[Parlami di tER #85] Cartoline dal passato: la Milano Marittima che non c’è più

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[Parlami di tER #85] Cartoline dal passato: la Milano Marittima che non c’è più


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuta/o. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Nasce il 14 agosto 1912 da un’idea dell’artista Giuseppe Palanti, tra pini e spiagge incontaminate, quella che diventerà la terra di grandi sognatori e persone lungimiranti. La chiamavano “città giardino”, la Milano al mare, e difatti lo era… Milano Marittima nasce così e da qui parte il nostro viaggio storico e culturale, perché Milano Marittima può regalarti anche perle di storia e cultura.

Iniziamo il nostro giro turistico da un semplice pozzo artesiano che tra il 1928/29 diventò la fontana a cinque colonne comunemente conosciuta come la famosa Rotonda Primo Maggio. I turisti più attenti e adulti si ricorderanno un vaso al centro che per un certo periodo di tempo ha sostituito la storica fontana.

Rotonda 1°Maggio 2012Rotonda 1°Maggio Old

La rotonda si raggiunge dal viale Matteotti che fu voluto da Benito Mussolini nel 1937 e la cronaca di allora realizzò un filmato tuttora disponibile negli archivi dell’Istituto Luce: il “Matteotti” fino al 1946 era conosciuto da turisti e residenti come Viale Arnaldo Mussolini ed era anche la via più veloce per raggiungere la Romea che collegava Milano Marittima a Ravenna. Il “Matteotti” è stato anche il lungo rettilineo che ha visto il mitico Agostini gareggiare con i più grandi campioni del motociclismo tra il 1964 e il 1970 (nella foto il primo a sinistra è Agostini con il suo numero 2).

Moto Agostini

Percorrendo il viale verso Nord, alla III traversa, troviamo la Chiesa Stella Maris, l’unica chiesa della città presente già dagli anni 40 e che l’Architetto Carmelo Bordone trasforma nel 1959 regalandogli un aspetto più moderno. Negli anni del motociclismo a Milano Marittima, i frati, che gestiscono tuttora la parrocchia, acconsentirono ad usare la canonica come rimessa per le moto.

Chiesa Stella MarisMoto Chiesa Stella Maris

Proseguendo il cammino verso nord ammiriamo sulla nostra destra due colossi dell’architettura fascista: la colonia Varese e la colonia Montecatini.
La prima fu progettata da Mario Loreti nel 1937 e nella primavera del 39 aprì le sue porte ai bambini varesini fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, anni in cui dismise i panni di colonia turistica per diventare ospedale militare.

Colonia Varese, particolare

In quegli stessi anni, per motivi ancora non chiariti, le scalinate originali vennero abbattute per poi essere parzialmente ricostruite negli anni ’50. Oggi la Varese è completamente abbandonata e al momento non c’è nessun progetto di ristrutturazione.
La colonia Montecatini, progettata dall’Arch. Eugenio Faludi, inaugurò nel 1939 per ospitare 1500 ragazzi e 100 persone di servizio. Il grande arco dell’ingresso venne costruito per emulare quello di Adalberto Libera per l’esposizione universale di Roma del 1942, da cui nacque il quartiere Eur. Prima della guerra si poteva ammirare una torre di 55 metri che però venne abbattuta dai tedeschi in ritirata. La colonia è abbandonata dagli anni 90 ma rientra in un progetto di riqualificazione di alcune aree di Milano Marittima voluto dal Comune di Cervia.

Colonia VareseColonia Montecatini

Uscendo da Milano Marittima, percorrendo il Viale Dux, i più attenti possono scorgere tra i suoi platani una grande cupola che testimonia la presenza del dancing Woodpecker : uno dei locali più frequentati, assieme alla discoteca La Pineta, negli 60-70, un locale circondato dai suoi laghetti e dalla pineta. Negli ultimi anni l’interno della cupola è stato dipinto dall’artista di fama mondiale Blu.

Woodpecker Esterno 2012Woodpecker Blu

Questa è solamente una piccola parte dell’affascinante storia di Milano Marittima, a testimonianza che tutto quello che c’è ora è frutto di un lavoro secolare e che la famosa “movida” non è l’unico tratto distintivo della perla verde dell’Adriatico.

Il testo è a cura della redazione di Cervia e Milano Marittima [Facebook, Twitter].

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