[Parlami di tER #62] Ravenna: una città dai mille volti

 | 
By

[Parlami di tER #62] Ravenna: una città dai mille volti


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.

Il turismo ha spesso varie facce: c’è il turismo di massa, ma c’è anche il turismo esclusivo, quello culturale, quello alternativo, quello naturalistico…e via di seguito. I ragazzi della IV A del Liceo Pico di Mirandola hanno potuto sperimentare tutto questo, nella settimana dal 24 al 29 settembre, in uno stage culturale a Ravenna.

Partito dalla stazione di Mirandola con il treno, il gruppo è stato accolto dalla terra romagnola con grande generosità e disponibilità. L’hotel Roma, adiacente alla stazione ferroviaria, è in una posizione strategica, a 5 minuti dalla stazione, a 10 dal centro storico. La città è ben servita da autobus e mezzi pubblici sia urbani che extraurbani, ma è anche una città che si presta ad essere visitata a piedi, per la presenza di un centro storico circoscritto.

Ravenna è una città sulla costa romagnola che presenta diversi volti, artistici, letterari, musicali, naturalistici.
Non si può arrivare in una città sconosciuta e non fare una visita turistica a tutti i principali edifici, meglio ancora se accompagnati da una guida turistica esperta, come abbiamo avuto modo di incontrare noi. Il nostro Mauro Marino ci è stato molto utile per introdurci alla nascita e all’evoluzione della città nel corso del tempo, ci ha raccontato storie affascinanti e particolari, curiosità che non si trovano sulle guide stampate. D’obbligo le visite a San Apollinare Nuovo, la Chiesa di San Giovanni Evangelista, il battistero Neoniano, la cappella Arcivescovile, San Vitale e Galla Placidia, ma amche TAMO, la mostra che ripercorre la storia dei mosaici, la Domus dei tappeti di pietra.

Merita sicuramente una visita il Museo Nazionale, dove si possono svolgere laboratori didattici sul mosaico, calcando le orme dei restauratori, che creano le griglie, fanno i cartoni per sistemare un tappeto musivo. Poter toccare e riprodurre da vicino questi mosaici, che risalgono al VI sec, è un’esperienza gratificante ed emozionante. I risultati non sono sempre stati soddisfacenti dal punto di vista artistico, ma la creatività ha avuto il sopravvento.

Una visita unica nel suo genere è quella al parco di Oltremare, aperto in questa stagione solo su prenotazione. Per raggiungere il parco da Ravenna occorre utilizzare il treno fino a Riccione, dove la Start Romagna ci ha offerto il bus 58 per portarci all’ingresso del parco.
Vedere Oltremare a porte chiuse consente di vivere da vicino l’esperienza dell’addestramento dei delfini, di avvicinarsi al lavoro dell’addestratore e ai retrobottega del parco.
I percorsi “dai nani ai giganti” offre la possibilità di conoscere le varie specie ittiche presenti nel mar Adriatico, mentre il percorso sull’evoluzione consente di fare un salto nel tempo. Fare la conoscenza, e volendo anche amicizia, con Blue e il piccolo Zeus è molto facile. Si rimane ammaliati dalle acrobazie e dalle espressioni di questi simpatici delfini.

Una passeggiata con la bicicletta in mezzo alla natura tra porto Corsini e Marina di Ravenna, accompagnati da guide esperte della Fiab “amici della bici”, è un modo per conoscere i vari habitat naturali di questo territorio, dalle valli con le postazioni di bird-watching al mare, alla pineta.

Questo stage culturale a Ravenna è stato anche un’occasione importante per la formazione personale dei ragazzi e per l’orientamento post diploma. Infatti attraverso le varie visite, alla Facoltà per la Conservazione dei Beni Culturali, alla Sovrintendenza dei Beni culturali e la Scuola di Restauro del Mosaico, alla Marina Militare e al parco di Oltremare, gli studenti hanno potuto valutare diverse professioni e opportunità lavorative future.

Ravenna ha offerto l’occasione di vedere dal vivo tanti aspetti architettonici e artistici studiati nel corso degli anni scolastici, ma uno dei monumenti che più ha suscitato stupore per la magnificenza e ricchezza musiva è stato il Mausoleo di Galla Placidia, un edificio dove arte e bellezza si sposano con la spiritualità, perché ogni particolare decorativo rimanda alla vita eterna.

Ogni qualvolta si visita una terra sconosciuta si desidera portare con sé un ricordo, che può essere una fotografia, ma anche un oggetto, un prodotto culinario. Noi del Liceo Pico abbiamo portato a casa 20 carduccine, da piantare nel giardino della nostra futura scuola. Quando nel 1865 fu ritrovata interrata nella soglia di una casa situata vicino ai chiostri francescani una cassetta che conteneva le ossa di Dante, attestato da un documento allegato, la città di Ravenna rese omaggio al sommo poeta. Una processione di letterati e poeti del tempo venne a compiere un saluto al padre della poesia italiana, morto proprio a Ravenna nel lontano 1321. In quell’occasione anche Giosuè Carducci si presentò al suo cospetto, portando in dono una quercia, che fu piantata nel giardino attiguo. Le carduccine non sono altro che le ghiande di questa pianta, che da Dante a Carducci portano la cultura e l’amore per la letteratura in giro per il mondo.

La IV A, indirizzo classico, del Liceo Pico di Mirandola, grazie alla vittoria di un concorso indetto da APT di Bologna, “Adotta una Parola” su Wikipedia, nel quale gli studenti si sono presi cura della parola “biomedicale”, ha ritirato il proprio premio, ossia due notti in una città della nostra Regione e l’ingresso a uno dei Parchi della Romagna. Le notti, grazie alla sensibilità del Presidente di APT, si sono estese a una settimana e l’insegnante, prof.ssa Marina Marchi, che li ha seguiti nel progetto, ha organizzato e prenotato per loro varie attività. Ogni giorno i ragazzi hanno scritto sul blog di adottaunaparola, raccontando le esperienze vissute, le loro impressioni e le loro considerazioni.
La necessità di poter soggiornare una settimana fuori sede è stata determinata dal fatto che il Liceo Pico ha subito gravi danni strutturali a seguito del terremoto del 20 e 29 maggio scorso. Risultando perciò inagibile la sede storica del liceo, la scuola si è attivata per poter iniziare l’anno scolastico regolarmente, offrendo alle scolaresche attività formative diverse dalla didattica tradizionale, stage culturali o aziendali, vacanze studio, attività laboratoriali presso le Università, ampliando in questo modo la propria offerta formativa.
Attualmente le classi del liceo e dell’intero istituto Luosi svolgono lezioni nelle tensostrutture, nell’attesa della realizzazione del campus scolastico costituito da prefabbricati e della ricostruzione di una nuova sede scolastica, prevista per il 2014.

Tags:

-

Autore:

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *