[ParlamiditER #247] Non solo POP! Opere degli Anni ’60 al MAGI’900

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[ParlamiditER #247] Non solo POP! Opere degli Anni ’60 al MAGI’900


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
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A Pieve di Cento, graziosa cittadina della pianura bolognese, c’è un museo privato nato da una passione e da una visione particolare dell’arte che il suo fondatore, Giulio Bargellini, ha sempre desiderato condividere con i visitatori.
Stiamo parlando del MAGI’900, ricavato in un vecchio silo del grano del 1933 salvato dalla demolizione che grazie alla varietà delle raccolte e all’ampiezza degli spazi, consente di affiancare esposizioni – permanenti (opere visive tra XX e XXI secolo) e temporanee – a diverse tipologie di eventi, coinvolgendo artisti, collezionisti, critici e pubblico.

La prossima esposizione temporanea è NON SOLO POP! Opere degli anni Sessanta della collezione del MAGI’900 a cura di Valeria Tassinari.
Nell’immaginario di tutti l’arte internazionale degli anni Sessanta parla di sperimentazione e reazione all’eredità del passato. Ma, se è vero che ovunque tra Stati Uniti e Europa si sono espressi nuovi modi di concepire la visione e il rapporto arte e vita, è innegabile che la cesura rispetto all’eredità del dopoguerra non fu sempre radicale e che, rispetto ai fenomeni più noti, ormai ben storicizzati anche grazie alla loro affermazione nel mercato dell’arte, ve ne furono molti altri, rimasti nell’ombra ma non meno rappresentativi di quel clima.
Se dunque da un lato si vuole porre l’accento sugli anni ’60 come fucina della sperimentazione, dall’altro si vuole anche sottolineare come – in particolare nel contesto italiano – si sovrapposero ricerche molto differenti, talvolta persino conservatrici.
Attraverso una ricognizione nella sua vasta collezione, il MAGI’900 ha deciso di rileggere e mettere  in relazione tra loro tutte le opere realizzate in quel mitico decennio, in un’esposizione a tema che esplora senza pregiudizi gli aspetti della ricerca artistica, per sottolineare la varietà dei percorsi e degli intenti che caratterizzavano il ricchissimo fermento culturale di un momento in cui gli artisti e gli intellettuali si misero al centro della società, tra esplorazioni, contraddizioni e ripensamenti.
A cinquant’anni dal ’68, considerato per antonomasia l’anno della ribellione e della provocazione ma anche del boom economico e del potere della fantasia portato nella quotidianità, questo allestimento vuole sottolineare la polifonia delle voci che, per gruppi o singolarmente, ora contribuisce a farci rileggere il fermento di quel periodo con curiosità e rinnovata attenzione.

  • Pieve di Cento, MAGI’900, Peperoni, Renato Guttuso, 1964

  • Pieve di Cento, Magi900, composizione, Renato Mambor, 1967

  • Pieve di Cento, Magi’900, Palma gialla, Gino Marotta, 1969

  • Pieve di Cento, Magi’900, Davanti dietro destra sinistra_cielo, Luciano Fabro,1968

  • Pieve di Cento, MAGI’900, La fessura, Emilio Scanavino, 1968

La mostra inaugurerà sabato 6 ottobre alle 17.00 e durante la sua apertura saranno organizzati eventi collaterali e incontri di approfondimento interdisciplinare su temi di cultura, economia e costume
Tra gli eventi da segnalare anche la visita guidata alla mostra del 13 ottobre (h. 16.30) a cura della curatrice Tassinari, organizzato con visita guidata alla mostra in occasione della giornata del contemporaneo organizzata da AMACI.
La visita guidata è gratuita ma con prenotazione obbligatoria (entro le h. 13.00 di venerdì 12 ottobre).

MAGI’900 è anche su anche su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube.

Prepara la tua visita guardando questo video di presentazione della sede della mostra:

Vi aspettiamo a Pieve di Cento dal 6 ottobre al 13 gennaio 2019!

Autore:

2 commenti

  1. Antonio Barbadoro

    Meraviglioso, un museo a tutto tondo grazie…

    1. Celestina Paglia

      Hai ragione, proprio una bella sorpresa… artistica!

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