[Parlami di tER #127] Uno shortbreak a Parma

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[Parlami di tER #127] Uno shortbreak a Parma


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Prima di accompagnarvi in un viaggio virtuale a Parma, giusto per entrare in atmosfera, vi propongo una selezione di brani dal più grande compositore del luogo, Giuseppe Verdi.

Parma mixtape from budget.t on 8tracks Radio.

Sono arrivato a Parma in un giorno torrido di Luglio
Nessuna persona di buon senso potrebbe mai raccomandarvi di visitare Parma in questa stagione. Le temperature erano intorno ai 35°. Ma per quanto mi riguarda non soffro il caldo.

Anzi, dimentichiamoci proprio del caldo. Stranamente in molte guide di viaggio Parma non occupa un posto di rilievo. Ed è probabilmente per questo che non ho trovato turisti durante la mia visita, neppure nei punti più notevoli della città. Sì, è vero che le manca l’allure delle tre grandi Venezia, Firenze e Roma, ma nondimeno Parma costituisce una sorta di microcosmo dentro il quale si ritrova tutto ciò che rende bella l’Italia e merita senz’altro una gita di un giorno.

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Come si presenta Parma? E’ una città piena di colori. Ha una storia millenaria [è stata fondata oltre 2000 anni fa], spunti architettonici e culturali di assoluto rilievo, un patrimonio gastronomico incredibile, bei giardini, piazze medievali, shopping di qualità. Il tutto entro uno spazio relativamente circoscritto, tranquillamente esplorabile a piedi. Che cosa si potrebbe desiderare di meglio?

Nota di colore. E’ la città dove il Tricolore, la bandiera italiana, è stata usata per la prima volta.

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Pochi passi separano la stazione ferroviaria dal centro storico di Parma. Ci entro da Palazzo della Pilotta, una costruzione monumentale, in tutto e per tutto simile ad una fortezza. La struttura è stata pesantemente bombardata dagli Alleati durante la II Guerra mondiale, ma mantiene lo stesso la sua grandeur ed imponenza.

Io per me ho passato una buona mezz’ora a passeggiare sotto le sue splendide arcate.

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Il nome del Palazzo deriva probabilmente dal gioco di origine spagnola denominato Pelota. Non c’era nessuno che lo stesse praticando il giorno che sono arrivato, ma in compenso c’era uno strepitoso suonatore d’organo sistemato sotto una delle arcate. Mi sono messo distrattamente ad osservare le persone che passavano mentre in sottofondo scorrevano la melodia malinconica dello strumento, il tubare dei piccioni e l’eco sottile dei passi dei pedoni.

Costruito dalla famiglia dei Farnese, che ha governato a lungo la città, il Palazzo ospita oggi due veri e propri tesori- il museo d’arte, la Galleria Nazionale e il bel Teatro Farnese situato lungo il percorso che conduce alla Galleria.

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Il teatro fu edificato per celebrare il passaggio a Parma di Cosimo II de’ Medici, il quale era diretto a Milano per visitare la tomba di San Carlo Borromeo.

Dalla data della sua costruzione [eravamo nel 1618] il teatro è stato impiegato soltanto in nove occasioni, soprattutto per celebrare matrimoni regali o visite di stato particolarmente importanti.  E dal 1732, data del suo ultimo impiego, lo spazio è rimasto a lungo abbandonato a se stesso. Nondimeno, ha continuato a ricevere le visite di famosi dignitari, fra gli altri lo stesso Charles Dickens, il quale ne ha annotato le cattive condizioni nel suo libro “Impressioni dall’Italia”. I bombardamenti alleati del Maggio 1944 ne hanno fatto crollare la struttura, già fatiscente. Ma il tutto è stato ricostruito, in maniera pienamente rispettosa del disegno originario, nel 1956. Resta un posto davvero bello, che vale la pena visitare.

Incoronazione della Vergine, Correggio

Incoronazione della Vergine, Correggio

Consiglio anche di visitare la Galleria Nazionale, che ospita alcuni dei più importanti tesori artistici della città- con dipinti di pittori locali come il Parmigianino ed il Correggio ma anche Fra Angelico, Canaletto e El Greco.

Dritta del giorno. Il biglietto combinato per le due attrazioni costa 6€. Tuttavia, se entrate dopo le tre del pomeriggio, l’ingresso viene a costare 3€ , davvero ragionevole.

La mia fermata successiva è la Cattedrale di Parma [ingresso gratuito]. Questa chiesa dell’XI Sec. è tra i i siti religiosi più belli che i miei occhi abbiano mai visto in Europa.

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Le pareti della cattedrale sono decorate con scene dalla Bibbia. La cupola è ornata dall’affresco Cinquecentesco del Correggio intitolato “L’Assunzione”. Raffigura Maria che ascende verso il Paradiso con grande semplicità, con un velo a cingerle le ginocchia.

La fermata successiva? Ho bisogno di mangiare.

