[Parlami di tER #114] Un salto indietro nel tempo in Italia

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[Parlami di tER #114] Un salto indietro nel tempo in Italia


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

pathways_1“Potresti trovarlo interessante perché magari a Los Angeles le piazze non ci sono” mi ha detto Stefano, la mia guida, mentre sorseggiavamo un cappuccino a colazione.

Ero seduta a Vignola, una cittadina nel cuore dell’Emilia- Romagna, e in un istante mi son ritrovata indietro nel tempo, al tempo in cui il centro della socialità non era il computer o uno smartphone, ma invece uno spazio aperto nel cuore della città all’interno del quale si svolgevano ogni giorno gli aperitivi, il commercio, gli scherzi tra amici e persino l’esibizione del benessere.

Per migliaia di anni è stato così, nelle città italiane piccole come in quelle grandi. Era una sorta di marchio di fabbrica impresso nella tradizione, fino a che un cambiamento epocale e a suo modo drammatico ha cambiato tutto questo.

Un salto nel passato a Vignola

Un salto nel passato a Vignola

L’Emilia- Romagna era particolarmente povera prima della Seconda Guerra mondiale e subì profonde devastazioni dal passaggio dei nazisti. Dopodiché l’economia ebbe un boom formidabile grazie alla rivoluzione industriale del dopoguerra, indotta dagli investimenti nordamericani in Italia.

Questo ha cambiato la struttura sociale con il passaggio da una cultura agricola e comune, in cui le persone scambiavano i prodotti per vivere, al modo di vita attuale, quello in cui le persone fanno per lo più lavoro d’ufficio e si guadagnano il denaro necessario per comprare beni a mercato. C’è una perdita secca di interazione umana dal momento che la transazione non si realizza più con la persona che ha materialmente prodotto il bene, ma con una catena impersonale che ha spesso le sue origini in macchinari ubicati molto lontano.

La mia guida Stefano ricorda ancora i tempi in cui i vicini si ritrovavano per preparare insieme il pane in forni comuni, portando ciascuno parte degli ingredienti e ripartendo il prodotto alla fine. Ne parla con nostalgia, mostrando una preferenza evidente per i tempi in cui il cibo era prodotto con ingredienti naturali e conteneva in sé quanto basta di fiducia sociale, in opposizione alla situazione corrente segnata da addittivi chimici ed elaborazione industriale degli alimenti.

Formaggio e carni fatti e conservati con metodi artigianali

Formaggio e carni fatti e conservati con metodi artigianali

E tuttavia l’Emilia- Romagna è tra i posti in cui sopravvivono ancora elementi di vita comunitaria. Ci sono ancora alcune comunità autonome, tipicamente nei piccoli centri, dove le persone interagiscono direttamente tra di loro e dipendono direttamente le une dalle altre.

Nelle cittadine dell’Emilia- Romagna profonda i contadini vendono formaggio fresco- prodotto secondo sistemi naturali- ai propri vicini. Gli artigiani vendono direttamente ai consumatori finali, senza passaggio per intermediari di sorta. Meccanismi di questo tipo, incardinati nella tradizione, umanizzano il cibo e gli altri prodotti e servono anche a rinsaldare le relazioni tra le persone.

Nel discorso fatto da Stefano tutti gli aspetti qui sopra hanno una connessione diretta con il cammino ed il camminare. I sentieri che stavamo per percorrere quel giorno esistono da millenni- alcuni c’erano già in epoca pre-cristiana. E ci sono ancora tracce della civilizzazione di allora lungo le strade che percorriamo oggi.

Scorci della campagna

Scorci della campagna

In questi piccoli centri è normale vedere le persone fermarsi e salutarsi a vicenda per strada. C’è una componente di apertura e amichevolezza che manca completamente in grandi megalopoli come ad esempio New York, dove le persone sono generalmente impermeabili all’interazione reciproca.

Il fatto stesso di trovarsi da queste parti e camminare su queste colline consente di tornare idealmente indietro di centinaia di anni, anche perché le cose sono tutte su piccola scala come una volta. Non ci sono poderi industriali né conglomerati e si incontrano letteralmente migliaia di sentieri che le persone di oggi usano quotidianamente proprio come lo facevano i loro antenati.

Mi sento veramente trasportata indietro nel tempo, viaggiando su queste vette dove la vita tradizionale e la modernità si incrociano.

L’altro aspetto affascinante è la grande diversità naturale e il continuo cambiamento di microclimi locali, un tratto che mi ha fatto tanto innamorare anche in Nuova Zelanda. La grande quantità di sentieri consente di scoprire al meglio tale eterogeneità. Il vero vantaggio, per me almeno, è la relativa mancanza di altri turisti. Si potrebbe camminare per giorni senza incontrare nessuno.

Purtroppo, non ho avuto modo di provarne quanti ne avrei voluti a causa delle forti piogge di quei giorni, ma  è stato comunque bellissimo fare un salto indietro nel tempo.

Grazie a Stefano e a Trekking Italia Emilia Romagna per avermi fatto da guide e a BlogVille Emilia Romagna. E’ stata una giornata che non dimenticherò facilmente. 

Dopo anni presso una banca d’investimento Kristin Addis  ha deciso di abbandonare il lavoro e la vita precedente per andare alla ricerca di luoghi meno battuti nel mondo, specialmente in Asia. E’ una sub appassionata, una studentessa di mandarino alle prime armi, una golosa di frutta esotica ma soprattutto un’amante delle avventure. Tende a non pianificare ed a lasciare accadere le cose. Il post sopra è stato originariamente pubblicato in lingua inglese sul suo blog personale. Kristin è stata tra gli ospiti dell’edizione 2013 di BlogVille

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