[Parlami di tER #93] Escursioni a piedi e in bicicletta sull’Appennino modenese

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[Parlami di tER #93] Escursioni a piedi e in bicicletta sull’Appennino modenese


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto! 

Una delle cose che mi piace dell’Italia è che, per quanto sia famosa e turistica, è molto facile scoprire luoghi poco conosciuti ed esplorare posti autentici che non avresti mai pensato di visitare.

Tra le attività che volevo fare durante la mia settimana a Bologna con BlogVille, c’era qualche vera attività all’aperto. Una cosa che ho imparato è che l’Italia ha tanti ottimi percorsi per le escursioni e per le gite in bicicletta, e dopo averne fatti alcuni in Lombardia, ero pronto a provarne altri nella regione Emilia Romagna.

Ho preso il treno da Bologna fino al piccolo paese di Vignola, situato vicino a Modena. Là, io e il mio amico Peter Parkorr (@PeterParkorr) ci siamo incontrati con la nostra guida per i due giorni seguenti. La verità è che non c’è bisogno di una guida in Italia perché tutti i sentieri ufficiali per le escursioni sono ben segnati, ma lui era lì più per fornirci il contesto storico della zona e per mostrarci cose interessanti durante il cammino.

Da lì, ci siamo diretti verso gli Appennini, percorrendo un sentiero che ci ha portati attraverso chiese dell’età romana, castelli, piccoli villaggi tradizionali, e il meraviglioso Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina. Questa regione è ricca di tantissimo territorio incontaminato con sentieri che portano verso paesaggi stupendi, percorsi enogastronomici, oltre a sentieri culturali con importanti siti storici. Ne puoi vedere alcuni qui: http://www.emiliaromagnaturismo.it/it/plein-air

Abbiamo iniziato con questi ultimi e ci siamo addentrati nel territorio attraverso le straordinarie formazioni rocciose e i panorami mozzafiato. Diciamo che il clima non ha proprio collaborato, ma questo non ha ridotto la bellezza del posto e il piacere di fare un’escursione nel parco.

Parco-Sassi

Oltre agli eccezionali panorami naturalistici (come potete vedere nella foto qui sopra), le cose che più hanno catturato la mia attenzione e immaginazione sono state i posti di guardia e le case costruite nel parco. Erano stati costruiti per proteggere i piccoli villaggi della zona contro qualsiasi tipo di attacco esterno, ed è interessante che alcune di esse siano in contatto visivo tra di loro – quasi come una scena de Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re. Sì, mi hanno ricordato proprio questo. 

Tower

In ogni caso, quando sarete nel parco, andate assolutamente fino in cima alla roccia con la croce. Da lì vi godrete una delle migliori vedute del parco, comprese le tipiche formazioni rocciose.

Da lì abbiamo continuato il nostro cammino per circa 13 o 14 chilometri, passando attraverso villaggi interessanti. Alcuni sembravano completamente isolati rispetto al mondo moderno, anche visivamente, perché rappresentano scenari che potrebbero facilmente essere stati presi dal XV o XVIII secolo.

Il borgo antico di Samone

Il borgo antico di Samone

Tra essi, i miei preferiti sono stati il Borgo Antico di Samone, registrato per la prima volta in un documento del 1048, e che ancora oggi conserva le sue caratteristiche di villaggio cinto da mura; e il Castellino delle Formiche, con la sua originale torre che sembra quasi essere cresciuta da una roccia.

 Erano paesaggi veramente tranquilli e meravigliosi, circondati da nient’altro che natura e colline.

Castellino delle Formiche

Castellino delle Formiche

Qualche chilometro dopo, abbiamo concluso il nostro percorso alla Antica Locanda La Canonica. Dico sul serio, è stato uno dei miei alloggi preferiti. Con solo quattro stanze in un’antica canonica del piccolo villaggio di Montalbano di Zocca, è un posto molto romantico per stare nel cuore degli Appennini. Vi raccomando caldamente di andarci perché l’ambiente è veramente piacevole! I proprietari sono cuochi esperti, amanti del buon mangiare, del vino e della convivialità. 

Antica Locanda La Canonica

Antica Locanda La Canonica

Vi ho già detto che sono cuochi esperti? Lì ho mangiato dei deliziosi passatelli con pancetta come primo, cinghiale in umido con tigelle come secondo, e Parmigiano Reggiano di Bianca Modenese con Aceto Balsamico invecchiato 12 mesi. Era troppo buono! (Anche se non starete per la notte, andate a mangiare al loro ristorante. Adorerete il cibo tradizionale fatto da loro!)

Dopo una notte di buon riposo, il giorno seguente siamo andati in bicicletta invece di camminare. Ci siamo diretti verso Rocca di Montese, dove abbiamo visto parte della storia della zona in un museo dentro al castello (in particolare la storia legata alla Seconda Guerra Mondiale), oltre all’emozionante vista dalla cima della torre. Da lì, abbiamo preso le nostre bici, grazie a Trekking Emilia Romagna, e poi ci siamo diretti verso Zocca, lontana 21 chilometri.

 Era stupendo e per la maggior parte del giorno c’era un’arietta ottima per salire e scendere le colline della zona. Avete mai visto quelle pubblicità della Mercedes Benz che mostrano la macchina muoversi attraverso strade pittoresche su e giù per le montagne? Ecco, mi sono sentito proprio così, tranne per il fatto che stavo andando in bicicletta. Anche se mi sarebbe piaciuto avere l’opportunità di rifare lo stesso percorso con alcune moto Ducati che sfrecciano davanti a me alla velocità della luce. 

Alcuni scatti dall'escursione condivisi su Instagram

Alcuni scatti dall’escursione condivisi su Instagram

Dopo un’ora e mezza di bici abbiamo raggiunto Zocca, ma il giorno non era ancora finito. Da lì ci siamo diretti un po’ più lontano, fino all’Esploraria, un parco avventura proprio fuori Zocca, dove abbiamo passato un paio d’ore tra i percorsi a ostacoli e i passaggi sospesi tra gli alberi, collegati da teleferiche.

Forse non sono le teleferiche più lunghe che abbia mai fatto, ma erano molto diverse perché alcune di esse finivano su un albero (e non su una piattaforma), e una volta raggiunta la fine del percorso, bisognava scendere giù con una rete in stile militare. Forte vero?

Alla fine, vi chiederete, come mi sentivo dopo due giorni di passeggiate, viaggi in bicicletta, e percorsi ad ostacoli?! Questa foto vi farà capire tutto…

After-Hiking

Norbert [alias GloboTreks] è architetto per formazione e viaggiatore per vocazione. Dopo aver completato gli studi di architettura e un viaggio in Tailandia [sì la Tailandia ti può davvero cambiare la vita!] ha deciso di spingere un passo più in là la sua passione per i viaggi   esplorando pezzetti di mondo armato di zaino, ambizioni e sete di avventura. Norbert è stato ospite dell’edizione 2013 di BlogVille.
La versione in lingua originale di questo post è stata pubblicata sul blog GloboTreks.

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Un commento

  1. sirleir rocha

    tudo sobre bolongna

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