[Parlami di tER #80] La Via Francigena nella provincia di Parma: sulle orme dei Pellegrini

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[Parlami di tER #80] La Via Francigena nella provincia di Parma: sulle orme dei Pellegrini


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuta/o. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

In epoca medioevale, l’Europa era attraversata da importanti strade, molte delle quali collegavano tra loro i luoghi più emblematici della tradizione cristiana, centri di culto e devozione che i Pellegrini raggiungevano partendo anche da molto lontano e sfidando intemperie, ostacoli naturali, sfortuna e imprevisti. Uno dei cammini più interessanti risalenti a questo periodo storico è la Via Francigena, nata per unire Roma alla Francia e alla Gran Bretagna.

Seguire la Francigena, anche solo per un tratto, significa immergersi per un po’ in un’atmosfera d’altri tempi, non avere a disposizione altro mezzo che le proprie gambe, camminare liberamente e lasciare che la mente vaghi alla ricerca di ispirazione e spiritualità, seguendo le tracce di tutti coloro che, nei secoli, hanno compiuto questi stessi passi.

Lungo alcuni percorsi, vivere questa esperienza è possibile, come sull’antico tracciato che da Fidenza raggiunge il valico appenninico della Cisa. Un territorio che nei secoli ha visto avvicendarsi popoli e civiltà e che oggi continua ad essere, come un tempo, crocevia di esperienze e suggestioni e serbatoio di opere d’arte, testimonianze dell’antico stile di vita contadino e paesaggi silenziosi della placida pianura Padana.

passo della cisa - di lapaola su flickr.jpg

I cartelli turistici segnano tutto il percorso, tra i più lunghi interamente percorribili a piedi e tra i meglio attrezzati in Italia, chiamato anche Strada di Monte Bardone (dalla località di Bardone, importante punto di sosta). I moderni pellegrini possono raggiungere con l’auto Fidenza e da lì cominciare il trekking, con la possibilità di interromperlo e continuare con i mezzi pubblici in qualsiasi punto. A Fidenza, da non perdere una visita al Duomo, tra i massimi esempi dell’architettura romanica padana, e appena fuori dalla città al Parco Regionale Fluviale dello Stirone, con l’interessante raccolta di reperti fossili. Da lì si prosegue per Coduro, S. Margherita e Borghetto, piccoli centri che mantengono intatto il fascino di un tempo, e infine Fornovo, porta di accesso agli Appennini.Dopo una sosta presso la bella Pieve di S. Maria Assunta, la strada continua lungo la valle dello Sporzana; da non perdere in questo tratto la Pieve romanica di S. Maria Assunta di Bardone e poi, successivamente, la zona dei “Salti del diavolo”, con le sue caratteristiche e suggestive guglie rocciose.

berceto - di brn71 su flickr

Arrivati a Berceto, accompagnati da ritratti di pellegrini in legno, ci si lascia alle spalle la grande abbazia con la Chiesa dedicata a S.Abondio e si cammina finalmente verso la Cisa, dove si può fare una sosta per ammirare lo splendido paesaggio presso il belvedere del santuario della Guardia. Una volta raggiunta la strada per Valbona, dalla loc. Tugo si arriva sulla statale della Cisa, poi sul sentiero CAI 733 che conduce al monte Valoria pasando per magici boschi di faggio. Dal sentiero CAI 00 si raggiunge infine il valico del Passo della Cisa, meta finale di questo intenso e affascinante pellegrinaggio.

Laura Tufari, del blog di viaggi eDreams, agenzia che offre biglietti aerei economici, pacchetti vacanza e hotel, ci fa conoscere un po’ più da vicino il tratto parmense della Via Francigena.

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