[Parlami di tER #52] Tesori da scoprire: shopping vintage a Bologna

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[Parlami di tER #52] Tesori da scoprire: shopping vintage a Bologna


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.

Riuscite a sentire il suono del clacson  della nuova serie di post? E passata meno di meno di una settimana da quando ho iniziato “Le parole del Merocledì.  Ma ero talmente affascinata da questa idea che non potevo non perseguirla. In questa serie scriverò a proposito di cose che non  mi aspettavo di trovare in certi posti, e inizierò rovistando tra  le scarpe e i vestiti usati e odoranti di Bologna.

Ho sempre pensato di avere un certo fiuto per lo shopping vintage. Mi sono invece dovuta ricredere, visto che non mi sarei mia accorta dell’esistenza di un negozio di vintage letteralmente dall’altra parte della strada rispetto all’entrata del nostro appartamento se non fosse stato per la mia compagna di stanza di Blogville, Erica. Penelope Recycling è un nome piuttosto poco elegante per un negozio pieno di cose eleganti. Si tratta di un vintage esclusivo, amorevolmente selezionato e curato in modo che i prezzi siano adeguati. Mi affretto ad aggiungere che i prezzi non sono irrealistici e si paga per ciò che si ottiene; capi di alta qualità in condizioni eccellenti. E’ qui che vai per comprare qualcosa di mozzafiato per un matrimonio, una festa o che ne so, per stirare, se è questa la tua passione. Si tratta di accessori e vestiti che vanno tenuti in grande considerazione e amati.

Sono stata inoltre piacevolmente colpita nel vedere che un angolo di tutto rispetto del negozio era dedicato agli accessori vintage per gli uomini. Bravi!
Dietro l’angolo c’è un grazioso negozietto chiamato “Memoires” che purtroppo era chiuso quando, armata di macchina fotografica e col cuore pieno di speranza, mi sono diretta là. Ciononostante  sono riuscita ad  intravedere dalla vetrina le collezioni di deliziose spille, sciarpe in seta di alta moda e perle e perline accuratamente elaborate.

Nonostante il mio portafoglio abbia tirato un sospiro di sollievo sono ancora triste per non aver avuto l’occasione di rovistare un po’ tra gli scaffali di Memoires.  Una ricerca un  più approfondita mi dice che il negozio è uno specialista nel mercato di posters, opere d’arte e mappe vintage.

Tale sfortuna è scomparsa velocemente dalla mia mente quando ho visto un segno che in termini di shopping dell’usato equivale alla luce di un faro per una barca persa in mare aperto: “Mercato dell’Usato”. Che letteralmente significa: “Used Goods Market”. Può essere tradotto in inglese sia con “jumble sale” sia con “flea market” a seconda del tuo paese. Ho seguito la luce che mi ha portato in un bellissimo chiostro dove tutti e quattro i vialetti erano stracolmi di oggetti vintage: vestiti, scarpe, mobili, libri, gioielli…praticamente il Paradiso!

La cosa  migliore di questo mercatino è che era stato organizzato dalla chiesa stessa per raccogliere fondi a sostegno di un’opera di beneficenza in Indonesia. La seconda cosa più importante è che era economico, super economico. Ho comprato quello che vedete qui sotto per un totale di 6 euro (ed ho anche insistito perché la gentile signora si tenesse il resto..è per beneficenza!).

Devo ammettere che ho già usato tutti questi vestiti. I miei preferiti sono la camicetta con i bordi dorati e i bottoni dietro al collo e la sciarpa della Ducati (la Ducati è un’azienda locale di moto qui in Emilia Romagna). Non posso garantirvi che il mercatino sia tutti i weekend a Bologna, ma certamente mostra quanto sia importante tenere  orecchie aperte e occhi spalancati

A testa alta per le scoperte al mercato delle pulci e con la puzza di vecchio che usciva dai miei gloriosi acquisti nella borsa, mi sono diretta verso i confini (e anche il mezzo) della Zona Universitaria incuriosita da un consiglio di alcune persone del posto secondo cui era quello il posto migliore per trovare negozi vintage e dell’usato. Non mi hanno delusa.

