Pasqua, Pasquetta e le gite fuori porta: cresce il turismo ecologico

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Pasqua, Pasquetta e le gite fuori porta: cresce il turismo ecologico


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La Primavera, che con l’ora legale allunga pian piano le nostre giornate, è finalmente arrivata; il sole fa capolino e riscalda i pomeriggi mentre la natura si risveglia lentamente. La primavera è di fatto la stagione migliore per concedersi una vacanza ecologica e uscire dal letargo invernale.

Va forte l’eco-turismo. Non impegnativo per il portafoglio e rigenerante psicofisicamente. Ma rispolveriamo un filino di sano bon-ton tra le fresche frasche. Il pic-nic fuori porta, con famigliole o gruppi di amici stipati con ombrelloni e teglie di lasagne nei lembi verdi disponibili, spesso al bordo delle provinciali, pare sia out. Anche i giovani, in genere meno attenti alla forma, preferiscono il relax nel green, ma gustando le tipicità locali seduti a tavola, in strutture organizzate ( e abbordabili economicamente) anche per i pranzi di Pasqua e Pasquetta. Con rapporto 1 italiano su 4.

E uno dei motivi che amplifica la scelta di vacanze, vacanzine, week end, toccate e fughe in campagna dipende, oltre che dalla buona tavola, dall’offerta ricreativa, sempre più accattivante: si spazia da equitazione, tiro con l’arco, trekking ad attività culturali, in quasi la metà non mancano per fare degli esempi la visita di percorsi archeologici o naturalistici.
Va poi precisato che l’Italia è l’unico Paese al mondo a poter offrire una enorme varietà di percorsi turistici legati all’enogastronomia, con 142 strade dei vini e dei sapori. E sono aperte al pubblico le vendite dirette dal produttore al consumatore, per acquistare prodotti enogastronomici : 63 mila frantoi, cantine, malghe e cascine ma anche centinaia di mercati degli agricoltori

L’Emilia Romagna in particolare offre ben 15 strade dei vini e dei sapori. Le strade possono essere così vissute come un’esperienza ricca di suggestioni nella quale il gusto di un prodotto è impreziosito dalla cornice del paesaggio e la contemplazione di luoghi artistici ci accompagna nella ricerca dei nostri capolavori gastronomici: il parmigiano reggiano, i formaggi di fossa, il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, l’olio di Brisighella, l’aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio, le anguille di Comacchio, le pesche e nettarine di Romagna, i grandi vini che nascono dalle nostre colline, da Rimini a Piacenza.

Viaggiare su una strada dei Vini e dei Sapori è anche viaggiare nel tempo, scoprire l’eredità che ci ha lasciato, rivedere i colori delle stagioni, sentirne i profumi, ascoltare la gente, assaporare la quiete degli spazi aperti.

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2 commenti

  1. angela amendola

    vorrei partecipare. pf mi contattate? 3404111055 grazie angela amendola, roma

    1. Elisa Mazzini

      Gentile Angela,
      questo post come avrai visto è di due anni fa
      ma le Strade dei Vini e dei Sapori non vanno da nessuna parte,
      quindi se vuoi altre informazioni scrivi a turismoemiliaromagna@gmail.com

      A presto,
      Elisa, staff TER

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