[Parlami di tER #75] Se Dante Alighieri avesse avuto la mountain-bike…

 | 

[Parlami di tER #75] Se Dante Alighieri avesse avuto la mountain-bike…


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
PS: Se vuoi raccontare l’Emilia- Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuta/o. Basta una mail a  <turismoemiliaromagna[at]gmail.com> o un commento qui sotto!

Suono di ruote libere

Altro che versi poetici e odi ai sempreverdi della pineta di Classe! Se Dante Alighieri avesse avuto la mountain-bike sono sicura che avrebbe abbandonato carta e piuma per addentrarsi in pineta, saltando come me in sella alla fedele compagna di tante avventure, sulle quelle due ruote silenziose ma robuste.

La Pineta tra Ravenna, Classe e Cervia è una sorta di bosco incantato, dove alberi centenari e una fauna variegata avvolgono chi vi entra come in un verdeggiante e fiabesco abbraccio. Non è insolito poter osservare ogni tipo di animale. Dalle piccole volpi grigie e circospette ai daini dall’aria innocente, oltre ai tanti e svariati tipi di aironi ed altri volatili: eleganti cigni selvatici, fenicotteri in volo, anatre, germani, fischioni e trampolieri. In estate come in inverno si possono fare simpatici incontri, ma ci sono momenti particolarmente indicati per recarsi in pineta e poter annusare tutti i profumi impigliati tra i rami. Il momento migliore per i colori, gli odori e i rumori è certamente il tramonto. In particolare durante l’inverno, quando le ragnatele diventano iridescenti al calar della nebbia e il sole si abbassa all’orizzonte, mentre sul mare è già buio. Pian piano la luce cambia e il silenzio è spezzato solo da qualche verso di gabbiano in lontananza e dalle ruote della bicicletta che passano sugli aghi dei pini.

Raggi di sole

 

Respiro. Sorrido.
Mi scopro a guardarmi intorno come se non ci fossi mai stata, a volte mi sento sospesa nel tempo e il profumo della resina sembra essere lo stesso da centinaia di anni. Mi sento come se fossi in viaggio lontanissimo, nei boschi scandinavi e non a soli 20 km da casa, ho caldo ed è come se fosse primavera e non gennaio, sono felice come se fossi all’inizio di una vacanza e non quasi alla fine di un breve week-end. Cerco di inventarmi dei ricordi di epoche lontane e ogni suggestione diventa storia: gli zoccoli dei cavalli di chi fa una semplice passeggiata in pineta diventano alle mie orecchie i destrieri delle truppe romane che sceglievano i tronchi più robusti per costruire le navi della flotta.

E poi d’un tratto mi vengono in mente i versi di Dante che descrive la pineta di Classe nella Divina Commedia, al canto XXVIII del Purgatorio (vv. 19-21):

« tal qual di ramo in ramo si raccoglie
per la pineta in su ’l lito di Chiassi, quand’Ëolo scilocco fuor discioglie »

Ai suoi tempi non si poteva, come adesso, noleggiare la bicicletta o portarsela dietro sul portapacchi dell’auto, ma sono sicura che gli sarebbe piaciuto sfrecciare tra i pini e fermarsi incantato a rimirar le stelle, uscendo dalla selva oscura della pineta e pedalando tranquillo verso Ravenna, città eterna.

Come un dipinto d’erba e sole, col vento dentro gli occhi

Sara è una viaggiatrice curiosa e appassionata tra le altre cose di ecoturismo e mountain bike. Dopo un periodo a Parigi è tornata a vivere a Ravenna, città che ama e che riesce ancora a guardare con occhi nuovi… infatti: “l’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi” (M. Proust).

Autore:

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *