[Parlami di tER #113] Quella volta che son partita per l’Appennino e sono tornata vestita da puffo

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[Parlami di tER #113] Quella volta che son partita per l’Appennino e sono tornata vestita da puffo


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Vista sul Parco dei 100 LaghiIn viaggio, mi piace quando mi capitano degli imprevisti, delle avventure che magari sul momento non mi fanno necessariamente ridere, ma che poi mi lasciano quei ricordi che suscitano  grandi emozioni. Il 10 Luglio 2013 è stato uno di quei giorni. Ecco come, partita per un’escursione sugli Appennini, mi sono ritrovata a camminare sotto la pioggia vestita da Puffo con un caschetto sulla testa ….

Arrivate in Italia per una settimana nell’ambito del progetto Blogville, abbiamo deciso, io e Laurène del blog Carnet d’Escapades, di passare due giorni sugli Appennini. Laurène avrebbe fatto un’escursione a cavallo e io a piedi. E così è cominciata la nostra giornata.

Direzione Monte Matto: sembra una passeggiata tranquilla

Dopo una bella notte tranquilla al perfetto e confortevole Bed and Breakfast Il Bosco Delle Fate, prendo la direzione del rifugio Lagoni con la mia guida Diadorim, mentre Laurène prepara il suo cavallo al Ranch Stella del Bosco con Betta e Christelle, le sue due accompagnatrici. Sulla strada verso il rifugio, punto di partenza dell’escursione, io e Diadorim e parliamo del percorso che si potrebbe fare per adattarsi al mio livello. Arriveremo al Monte Matto a 1837 m (il cammino parte dai 1340m ) e poi scenderemo fino alle Capanne di Badignana per raggiungere Laurène per il pranzo. Per il seguito, vedremo, abbiamo diverse opzioni a disposizione .

L’escursione inizia nel bosco di faggi dove sono stati creati sentieri di pietra dai pastori che una volta portavano le loro greggi di pecore al pascolo. Superiamo due laghi gemelli e poi saliamo lentamente verso la cima. Una sosta per ammirare la vista panoramica sul Parco dei 100 Laghi è essenziale. Su questa roccia, mi sembra di essere sola al mondo. E poi, un tempo ideale per una giornata ideale!

Parco 100 Laghi - La vista dalla cima

Dopo questa breve pausa, usciamo dal bosco e riprendiamo il nostro cammino verso il Monte Matto. La salita è ripida, ma ne vale la pena. Una volta sulla cima, il sole è già troppo alto e la vista non è abbastanza nitida per farci intravedere La Spezia e il Mar Mediterraneo. Dopo poche decine di metri, arrivo al punto più alto del parco: alla mia sinistra vedo la Toscana e alla mia destra l’Emilia-Romagna. Non posso descrivere cosa si prova in quel momento. Ancora una volta mi sento sola al mondo, nessun altro escursionista all’orizzonte, solo la montagna, Diadorim e io. È molto rilassante. Libero la testa da tutti i pensieri e ammiro il panorama.

A passeggio in Appennino

Sono le 11:30 e dobbiamo scendere per incontrare Laurène. Abbiamo due opzioni: continuare sulla cima e raggiungere il bivacco tra i boschi o prendere un sentiero più veloce, senza troppe difficoltà. Ovviamente, preferisco passare dalle cime, ma prendendo quel cammino rischiamo di arrivare troppo tardi all’appuntamento. Scegliamo quindi di costeggiare il lago Bicchiere e attraversare la Fontana del Vescovo, una piccola pianura bucolica che ci porta alle capanne. Sono un po’ delusa, ma la mia delusione sparisce quando Diadorim mi propone di fare l’altro tragitto al contrario, dopo pranzo. Cool.

Il tempo comincia a cambiare e cade qualche goccia di pioggia. La pausa pranzo cade a fagiolo. Pochi minuti dopo il nostro arrivo, ci raggiungono anche Laurene, Christelle e Betta. Scendono da cavallo e decidano di lasciarli pascolare nel prato, senza legarli. In quel momento ho pensato che quei cavalli fossero ben addestrati. La vista è bellissima: le montagne, gli abeti e i cavalli. Cosa desiderare di più? Purtroppo, la pioggia viene a disturbare questa pausa idilliaca, ma non è niente di grave, o comunque niente che possa interferire con il resto dell’escursione.