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Nell’andare a caccia di cibo, ho la possibilità anche di dare un’occhiata alle belle vie del centro storico, osservandone le pareti in diverse e gioiose tonalità di giallo.

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Si tratta di una città piena di colori.

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Anche la fermata in un negozio di alimentari qualsiasi, anche l’osservazione di frutta e verdura e del modo in cui sono presentati rende l’idea del tutto…la vita in Italia è un’altra forma d’arte.

Faccio una breve fermata presso il punto informativo locale, a chiedere informazioni su dove mangiare. Mi indirizzano verso la vicina Strada Farini, i cui vivaci ristoranti e bar rendono il posto ideale per un pranzo, una cena o anche soltanto per un drink.

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A questo punto trovo un’Enoteca storica formidabile: l’Enoteca Fontana.

Le enoteche, per chi non le conosce, sono botteghe che vendono vino locale o regionale, servendo vino e snack.

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E’ un posto curioso, affollato di locals. E’ sempre un buon segno. Presenta una bella selezione di vini locali e panini gustosi. Ho assaggiato un ottimo panino al Crudo di Parma [3€] accompagnato da un bicchiere di Malvasia Dolce [1,20€].

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Fortificato dall’ottimo pranzo mi sono avviato alla tappa successiva, il Battistero, una bella struttura ottagonale in marmo Veronese bianco e rosa, costruito in stile Romanico da Benedetto Antelami nel 1196.

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Uno dei punti di maggiore interesse della struttura è la splendida cupola ornata di santi ed angeli. All’interno, le pareti sono decorati con scene dalla vita di Cristo. L’unico aspetto negativo è il biglietto di ingresso, che ammonta a ben 6€.

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Un’altra meraviglia senza pari è la maestosa Piazza Garibaldi. Dietro la statua dell’Eroe dei Due Mondi, il Palazzo del Governatore torreggia di fronte a me. La facciata data dal 1760.

Attraverso il Ponte Dattaro.

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Mi fermo dinanzi a questa bella chiesa, sopra la quale sta scolpita l’iscrizione: ‘Et verbum caro factum est’ che si traduce come E il verbo si fece carne. Si tratta di un passaggio di una preghiera cattolica intitolata Angelus [che si recita la mattina, a mezzogiorno e la sera per commemorare l’incarnazione di Cristo] e appare anche nel Vangelo di Giovanni al versetto 1:14 di Giovanni.

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Riattraverso il ponte Dattaro, che corre sopra il letto prosciugato del torrente Parma. Si tratta di un piccolo corso d’acqua, che d’estate si secca completamente come il Prosciutto caratteristico della zona.

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Di ritorno nel centro storico mi affaccio alla Chiesa di San Giovanni Evangelista [ingresso gratuito]. Passando la facciata del XISec., all’interno troviamo una serie di splendidi affreschi del Correggio.

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Trovo incantevoli le facciate delle botteghe parmigiane. La facciata di questo negozio/ristorante, per esempio, potrebbe ben figurare per le vie di Parigi.

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 Mi è piaciuto molto anche il palazzo delle Poste.

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 La mia curiosità mi porta quindi al Museo dei burattini- Il Castello dei Burani. Ci sono i personaggi  di show  popolari come l’Opera House del Gruppo 80. Gli amici italiani riconoscono queste facce?

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 Finisco la mia visita presso il bellissimo Teatro Regio [ubicato in Via Garibaldi 16a], dove sono sono stati suonati diversi dei lavori del Maestro Verdi.

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Se come me non siete così fortunati da arrivare nella data di un’opera al Regio, vi suggerisco di prenotare una delle visite guidate del Teatro [giovedì e sabato, dalle 10 all’1 e dalle 3 alle 6]. La visita è in italiano, per cui è opportuno portare con sé la guida cartacea. Oppure viaggiate con l’immaginazione e pensate a come può essere stato ai tempi di Verdi.

Indicazioni

E’ possibile raggiungere Parma direttamente da Londra- Stansted con Ryanair. O diversamente è possibile volare su Bologna. E da Bologna muovere verso Parma con un treno regionale. La tratta costa €6 e si impiega circa un’ora.

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Il mio più sentito ringraziamento allo staff dell’APT Regionale dell’Emilia- Romagna per aver reso possibile BlogVille. Grazie anche ai colleghi del network iAmbassador per la passione e la cura dedicata a questo progetto. E grazie a tutti gli amici che hanno condiviso questa esperienza con me. Potete leggere tutte le storie del progetto BlogVille qui. E se credete date un’occhiata anche la mia guida 48 ore a Bologna.

Kash Bhattacharya è un viaggiatore appassionato di lowcost: ha girato i quattro angoli del pianeta a basso costo per oltre 4 anni, scrivendo le sue esperienze su BudgetTraveller. Nelle sue peregrinazioni è stato ospite di BlogVille nel 2012 e nel 2013. La storia tradotta qui sopra è stata pubblicata in lingua originale a questo indirizzo

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