[Parlami di tER #120] Con gli occhi (e con il cuore) degli altri

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[Parlami di tER #120] Con gli occhi (e con il cuore) degli altri


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi
(Marcel Proust)

Parlare del territorio in cui si è nati e in cui si vive può sembrare semplice, ma non lo è.

Per troppo amore si può correre il rischio di esaltarne i tratti piacevoli e caratteristici rifugiandosi (o cadendo) magari in comodi stereotipi: in Emilia si mangia bene dappertutto, i bolognesi hanno quella “esse” che li rende simpatici, sono tutti socievoli e così via. Oppure, all’opposto, si rischia di dare per ovvie e scontate certe piccole e grandi cose che invece lo rendono particolare, o addirittura di esaltarne i lati meno positivi.

A volte quindi per descrivere e per capire il proprio territorio è necessario un distacco emotivo, e utilizzare gli occhi di chi vede quel territorio per la prima volta.

Chi meglio di sette simpatici francesi, “costretti” a convivere quotidianamente con amici italiani, ci può raccontare qualcosa sul nostro territorio?
Non è un esperimento sociologico, e neppure il “format” di uno dei tanti reality show delle nostre tv, ma è lo spirito dell’interessante progetto europeo Grundtvig Senior “Giardini e paesaggi dei saperi condivisi”, realizzato dal Coordinamento provinciale ANCeSCAO di Bologna in collaborazione con “J Comme”, l’associazione francese di cui fanno parte i nostri “nuovi occhi”.

Laboratorio di costruzione di burattini con Vittorio Zanella a Budrio

Laboratorio di costruzione di burattini con Vittorio Zanella a Budrio

I “magnifici sette” sono Micheal B., Francoise, Gerard, Marlene, Andrè, Claudine e Micheal, i quali, dal 7 al 27 Ottobre, hanno soggiornato a Zola Predosa, tra le colline ad ovest di Bologna, Città del Vino e Capitale mondiale della Mortadella.

Il soggiorno ha dato la possibilità ai nostri amici di immergersi totalmente nella realtà emiliana e scoprire le numerose “anime” presenti in questa terra.
Tutti i giorni il ricco programma, che aveva come filo conduttore la natura e l’arte, prevedeva visite guidate, escursioni e laboratori finalizzati all’apprendimento e alla scoperta del territorio.

Ho trascorso con loro alcune serate, e durante l’ultima sera ho avuto il privilegio di ascoltare le loro impressioni in quello che loro hanno chiamato il bilan (bilancio dell’esperienza), che si è svolto mentre eravamo comodamente seduti a tavola tra buon cibo e vino dei Colli Bolognesi, tranne che per l’aperitivo dove per via del gemellaggio – anche enogastronomico – hanno proposto un vino dolce della regione di Quercy.

Parte del gruppo all'area museale di Cà la Ghironda di Zola Predosa

Parte del gruppo all’area museale di Cà la Ghironda di Zola Predosa

Diamo quindi la parola ai nostri “nuovi occhi”:

Michel B.: “Grazie a questo progetto ho scoperto la realtà dei centri socioculturali di Bologna e provincia, luoghi che non esistono nella nostra zona e in cui c’è un forte fermento di attività culturali. Qui a Bologna ho poi incontrato amici che porterò sempre nel cuore per gli anni a venire, e ho conosciuto realtà interessanti come quella delle mondine di Nonantola”.

Francoise, è la moglie di Micheal e durante il soggiorno ha esposto le proprio opere pittoriche nella galleria dell’area museale di Cà la Ghironda a Zola Predosa: “In queste settimane vivendo insieme abbiamo capito davvero la vostra cultura e il vostro stile di vita. Ho apprezzato molto la qualità dell’accoglienza, camminare sotto i portici di Bologna e la musicalità della lingua italiana”.