Cavalcata in Appennino

Fino a che non perdiamo i cavalli

Ci gustiamo un po’ di meritato riposo, quando improvvisamente i cavalli iniziano a galoppare e fuggono via. Che cosa li ha fatti scappare? Non lo sappiamo. Un animale? Il temporale in lontananza? Comunque… Betta e Christelle cominciano a correr loro dietro, mentre Diadorim, Laurène e io restiamo lì, impotenti, a bocca aperta. Non c’è campo, è impossibile mettersi in contatto con chicchessia. Aspettiamo un loro possibile ritorno, ma non ci crediamo davvero. Come fare? Betta e Christelle devono essere in preda al panico alla ricerca dei cavalli e Laurène si ritrova vestita da cavallerizza in mezzo alla montagna, senza cavallo… C’è qualcosa che non va!

Sono le 14, ovvero tre quarti d’ora dopo la fuga dei cavalli, quando ci rendiamo conto che non torneranno più. Gestiamo la situazione e decidiamo che Laurène, con il suo total look da equitazione terminerà l’escursione con noi. Le do le scarpe da trekking prese in prestito da Vilma del Bed and Breakfast e metto le mie scarpe da ginnastica che avevo preso per precauzione, in caso le altre mi avessero fatto venire fuori qualche vescica. E via, si parte verso le cime tanto attese. Non vedo l’ora di riprovare la sensazione di essere sul tetto del mondo .

Ma poi scoppia il temporale…

Tutto ciò accade senza che noi consideriamo il temporale che rumoreggia in lontananza … Mentre ci troviamo nel bosco, a circa 20 minuti di cammino dalla famosa vetta, vediamo un fulmine e sentiamo un tuono abbastanza forte. Diadorim dice che non è prudente continuare. Meglio così, né io né Laurène eravamo molto tranquille all’idea . Non possiamo continuare, ma non possiamo neanche tornare indietro. Il temporale ci gira intorno, siamo obbligati a fare una pausa!

Sotto la tenda in Appennino

 

Diadorim, da guida seria, tira fuori un telo e lo sistema in modo da crearci un riparo di fortuna. Poggiamo i nostri zaini sul telo e ci sediamo sopra. Se la pioggia inizia a cadere, ci basterà semplicemente ripiegare il telo su di noi. Che bella idea, soprattutto perché dopo qualche minuto inizia a piovere, e poi a grandinare. Il temporale ci gira intorno, con dei tuoni più o meno forti. Tutto ciò non è molto rassicurante, ma cerchiamo di sopportare questo guaio con un po’ di pazienza. Il temporale continua a ruggire e la nebbia comincia a salire nel bosco. Diadorim aveva preparato un tè, e così con piacere, ci facciamo un tea time nel bosco per scaldarci un po’.

Rifugio di fortuna in Appennino

 

…E alla fine mi ritrovo vestita da Puffo

Un’ora e mezzo più tardi, mentre il temporale si allontana, Diadorim decide che è il momento di ritirarsi e di tornare indietro. È troppo tardi e piove troppo forte per godersi la passeggiata. Scendiamo al bivacco dove ci siamo fermati per la nostra pausa pranzo per aspettare un po’, ma l’orizzonte non sembra volersi schiarire. Così Diadorim si reinventa stilista delle montagne, tagliando i suoi due teli e confezionando per noi due poncho che fissiamo sul corpo con un grande nastro argentato. La classe italiana. E per concludere bene il nostro look da Puffi, o meglio per proteggerci dalla pioggia, ci mettiamo in testa i caschetti lasciati da Betta e Christelle. A questo punto riprendiamo il nostro cammino a piedi per circa 20 minuti fino al rifugio Lagoni e arriviamo a destinazione sani e salvi.

Per la cronaca, abbiamo poi appreso che i cavalli erano diretti verso casa loro e sono stati trovati a pochi chilometri dalla stalla.

Nota: la mia permanenza a Bologna ha avuto luogo nel quadro del progetto Blogville, istituito dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con iambassador

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Adeline Gressin è una globetrotter vecchio stile: ha appena completato il suo primo giro del mondo durato un anno. Il suo continente preferito è l’Asia. Vive a Parigi, ma solo di passaggio. E’ tra i fondatori dell’Associazione Les Passeurs d’Aventures. Questo post è stato originariamente pubblicato in lingua originale sul suo blog. Adeline è stata tra gli ospiti dell’edizione 2013 di BlogVille.

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