Su Via San Leonardo ho trovato due negozi che avrebbero potuto farmi felice ma non povera per ore. Innanzitutto Zenobialand, negozio dalle mille personalità, in senso buono. All’esterno, numerose rastrelliere di abiti, molti dei quali a prezzi sotto i 10 euro, attiravano la mia attenzione  mentre all’interno c’era una collezione di chintz, dal bagaglio vintage agli schizzi orientali e vittoriani e altri vestiti appesi alla parete.

Vestiti ed accessori  variavano dalle mode più recenti ad un vintage più classico degli anni ’60 e ’70. Tutto era ad un prezzo ragionevole (tra i 10 e i 30 euro). La signora che lavorava in negozio il giorno in cui sono andata era accogliente, cordiale ed entusiasta della visita. Non perché così avrebbe fatto più soldi, ma perché le persone sarebbero andate al suo negozio, ed avrebbero goduto degli innumerevoli oggetti da lei raccolti. Purtroppo non ci sono più tanti proprietari di negozi vintage così oggigiorno. Sarò anche uscita a mani vuote  (ed era la mia intenzione, visto che tutto lo spazio disponibile nella mia valigia era già stato riempito dopo la visita al mercato delle pulci) ma sono anche uscita con il cuore felice.

La mia ultima scoperta  aveva uno stile simile anche se meno pacchiano e con un po più di sostanza, visti gli attaccapanni di vestiti sia per uomini che per donne a prezzi onesti ( la maggior parte degli oggetti costava meno di 10 euro e i capi appesi agli attaccapanni all’esterno 5 euro).

Due studenti terribilmente alla moda seduti alla cassa de “La Leonarda”erano inizialmente un pò scettici quando ho chiesto loro di poter scattare alcune foto. Comunque, quando ho iniziato a mostrare un certo interesse per un paio di scarpe (penso che il camminare per il negozio indossandole e facendo foto fosse un buon indizio) mi hanno presa in simpatia e hanno iniziato a dirmi quanto fossero giuste e quanto avrebbero desiderato che andassero bene anche a loro.

Queste bellezze adulate e perfettamente indossate, ma comunque cool, mi sono contate 2 euro. Non ho dubbi che questo sia il posto in cui i due studenti così paurosamente alla moda vanno a rifornire il loro guardaroba ad un prezzo accettabile ed io da parte mia sono profondamente invidiosa, ora che sono a kilometri di distanza.

C’è anche un enorme mercato di strada, chiamato Mercato della Montagnola in Piazza dell’Otto Agosto, spesso considerato come un mercatino delle pulci dalle guide. Comunque, visto che sono riuscita a vedere almeno metà di questo mercato largamente esteso, mi sono accorta che c’era poco vintage ma capi alla moda ed oggetti essenziali vivaci e a basso prezzo. Questo è decisamente il posto in cui andare per comprare un completo dal gusto discutibile, senza scordare un paio di scarpe, un reggiseno e un paio di slip il tutto per meno di 10 euro.

Per quanto riguarda i libri usati, ho notato un discreto numero di bancarelle che vendevano vecchi romanzi (principalmente in italiano). Ovviamente, ci sono anche tante librerie nella zona universitaria sebbene io non possa farmi garante del loro assortimento né dei prezzi dei libri.

Se volete vedere altri posti, potete dare un’occhiata al real-time blogging che ho realizzato per TravMonkey durante la mia permanenza a Bologna. Inoltre era la settimana del terremoto e Bologna, sebbene abbia subito dei danni, è saldamente al suo posto. Ho scritto anche un post sul perché un terremoto non dovrebbe dissuadere da una visita alla bellissima città di Bologna

L’autrice di questo racconto si chiama Frankie, ma potete chiamarla Bird. Frankie è tra gli ospiti di BlogVille, il posto dove i blogger si possono sentire a casa, in Emilia- Romagna. Nell’ottobre del 2011 ha lasciato il lavoro e la sua amorevole vita londinese per viaggiare con il suo ragazzo. Crede nel potere delle parole scelte con cura. Ama praticamente tutti i generi di musica. Può mangiare qualsiasi tipo di torta. E ama scattare fotografie. [more

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