[Parlami di tER #79] Un giro particolare a Imola, Emilia Romagna

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[Parlami di tER #79] Un giro particolare a Imola, Emilia Romagna


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuta/o. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!


RIP Ayrton Senna

Da umile amante d’auto quale sono, immaginate la mia eccitazione quando sono stato invitato a fare un giro nel famoso autodromo di Enzo and Dino Ferrari  così immerso nella storia automobilistica quanto nelle meravigliose colline di Imola.

E’ un posto leggendario, con un tracciato molto tecnico, curve e staccate piuttosto complesse che puntano verso la pericolosa curva di Tamburello. La storia più famosa di questo circuito è relativa alla prematura morte del più grande pilota di tutti i tempi: Ayrton Senna, avvenuta qui, nel Maggio del 1994.

Picco di adrenalina

Dopo una breve spiegazione del tracciato e della sua storia, dall’altro della torre di controllo, ci siamo diretti ai box per controllare le gomme e le marce. L’ultima cosa che ricordo è la mia uscita dai box con l’adrelina al massimo e il cuore che mi martellava in petto. Ero seduto scomodo e il tempo che ho impiegato a sistemarmi ha permesso tutti gli altri di lasciarmi indietro a cercare di riguadagnare terreno.

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Una volta seduto comodamente, ho accelerato verso la curva di Tamburello, voltando la testa quanto bastava per notare un reliquiario dedicato a Senna, intrecciato al recinto che colpì a 200 chilometri orari. Cercando di riconcentrarmi, ho scalato una marcia e accelerato per superare la collina, sorpassando la nostra guida, Nicholas, che stava rallentando per problemi tecnici all’altezza della Variante Villneuve.

Guardando avanti, potevo scorgere Nat e Sara uscire dalla curva Tosa in cima alla collina, allora ho cercato di mettermi in una linea che mi permettesse di sorpassarli, subito prima di affacciarmi sulle Acque Minerali, un’altra curva spettacolare!

Mentre andavo, ero un tutt’uno con il mio mezzo, abbracciavo le curve intagliate nella collina. Aumentavo la velocità e le marce cercando corsie vantaggiose. Scorgo Keane, il mio prossimo bersaglio, e pianifico il sorpasso.

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Stavo arrivando a un avvallamento, il mio piano era di puntare il mostruoso tornante Rivazza a grande velocità e toccare appena i freni così da uscirne altrettanto velocemente. Subito prima della curva, Keane si innervosisce, frena troppo presto e cambia corsia.

Cogliendo l’opportunità mi sono spinto verso di lui, non lasciandomi il tempo di frenare, e verso l’interno della curva. Quindi raggiungo il vertice di essa come meglio riesco, incalzo, e ne esco ancora più veloce.

Asgeir si era trovato a condurre la gara molto presto quindi verso la fine aveva pensato che i giochi fossero fatti. Vedendo a che velocità mi stavo avvicinando, ha premuto l’acceleratore  e tagliato il traguardo a poca distanza da me.

Biciclette e Pedoni

E’ stato un gran finale e ci siamo avviati verso il recinto scherzando tra di noi e ancora eccitati per la gara. E’ stato un grande onore poter correre nell’autodromo di Enzo e Dino Ferrari in una giornata così tiepida e soleggiata..”bellisimmo”!

La prossima volta spero che ci diano delle macchine, invece delle biciclette, così potrò mostrare loro cosa sono capace di fare!

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A volte, infatti, l’autodromo è aperto alle bici e ai pedoni. Visitate l’Emilia Romagna e fatelo voi stessi. E’ fantastico!

* Comunicazione:  Noi siamo ospiti di Blogville Emilia-Romagna, per maggiori informazioni visitate il loro sito Internet. Come sempre, le opinioni in questo post sono personali.

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Ciao, noi siamo Tim ( uno chef) & Nat (un fotografo). Vorremmo ringraziarvi per aver trovato il tempo di leggere le nostre storie. Speriamo che vi inspirino a viaggiare e cucinare di più. Se volete contattarci, ci trovate su Facebook o Twitter o email (info@acooknotmad.com).

Il post originale lo trovate qui

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