[Parlami di tER #66] La mia Emilia Romagna…

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[Parlami di tER #66] La mia Emilia Romagna…


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.

La mia Emilia Romagna inizia da Cattolica, come in geografia, per me terra di mia madre.

Ha i colori scuri dei suoi capelli e la pelle brunita dal sole dei pescatori al porto.
I pescherecci che partono di notte e rientrano al mattino,  a riposare durante il giorno variopinti e dormienti.
Il mare di bambina, senza lettino e con pochi giochi, a raccogliere le padelle sugli scogli, a ripararsi dal sole dietro La Lampara.

Risale verso nord la mia Romagna, come quella di tutti del resto.
In una Riccione che ora è diventata casa, non con un semplice trasloco ma con il tempo, che al supermercato lega ad un nome la tua faccia.
Quando sei in bici, per strada, e hai anche tu qualcuno da salutare.
Sarà la terra dell’uomo che ho sposato, e infatti è qui che si intrecciano i ricordi più belli della gioventù: imparare a cambiar marcia della Vespa, nel parcheggio vuoto, d’inverno, del luna park.
Scendere viale Trebaci inondati dalla luce del tramonto, mentre il mare risplende con Gabicce in lontananza.
Impari pure ad accettare le piattaforme al largo, anche se pensavi che non ti ci saresti abituata mai.
Un bagno di notte, di cui ti sembra di avere ancora il sale sulla pelle.
Le feste alla 48 da Strameda, con pochi turisti come tra amici, e gli aperitivi al Dread Lock’s, che è sempre come se fossi a casa.

La Rimini d’inverno, una città vera.
Rimini con il traffico che ti fa bestemmiare e un vero centro storico, sporco quanto basta per essere reale, straordinario nelle sere d’inverno, con le luci ocra dei lampioni che scaldano l’aria anche con la neve.

C’è poi una linea sottile che divide la Romagna dall’Emilia, un confine breve e quasi inesistente, cambiando altitudini e colori.
Una sfumatura che va definendosi con l’infittirsi della nebbia, i filari della Bassa, così ordinati e seri in confronto ai profili degli alberghi.
L’efficienza dei servizi, piazze ordinate, così pulite da essere già nord.

Carpi bella, adottata per parola che ci ha accolti come casa, coi suoi negozi chic, ma chiusi la domenica.
Elegante ed accogliente anche transennata, coi cornicioni sgretolati e il bar Dorando Petri che mica resta chiuso nonostante il terremoto.

Carpi 17 Marzo

E poi Bologna che non può essere raccontata, se non a sé stessi attraverso i propri occhi.
L’odore di libertà che ricordo ancora oggi, del mio primo viaggio adulto, sola e indipendente.
Bologna di concerti, manifesti e rivoluzioni.
Bologna sedotta e spesso abbandonata.
Svariati amanti, altrettanti rituali amorosi, alcuni delicati, altri più violenti.

E poi Ferrara, Parma, Ravenna, Cesena. Perle variopinte, rosse, bianche, dorate e color mattone che si snodano lungo il cateto padano, con la somiglianza che lega certe cugine fascinose, con lo stesso taglio d’occhi ma ciascuna con il suo portamento, tono di voce e personalità.

Ravenna San Vitale

Ma c’è ancora un tesoro che si schiude dietro a tutto questo, una ricchezza che si apre dietro agli Appennini.
Le colline dorate del Sangiovese, con le arzdore che parlano il dialetto affacciate alla finestra.
Il cane che abbaia e le galline che scorazzano in cortile, i gerani, che piovono petali sanguigni sul bianco della ghiaia.
I filari delle viti, che hanno ancora le rose in cima, a sorvegliare la salute del raccolto.
Un nonno che fa l’orto, che chiede un bianco fresco alla fine del lavoro, da sorseggiare davanti una partita a carte.
Una scopa che diventa briscola o tresette, col passare degli anni, ma senza mai imparare che con le bambine non si frega, che non sta bene.

Colline

Ecco la mia Emilia-Romagna. Tutto quello che c’è dietro una cartolina. Tutto quello che ognuno può trovare, da qualsiasi parte del mondo decida di arrivare.

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Sara Paolucci è Community Manager, nonché Social Media Specialist per TUI.it.
Ama ridere, correre e cucinare per le persone che ama.
Ma anche fare surf, scattare fotografie e saltellare sotto la pioggia.
Le sue più grandi passioni sono viaggiare e scrivere, per questo ha dato vita a www.travelgum.it

Autore:

4 commenti

  1. Alberghi Tipici Riminesi

    emozionante, travolgente, vera… una regione dai mille volti e con mille segrete sfaccettature.
    Grazie Sara

    1. Sara

      Grazie a voi per il commento e la condivisione…

  2. alessandro

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perch

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