1. Alessandro

    Bellissima iniziativa. Un modo per salvaguardare una tradizione tutta Bolognese. Ci sarò. Bravi

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