Pasqua nelle Terre di Piero

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Pasqua nelle Terre di Piero


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Ripercorrere i passi di un artista simbolo del Rinascimento italiano, Piero della Francesca, che fu umanista e intellettuale, maestro di luce, simboli e prospettiva. Farlo come pretesto per riscoprire e riappropriarsi della bellezza dell’Italia Centrale, ripercorrendone le tappe della produzione artistica attraverso i paesaggi mozzafiato di pievi isolate e di antichi borghi medievali a cavallo tra Umbria, Marche, Toscana ed Emilia Romagna.

È il suggestivo invito al viaggio ne Le Terre di Piero, che per le festività pasquali mette in campo un’ampia offerta di aperture museali nelle regioni che ospitarono il maestro, rendendo l’arte motore di una più vasta esperienza fatta di territorio, storia, tradizioni e cultura.

Un viaggio che idealmente comincia da Sansepolcro, dove proprio nei giorni di Pasqua e Rinascita il Museo Civico intitolato a Piero della Francesca vede nuova luce una delle opere simbolo del maestro: La Resurrezione. “L’opera più bella al mondo”, secondo Aldous Huxley, è stata restituita al pubblico lo scorso 25 Marzo al termine di un lungo lavoro di restauro, ad opera dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze in collaborazione con la Soprintendenza di Arezzo. Realizzata tra il 1450 e il 1465 circa, su un muro poi tagliato e spostato nel Palazzo del Governo di Sansepolcro, l’opera sarà visibile nel giorno di Pasqua e Pasquetta (ore 10-13 e 14.30 -18).

  • Resurrezione – Sansepolcro

  • Madonna del Parto – Monterchi

  • Maddalena – Arezzo

  • Flagellazione di Cristo – Urbino

  • Sigismondo Pandolfo Malatesta – Rimini

  • Polittico di Sant’Antonio – Perugia

  • Leggenda della Vera Croce – Arezzo

Rinascita non è solo riscoperta, ma anche rinnovamento. Così da Sansepolcro a Monterchi il passo è breve. Qui la Madonna del Parto ha festeggiato solo qualche settimana fa il nuovo allestimento espositivo che ha reso più accogliente e funzionale il luogo che accoglie il capolavoro di Piero della Francesca, ammirabile l’1 e il 2 aprile dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19.

Restando in provincia di Arezzo, ripercorrere i passi di Piero è pretesto per riscoprire la splendida Cattedrale dei Santi Pietro e Donato. Il duomo del capoluogo toscano ospita la Maddalena del maestro, ammirabile nel giorno di Pasqua fino alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 nel lunedì dell’Angelo. Chi volesse indugiare ad Arezzo non può perdersi il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, dipinti da Piero della Francesca tra il 1452 ed il 1466 e visitabili dalle 13 alle 17.40 a Pasqua e dalle 9 alle 18.30 nel giorno di Pasquetta.

Chi decidesse di spendere le proprie ore di festa a cavallo tra Umbria e Marche può invece mettersi sulle tracce di Piero a Perugia e Urbino. Nel capoluogo umbro la Galleria Nazionale, aperta dalle 8.30 alle 18.30 l’1 aprile e dalle 12 alle 19.30 il giorno successivo, ospita il Polittico di Sant’Antonio dipinto tra il 1460 e il 1470, mentre nel cuore delle Marche la Galleria Nazionale aperta il primo aprile dalle 8.30 alle 18.30 offre ai suoi visitatori la vista della splendida Flagellazione di Cristo del 1470.

Tappa obbligatoria e ideale meta finale del viaggio pasquale alla riscoperta del pittore, non poteva che essere Rimini, che fino al 3 giugno celebrerà il suo rinascimento con percorsi guidati sulle orme di Piero della Francesca e di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. In Romagna, il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti per il signore di Rimini ed espressione della rinascita della cultura classica è edificio simbolo del Rinascimento. Nella chiesa – aperta la domenica di Pasqua (9-12 e 15.30-18.30) e il lunedi di Pasquetta (8.30-12.00 e 15.30-18.30) si ammirerà il ritratto a figura intera di Sigismondo Pandolfo Malatesta, realizzato ad affresco dal maestro della pittura prospettica nel 1451. Rimanendo in riva all’Adriatico è possibile vistare i Musei Comunali che rimarranno aperti al pubblico dalle 10 alle 19 del 1 aprile e dalle 19 alle 20 del giorno successivo .

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