[ParlamiditER #115] Modena: peregrinazioni e aceto balsamico

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[ParlamiditER #115] Modena: peregrinazioni e aceto balsamico


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

È il momento di riprendere il racconto del mio soggiorno in Emilia-Romagna, in Italia. Dopo le mie avventure sugli Appennini, eccomi partita alla scoperta di Modena (sì, la città del famoso aceto balsamico… e ho tutta l’intenzione di parlarvene per bene!).

Passeggiando per Modena
Arrivo in treno da Bologna, e vado subito alla ricerca dell’Ufficio Turismo per una mappa e per sapere se riesco a visitare un’acetaia. Sono fortunata, riesco a prendere un appuntamento per  le 15, il che mi dà il tempo di godermi prima un po’ della città. Se volete fare la stessa cosa, vi consiglio comunque di telefonare un paio di giorni in anticipo, per sicurezza: le visite si effettuano solo su appuntamento.

Modene_Piazza-GrandeVado prima di tutto in Piazza Grande, dove sono situati il Duomo e la Torre della Ghirlandina (la torre campanaria del Duomo). Tutti e tre sono classificati come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Di fronte alla cattedrale, fanno la guardia delle grandi statue…

Modene_Cathedrale_StatuePoi, mi dirigo verso il Mercato Albinelli. È un mercato coperto che ospita diversi banchi molto appetitosi: salumeria italiana, pasta fresca e ravioli, formaggi, frutta e verdura … e ovviamente, aceto balsamico. È una tentazione! Riparto con un po’ di prosciutto crudo di Parma e dei pomodorini da mangiucchiare mentre continuo il mio cammino.

Modene_Mercato-Albinelli_Charcuterie

Modene_Mercato-Albinelli (1)Continuo a passeggiare tranquillamente per le strade (non si può mangiare e tenere una cartina in mano, giusto?) quando un anziano mi ferma, pensando che mi sia persa. Mi chiede cosa cerco e non capisce che mi sto aggirando senza una meta precisa. Mi consiglia di andare in Piazza Grande e di visitare il Museo Ferrari. Mi dice che a parte questo, non c’è nulla! Pazienza, non sono una grande fan di auto sportive e così preferisco l’opzione passeggiata senza meta per le strade della città! Modena è abbastanza deserta (comunque, è l’ora del pisolino) ma è davvero carina… non rimpiangerò la mia scelta!

Modene_Rue

Modene_Facade-fleurie

Modene_Facades-colorees

Modene_Eglise-San-Barnaba

Modene_Arcades-peintesÈ ora di recarmi alla fabbrica di aceto balsamico! L’impiegato dell’Ufficio del Turismo mi ha consigliato di prendere l’autobus e chiedere al conducente a quale fermata scendere. Inutile da dire, era una cattiva idea. L’autista mi consiglia di scendere in un posto abbastanza sperduto (sembra sapere che quella non fosse la fermata giusta, ma ovviamente se ne frega). Così cerco di chiedere la strada presso l’unico posto con qualche anima viva che vedo; un bar che sembra essere la sede di tutti i giocatori di carte della terza età nella zona. Comincia un lungo dialogo tra sordi: loro non parlano né francese, né inglese, il mio italiano è molto più che limitato e sembrerebbe che ci sia un bel dibattito sulla localizzazione della strada (ci sarebbe un altro posto che ha un nome simile, da quello che ho capito!).

Dopo 10 minuti di dibattito. nel corso del quale i vari tavoli si confrontano, la conclusione è una sola: il luogo che cerco non è assolutamente da queste parti, bisogna riprendere l’autobus ( ma in quale senso?).

Mi ritrovo in una sorta di parcheggio cercando di capire quando e dove sarà il prossimo autobus nella direzione giusta , quando un gentile signore italiano viene in mio aiuto: può portarmi in macchina , il navigatore ci dirà dove si trova questa strada! Vittoria!

Viaggio nel cuore della produzione di Aceto balsamico di Modena

In 10 minuti di auto (non era proprio vicino), eccoci alla fabbrica di aceto balsamico Acetaia Marisa Barbieri.