Gerard: “Abbiamo visto tutto ciò che volevamo. Tutte le cose che abbiamo fatto sono state speciali e tanto diverse tra loro che è difficile confrontarle e scegliere le migliori. Mi è piaciuto soprattutto incontrare nuove persone interessanti e con le quali ho passato bei momenti; penso all’incontro con Vittorio Zanella con il quale abbiamo realizzato i burattini e con Alessandra Stivani con cui abbiamo fatto il laboratorio di creta. Ricorderò sempre la visita a Sasso Marconi, e le toccanti storie di Monte Sole e del Giardino degli Angeli di Castel San Pietro Terme”.

Claudine: “Mi ha colpito la ricchezza e la varietà del patrimonio artistico e architettonico; in particolare sono rimasta ammirata dal pittoresco borgo medievale di Monteveglio, con la sua splendida Abbazia e il parco circostante. Porterò sempre nel mio cuore la convivialità degli amici italiani e la qualità dell’accoglienza”.

Andrè: “In questo periodo ho capito la diversità tra la vita di città e la vita di campagna, e ho avuto conferma dei motivi che mi hanno spinto ad andare a vivere in campagna. Ricorderò per sempre le tante cose che abbiamo visto, in particolare la passeggiata ai Sassi di Roccamalatina, i caratteristici muri dipinti di Dozza Imolese, ma anche i vini della zona che abbiamo bevuto, soprattutto il Pignoletto”.

Marlene: “In queste tre settimane ho ricevuto veramente tanto grazie all’entusiasmo e la generosità dei nostri amici italiani che ci hanno fatto vivere bellissime esperienze. In particolare ho apprezzato molto la giornata che abbiamo passato a Nonantola dove abbiamo ammirato la splendida abbazia”.

Michel: “Ho apprezzato particolarmente la natura dei luoghi: la bellezza del giardino botanico di Levizzano, ma anche l’idea e il funzionamento della partecipanza agraria di Nonantola, il sapore della pasta e fagioli e delle verdure del territorio e il Pignoletto che ho bevuto in agriturismo. Ho amato molto la visita al Museo della Città di Bologna e quando siamo usciti, girando l’angolo, ci siamo trovati nella bella piazza con le “sette chiese” di Santo Stefano, un luogo magico”.

Questo vedono i nostri nuovi occhi, questo è che ricorderà la loro la mente e che custodirà il loro cuore.

Ascoltare le loro impressioni mi ha confermato come più persone pur guardando le stesse cose ne colgano e ne apprezzino dettagli ed elementi anche molto diversi tra di loro, a testimonianza di un territorio estremamente ricco e attraente ma nel quale al centro ci sono sempre le persone che lo abitano, con la loro voglia di fare, di esserci e di accogliere chi si trova a passare da queste parti.

Il gruppo con me in visita alla settecentesca Villa Edvige Garagnani a Zola Predosa, sede dell'Ufficio IAT e del nuovo "Punto del Gusto"

Il gruppo con me in visita alla settecentesca Villa Edvige Garagnani a Zola Predosa, sede dell’Ufficio IAT e del nuovo “Punto del Gusto”

Grazie a les amis per aver descritto il territorio e per avermi fatto capire quanto a volte sarebbe bello, anche solo per un giorno, dotarsi di nuovi occhi ed essere turista a casa propria, e magari meravigliarsi ancora per uno scorcio, ad un paesaggio o davanti ad un piatto cucinato ancora secondo un’antica ricetta.

Per saperne di più sull’esperienza e sul progetto è possibile visitare il blog grundtvig-quercy-bologna.eu.

Andrea Scagliarini, bolognese, è operatore dell’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica “Colli Bolognesi” e da Marzo 2011 è “papà” della voce “Mortadella” su Wikipedia grazie al progetto “Adotta una parola”. E’ appassionato della buona tavola e delle piccole e grandi storie del territorio…e di tutte le tecnologie e i media per raccontarle.

Facebook: Iat Colli Bolognesi
Twitter: @iatcollibologna

Autore:

2 commenti

  1. Antonietta Silvi

    Sempre un bel ricordo di una grande esperienza.

  2. Antonietta Silvi

    Sempre un bel ricordo di una magnifica esperienza.

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