Vengo accolta dalla proprietaria, la signora Barbieri (86 anni!), Che mi racconta la sua passione per la produzione dell'”Oro nero di Modena”. È stata la prima donna a diventare un “Maestro-assaggiatore di Aceto balsamico!” Ha sottolineato l’importanza del clima, ideale a Modena: deve essere molto caldo in estate e molto freddo in inverno (così si interrompe la fermentazione) perché l’ aceto balsamico sia perfetto. Ed ecco anche perché, l’aceto sta in soffitta…

Marisa_BarbieriPoi, visito la cantina con suo genero. L’aceto balsamico viene immagazzinato in batterie di barili, tra botti di diverse dimensioni realizzati in varie essenze di legno (dal più grande al più piccolo: quercia, castagno, ciliegio, frassino, gelso). Il mosto cotto viene prima versato nella botte grande e quindi trasferito anno dopo anno nella botte della dimensione più piccola… L’aceto balsamico invecchierà bene e per degli anni: dai 12 ai 25 anni per l’aceto “Extra Vecchio”.

Futs_vinaigre_balsamique_modeneAssaggio diversi tipi di aceto di età diverse: più invecchia, più è denso e dolce (sto semplificando, credo che la realtà sia più complessa per un Maestro Assaggiatore di aceto!). Una prelibatezza che non ha nulla a che fare con l’aceto balsamico supermercato, falsamente chiamato tradizionale… Le “cuvée” del vero aceto balsamico vengono sottoposte ogni anno al voto di una giuria, che le assaggerà a occhi bendati e gli assegnerà una votazione secondo diversi criteri. Ecco la scheda di valutazione:

Fiche_notation_vinaigre_balsamique_modeneSe l’aceto supera questo esame, viene imbottigliato nella bottiglia tradizionale. In caso contrario, verrà restituito. Questa è una cosa da tenere a mente per riconoscere il “vero” aceto balsamico dal falso: la bottiglia deve sempre avere questa forma qui! L’etichetta, tuttavia, varia a seconda del produttore.

Bouteille_vinaigre_balsamique_modeneUna piccola bottiglia di aceto balsamico nella mia borsa ed eccomi ripartita a cercare l’autobus. Trovo facilmente la fermata, ma improvvisamente mi rendo conto che ho dimenticato la mia macchina fotografica… Dietro-front! Quando torno a casa, la signora Barbieri sta accogliendo dei nuovi visitatori inglesi, ma suo genero è andato  via e lei non parla solo italiano e francese. Così eccomi nominata interprete ufficiale!

Saliamo in soffitta, dove mi sono trovata a fare da guida per il tour dei tre turisti inglesi: un grande momento! Fortunatamente, i ricordi sono ancora freschi, penso di avergli raccontato le cose in maniera corretta. Bene, e visto che sono qui, ne approfitto per assaggiare di nuovo un po’ di aceto…

Acetaia_Marisa_BarbieriRiparto con una mini-bottiglia in più, regalo della signora Barbieri in segno di gratitudine per il mio aiuto: è stata molto carina! Poi salgo sull’autobus e mi rendo conto che potevo arrivarci a piedi dal centro, poiché il luogo non era affatto lontano (circa 20 minuti a piedi). L’autista mi aveva veramente portato chissà dove! Se volete comunque prendere l’autobus, sappiate che è possibile prendere il numero 2 o il numero 4 e scendere alla fermata Moreali via Dei Bononcini.

 Prima di riprendere il treno per Bologna, mi concedo una pausa fresca in una gelateria che mi è stata consigliata, la Gelateria K2. Una pallina di limone e una di pompelmo rosa, davvero buono e rinfrescante!

Modene_Glace-de-la-Gelateria-K2

Lauréne è Bretone ma ha vissuto a lungo a Parigi. Le piace condividere i racconti dei suoi viaggi, siano essi vicini o lontani, lunghi o brevi. La versione originale del post qui sopra è stata pubblicata a questo indirizzo. Lauréne è stata ospite dell’edizione 2013 di Blogville

 

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